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Notizie da FILCTEM Lombardia
SOLIDARIETÀ FILCTEM LOMBARDIA - mercoledì 24 agosto 2016


Terremoto: Filctem Lombardia oltre ad esprimere cordoglio, congiuntamente a Cgil, Cisl e Uil, è a disposizione per interventi di solidarieta' e sostegno.


 

Cgil, Cisl e Uil esprimono "cordoglio alle famiglie delle vittime e solidarietà e vicinanza alle popolazioni dei molti comuni del Lazio, dell'Umbria, delle Marche e dell'Abruzzo colpite dal sisma".
"Il nostro pensiero e ringraziamento - aggiungono i sindacati - va anche  a tutti coloro che in queste ore si stanno prodigando per prestare soccorso alle comunità dei territori colpiti".
“Le nostre strutture e i nostri militanti - concludono Cgil, Cisl e Uil - sono mobilitati e pronti a collaborare con la Protezione civile e le strutture di coordinamento e soccorso per prestare assistenza alle popolazioni colpite dal terremoto e affrontare il grave stato di emergenza".
Il Segretario Generale della Filctem Cgil Lombardia Rosalba Cicero ha espresso alle popolazioni colpite tutta la solidarietà della Filctem Lombardia dichiarando: gli avvenimenti di questa notte hanno colpito fortemente molte realtà del Lazio, dell' Umbria, delle Marche, e dell' Abruzzo con danni ingenti alle cose e soprattutto alle persone, la Filctem Lombardia oltre ad esprimere cordoglio, congiuntamente a Cgil, Cisl e Uil è a disposizione per interventi di solidarieta' e sostegno.




 
SICUREZZA SUL LAVORO - lunedì 15 agosto 2016


Sicurezza sul lavoro: Calleri (Cgil), pericolose le proposte del disegno di legge Sacconi-Fucksia



“Il ddl – spiega Calleri – dispone innanzitutto l’abrogazione del Testo Unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (d.lgs. 81/2008) e la sua sostituzione con un articolato che prevede modifiche pericolosissime”. Nel dettaglio il dirigente sindacale sottolinea che “non solo interviene sulle responsabilità oggettive dei datori di lavoro, introducendo anche la ‘responsabilità’ in qualche modo esimente di lavoratori e preposti, ma configura un sistema del tutto diverso basato sul principio della certificazione della corretta applicazione delle norme da parte di professionisti presunti ‘terzi’ seppur retribuiti dai datori di lavoro stessi. A cose di questo tipo siamo già stati abituati da altri progetti del senatore Sacconi”.

"Una riproposizione di posizioni già note e diffuse in passato, molte di stampo ideologico e alcune di segno contrario perfino a riforme già in atto, come quelle dell’articolo 117 della Costituzione”. Così Sebastiano Calleri, responsabile nazionale Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro della Cgil, commenta il disegno di legge presentato su iniziativa dei senatori Maurizio Sacconi e Serenella Fucksia.


“Inoltre – continua Calleri – si propone un differente sistema di recepimento ‘in pejus’ delle normative europee, impedendo di fatto la possibilità di migliorare a livello nazionale le disposizioni comunitarie, e si eliminano le previsioni derivanti dall’articolo 2087 del codice civile. Resta inoltre sconosciuto, all’interno dell’articolato, il ruolo assegnato ad esempio all’Inail e al nuovo Ispettorato unico all’interno del sistema di prevenzione”.

“Se questo confuso progetto arriverà ad affrontare l’iter parlamentare – conclude Calleri – ci sarà bisogno di una forte opposizione sindacale. In passato la nostra mobilitazione ha permesso di respingere provvedimenti analoghi a quello in questione, se ce ne sarà bisogno succederà di nuovo”.



 
INPS - sabato 6 agosto 2016


INPS: esaurito, per la madre lavoratrice, il voucher baby sitting per l'anno 2016


L’Inps, con messaggio n. 3285 del 3 agosto 2016, ha affermato che il voucher baby sitting pari a 20 milioni di euro previsto per il 2016 dall’art. 1, comma 282, della legge n. 208/2015, destinato alle madri lavoratrici, si è esaurito e, di conseguenza, fatte salve diverse determinazioni ministeriali, la procedura telematica non prevede più l’acquisizione delle domande.
 
Ricordiamo che la legge 28 giugno 2012, n.92, ha introdotto in via sperimentale, per il triennio 2013 – 2015, la possibilità per la madre lavoratrice di richiedere, al termine del congedo di maternità ed entro gli undici mesi successivi, in alternativa al congedo parentale, voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting, ovvero un contributo per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati accreditati, per un massimo di sei mesi. Tale beneficio era stato prorogato anche per l’anno 2016.





 
STRAGE DI BOLOGNA - martedì 2 agosto 2016

Strage Bologna: L'Italia non dimentica

Cgil, contro terrorismo chiediamo piena verità



"Trentasei anni dopo, torniamo a ricordare le vittime innocenti della bomba esplosa alla stazione di Bologna il 2 agosto 1980, ci stringiamo ai loro familiar

i e chiediamo con determinazione che sia fatta definitivamente luce su una ferita profonda per la storia del nostro Paese dando un volto ai mandanti di quella orrenda strage fascista". È quanto afferma la Cgil in una nota.

"Commemorare questa giornata, una pagina indelebile per la memoria collettiva di tutti noi  - spiega il sindacato - significa anche, in un momento così difficile, rinnovare il nostro impegno contro ogni terrorismo, perché democrazia e libertà sono il nostro dna e il fondamento della nostra Costituzione”.

“Ai familiari delle vittime e a tutti coloro che da quel tragico evento sono stati segnati - conclude la nota - continuiamo ad esprimere la vicinanza dell'intera Cgil, a loro dobbiamo la ricerca estenuante della verità, affinché, dopo la condanna comminata agli esecutori materiali, vengano finalmente individuati i reali mandanti, ancora oggi sconosciuti”.




 
CONTRATTAZIONE - martedì 2 agosto 2016


Confindustria, Cgil, Cisl, Uil: accordo per premi di risultato in imprese senza rappresentanza sindacale


L’accordo riveste particolare importanza in quanto segna una positiva ripresa, anche formale, delle relazioni industriali con Confindustria su un tema considerato da CGIL CISL UIL di grande potenzialità per un ampliamento quantitativo e qualitativo della contrattazione di secondo livello orientata allo sviluppo della produttività e competitività delle imprese attraverso la valorizzazione del lavoro e della partecipazione.

L’accordo consente, inoltre, di allargare l’area di inclusione delle lavoratrici e dei lavoratori interessati a questi obiettivi con l’opportunità di: a) erogazioni salariali più “pesanti” in busta paga in quanto soggette all’aliquota fiscale unica del 10%; b) opzione per prestazioni di welfare contrattuale esenti da prelievo fiscale; c) estensione dell’importo detassabile di premio di risultato  da 2000 a 2500 euro laddove si attivino forme di coinvolgimento dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro.

L’accordo contiene un’intesa quadro territoriale che ha natura cedevole rispetto ad intese aziendali o pluriaziendali in materia.

 L’ intesa quadro territoriale è articolata in due fattispecie.

Aziende prive di rappresentanza sindacale (RSU o RSA). 

E’ possibile stipulare accordi per il raggiungimento degli obiettivi sopra citati tra le federazioni di categoria di CGIL CISL UIL e le imprese assistite dalle locali Associazioni di Confindustria.

Definizione delle condizioni di applicabilità della detassazione per tutte le aziende del territorio. 

In alternativa al punto precedente le aziende – in cui non sono presenti RSU o RSA – possono applicare la detassazione a premi di risultato che abbiamo le caratteristiche previste dai dispositivi di legge sopra ricordati con particolare riferimento all’adozione di uno o più indicatori in grado di misurare gli incrementi di produttività, qualità, efficienza, redditività ed innovazione.

Comunicazione ai lavoratori. 

Le aziende, di cui al punto 2, dovranno inviare ai lavoratori comunicazione scritta rispetto a tutte le caratteristiche del premio di risultato che si intende introdurre e, al termine del periodo di riferimento, comunicarne le risultanze. Tale comunicazione andrà inviata anche al Comitato di valutazione costituito dalle Parti Sociali firmatarie dell’accordo territoriale (CGIL,CISL, UIL e Confindustria).

Prestazioni di welfare. 

A fronte della possibilità per i lavoratori di optare per prestazioni di welfare le aziende predisporranno un’offerta di servizi tenendo conto delle esigenze dei lavoratori, di quanto presente sul territorio, e di iniziative messe in atto dalle parti firmatarie dell’accordo territoriale.

Coinvolgimento dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro. 

Si prevede la possibilità di attivare iniziative sul territorio “volte ad accrescere la cultura del coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro…”. Viene ripreso, anche in termini di promozione culturale congiunta tra le Parti sociali, il tema della partecipazione organizzativa: è un salto di qualità politico-culturale di notevole  rilevanza per uno sviluppo delle relazioni industriali in sintonia con l’impostazione del documento unitario di CGIL CISL UIL del 14 gennaio u.s.

Comitato di valutazione. 

Viene prevista la costituzione di un Comitato delle Parti sociali firmatarie degli accordi territoriali col compito di valutare la conformità delle intese, dei piani predisposti dalle aziende e, più in generale, di monitorare l’attuazione degli accordi territoriali. Le aziende dovranno inviare a questo Comitato le stesse comunicazioni inviate ai lavoratori in merito alle caratteristiche del premio di risultato. Il Comitato ha, poi, il compito di redigere un rapporto in merito all’attuazione dell’accordo e di inviarlo alle Parti nazionali firmatarie dell’accordo interconfederale.

L’istituzione del Comitato rappresenta un punto di riferimento importante per la corretta impostazione dei premi di risultato e sottrae la gestione degli stessi da un’impronta di tipo unilaterale.

Informazione alle parti. 

Le parti sono impegnate a dare l’informazione in merito ai contenuti dell’accordo ed alla sua attuazione nei confronti dei lavoratori e delle imprese.

Con la sottoscrizione di questo accordo prendono corpo in modo concreto le potenzialità – già sottolineate da CGIL CISL UIL – per un salto di qualità nella promozione della contrattazione di secondo livello.

E’ possibile, inoltre, identificare una linea di tendenza evolutiva nell’approccio di Confindustria  verso il tema della partecipazione finora decisamente osteggiato. Questo aspetto viene, infatti, anche ripreso nel comunicato congiunto (altra novità significativa nei rapporti tra le parti) in cui si parla di “sviluppo della cultura del coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro”.

Importante, da questo punto di vista, l’attivazione su tutti i territori di iniziative in tempi rapidi per portare alla costituzione dei Comitati delle Parti sociali non solo come soggetto di valutazione e monitoraggio ma anche di promozione dei contenuti dell’intesa.

L’accordo apre una pista di lavoro nelle aziende e nei territori che offre a CGIL CISL UIL l’opportunità di consolidare ed estendere la contrattazione in termini quantitativi e qualitativi; in modo tale da offrire ai lavoratori possibilità di miglioramento delle proprie retribuzioni così come delle loro condizioni di lavoro anche attraverso un loro contributo partecipativo, in ordine alla valorizzazione delle proprie competenze e conoscenze, al fine di  ridisegnare l’organizzazione del lavoro per una maggiore competitività, produttività ed efficienza e, di conseguenza, consolidare l’occupazione.

Andranno concordate iniziative unitarie sul territorio per diffondere i contenuti dell’intesa raggiunta con Confindustria e per favorire l’avvio di un progetto di lavoro  – anche in termini di promozione politico-culturale – in grado di concretizzare un salto di qualità nelle relazioni industriali diffuse sul territorio che dia sostanza al ruolo delle parti sociali e della contrattazione per la ripresa economica e sociale del paese.



 
VETRO LAMPADE - lunedì 1 agosto 2016


CONTRATTO VETRO:  firmata ipotesi di accordo per rinnovo 2016-2019. 80 euro l'aumento complessivo


L'intesa arriva prima della scadenza del 31 agosto 2016. L'aumento sui minimi è di 75 euro, più 5 per l'assistenza sanitaria integrativa. Soddisfatte Filctem, Femca, Uiltec: 'Relazioni sindacali consolidate e più diritti ai lavoratori'. Più di 27 000 i lavoratori interessati
Nella tarda serata del 27 luglio, tra Assovetro- Confindustria e i sindacati del settore Filctem- Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, è stata siglata l'ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto 1 settembre 2016 – 31 dicembre 2019 del settore delle industrie del vetro, lampade, display (oltre 27.000 addetti, impiegati in più di 1400 imprese), in scadenza proprio al 31 agosto 2016.
L'intesa sottoscritta – che sarà sottoposta alle assemblee dei lavoratori per la definitiva approvazione.

Questi i punti salienti:

  • Durata: dal 1 settembre 2016 al 31 dicembre 2019;
  • Aumenti contrattuali: 75 euro di media in 3 rate (30 euro il 1 settembre 2017, 23 euro il 1 settembre 2018, 22 euro il 1 settembre 2019);
  • Sanità integrativa: il contributo aziendale passa da 8 a 13 euro, quello dei lavoratori scende da 8 a 3 euro.
" Una intesa questa – sottolineano soddisfatte Filctem, Femca, Uiltec - che si rinnova addirittura prima della scadenza naturale del 31 agosto e che rappresenta una concreta risposta in difesa del potere di acquisto dei lavoratori, del welfare contrattuale, della prestazione lavorativa. Non va sottaciuto affatto – concludono - il rafforzamento dei diritti individuali, il consolidamento delle relazioni sindacali e l'accresciuto ruolo delle Rsu".

 
UNIONCHIMICA CONFAPI - lunedì 1 agosto 2016


Intesa fatta con UNIONCHIMICA-CONFAPI per il rinnovo del contratto 2016-2018.


Aumento medio complessivo è di 75 euro per il gomma-plastica; 87 euro per il chimico-concia; 70 euro per ceramica, vetro, abrasivi. Interessati oltre 55.000 lavoratori. Paoloni (Filctem-Cgil):"Diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato anche ai somministrati"
Nella tarda serata del 26 luglio, tra Unionchimica-Confapi e i sindacati del settore Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, è stata raggiunta l'intesa a Roma per l'ipotesi di accordo sul rinnovo del contratto 2016-2018 delle piccole e medie imprese dei settori accorpati chimica, concia, plastica e gomma, abrasivi, ceramica e vetro (oltre 55.000 i lavoratori interessati dipendenti da circa 3800 piccole e medie imprese), scaduto il 31 dicembre 2015. L'intesa verrà ratificata il 3 agosto dai presidenti di Unionchimica e di Confapi.
L'ipotesi di accordo così sottoscritta – che sarà sottoposta a settembre alle assemblee dei lavoratori per l'approvazione – prevede un aumento medio sui minimi di 75 euro per il gomma- plastica; 87 per il chimico-concia; 70 per ceramica, vetro e abrasivi, tutti settori questi definiti in piattaforma, distribuito in tre tranche: dal 1 gennaio 2017; dal 1 gennaio 2018; dal 1 ottobre


 
OCCHIALI - lunedì 1 agosto 2016


CONTRATTO OCCHIALI: C'è l'accordo, 87 euro l'aumento complessivo nel triennio.



 
Il 19 luglio a Belluno, tra Anfao-Confindustria e i sindacati del settore Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, è stata siglata l'ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto 2016-2018 del settore occhiali e occhialeria (interessati circa 15.000 addetti in 400 imprese, tra le più significative Luxottica, Safilo, Galileo), scaduto il 31 dicembre 2015.
L'intesa sottoscritta – che sarà sottoposta alle assemblee dei lavoratori per la definitiva approvazione – prevede un aumento sui minimi di 79 euro (4° liv.), distribuiti in tre tranche: dal 1 gennaio 2017, 59,25 euro; dal 1 maggio 2017, 13,04 euro; dal 1 febbraio 2018, 6,72 euro, per un montante complessivo di circa 1900 euro. Inoltre sono previsti ulteriori 8 euro, a carico delle imprese, sull'assistenza sanitaria integrativa, a decorrere dal 1 luglio 2017.
"Nonostante il clima che si respira nel paese – sottolinea soddisfatta Stefania Pomante, segretaria nazionale Filctem-Cgil, resp. del settore - abbiamo siglato una buona ipotesi di accordo, senz'altro migliorativa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, ma soprattutto con un significativo aumento economico di tutto rispetto. Una concreta risposta – conclude Pomante - in difesa del reddito dei lavoratori del settore e del welfare contrattuale, così duramente falcidiato dalla crisi"


 
SEMINARIO FILCTEM - venerdì 15 luglio 2016

Filctem Lombardia: Si è tenuto il 15 luglio, all' Hotel Helios, a Monza, il seminario sul rapporto tra Contrattazione di secondo livello e Welfare aziendale

 

 
Si è tenuto, il 15 luglio, presso l' Helios Hotel, a Monza, il seminario, della Filctem Lombardia, sul rapporto tra contrattazione di secondo livello e welfare aziendale.

 Rosalba Cicero, segretario generale della Filctem Lombardia, nell' aprire i lavori, ha delineato il rapporto tra welfare aziendale e ruolo del sindacato. La pubblicazione del decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in materia di erogazione dei premi di partecipazione e/o di risultato con tassazione agevolata, impone al sindacato una profonda analisi e riflessione sullo scenario che il decreto andrà a provocare.
 
" Abbiamo, con questa giornata, convocato il nostro gruppo dirigente - dichiara Rosalba Cicero segretaria generale della Filctem Lombardia- innanzitutto per conoscere i termini del decreto, per capirne i limiti, i rischi, ma anche le opportunità che come sindacato dobbiamo cogliere e rilanciare. Perché come abbiamo sempre pensato e praticato, i processi di trasformazione e di cambiamento è sempre meglio governarli che subirli."

 Un Seminario che è stato l’occasione per ricostruire la storia del welfare aziendale con Ferruccio Capelli della Casa della Cultura di Milano e per definire casi  che hanno fatto scuola di pensiero nella cultura imprenditoriale. Con Renata Borgato, saggista e formatrice, si è cercato di collocare alcune esperienze del contesto attuale, aiutandoci a comprendere tutti gli aspetti nel rapporto tra lavoratore, sindacato e impresa, tra organizzazioni sindacali e istituzioni. Infine, con Rosario Strazzullo, della Cgil Nazionale, ha presentato il quadro generale e legislativo sui temi dell' welfare.

Melissa Olivero, segretario della Cgil Lombardia, ha chiuso i lavori ponendo una forte riflessione sullo scenario che il decreto provocherà e definito alcuni criteri su cui è opportuno lavorare per arrivare ad una buona contrattazione e di qualità.


 
ASSOSISTEMA LAVANDERIE INDUSTRIALI E DISPOSITIVI MEDICI - giovedì 14 luglio 2016

Siglata l'ipotesi di rinnovo del Ccnl di Assosistema, lavanderie industriali e dispositivi medici, con un aumento di 70 euro e clausole sociali per appalti.

Rosalba Cicero, segretario generale Filctem Cgil Lombardia: "si chiude un contratto importante, all' indomani degli attivi unitari di Cgil, Cisl e Uil sui contratti"



FILCTEM CGIL FEMCA CISL e UILTEC UIL, hanno siglato con ASSOSISTEMA l’ipotesi di accordo per il Contratto Collettivo Nazionale di lavoro 2015-2019 per i lavoratori dipendenti dalle imprese del sistema industriale integrato di beni e servizi tessili e medici affini, oltre alle lavanderie industriali, per un  fatturato di un comparto che vale circa 4,2 miliardi di Euro. Inoltre, il settore produce, distribuisce ed effettua la manutenzione dei dispositivi di protezione individuali e collettivi ed erogano servizi di sanificazione e sterilizzazione dei dispositivi tessili e medici utilizzati presso le grandi committenze, quali ospedali pubblici, comunità assistenziali, case di cura e cliniche private.

Iniziata il 23 novembre 2015, la trattativa è stata caratterizzata da un confronto vivace e a volte anche serrato. Da una parte le richieste del Sindacato di aumentare i redditi dei lavoratori e introdurre ulteriori forme di welfare negoziale e dall’altra, la richiesta delle imprese di introdurre meccanismi di maggiore flessibilità, in linea con la recente normativa nazionale.
Le parti hanno lavorato per offrire ai lavoratori e alle imprese un contratto equilibrato, che sia di stimolo e di beneficio per tutti, augurandosi, così, una nuova stagione di relazioni industriali.

70 euro l'aumento in busta paga per i 20 mila addetti coinvolti da erogare in tre tranche, di cui la prima di 30 euro il 1 luglio 2016, la seconda di 20 euro il 1 luglio 2017 e la terza di 20 euro il 1 luglio 2018. Prevista anche la disponibilità delle aziende a mettere a disposizione 7 euro lordi per l'adeguamento del nuovo sistema di inquadramento professionale. L'accordo prevede inoltre l'estensione dall'8 al 10% dei contratti di somministrazione a tempo determinato da trasformare in indeterminato.

Sotto l'aspetto del welfare invece l'accordo prevede un contributo a carico dell'azienda pari allo 0,20% dell'Ern, aggiuntivo a quello destinato alla previdenza complementare, da destinare a Previmoda per il finanziamento di una assicurazione sulla premorienza ed invalidità a beneficio dei lavoratori iscritti al fondo stesso.

Altri aspetti importanti dell’ipotesi di accordo sono: la clausola sociale negli appalti, una maggiore chiarezza dei provvedimenti disciplinari, il ricorso a ulteriori misure di flessibilità dell’orario di lavoro, mercato del lavoro, l’affidamento all’Ente Bilaterale Nazionale di iniziative di studio e formazione sul tema della sicurezza sul lavoro, la correlazione tra ore effettivamente lavorate e premi di produttività. La validità del contratto è stata portata da 36 a 45 mesi.

Soddisfatta Rosalba Cicero segretario generale Filctem Cgil Lombardia  che ha dichiarato: “nonostante la difficile situazione di stallo sui contratti e la pesante crisi economica in atto in Italia e in Europa, siamo riusciti nella non facile impresa di rinnovare un contratto di un settore industriale.  Un contratto importante, che arriva dopo  gli attivi unitari di Cgil, Cisl e Uil sui contratti,  Un importante segnale anche per quelle imprese che vogliono investire e rilanciare le relazioni industriali,  un importante segnale, per ridare valore al lavoro. Speriamo si riapra una nuova fase che sconfigga quell’ instabilità del paese, ulteriormente alimentata dal fatto che non si rinnovano i contratti. Ora per le Lavanderie industriali la parola alle assemblee per la valutazione.”


 
CONTRATTAZIONE DI 2 LIVELLO - martedì 12 luglio 2016

Contrattazione: Cgil, 2° livello riguarda solo 21,2% imprese





“La contrattazione integrativa di 2° livello riguarda ancora solo il 21,2% delle imprese con almeno 10 dipendenti, mentre il contratto nazionale continua a coprire l’88,4% del totale delle retribuzioni di fatto”. E’ quanto emerge da uno studio elaborato, su dati Istat, dalla Fondazione Di Vittorio, sulla contrattazione integrativa e le retribuzioni nel settore privato. 

Per la fondazione della Cgil, “Il CCNL si conferma, dunque, elemento insostituibile di autorità salariale sia per quantità di applicazione nelle imprese che per percentuale di copertura retributiva”. Dallo studio si evince che “la percentuale di contrattazione collettiva integrativa di 2° livello in Italia nelle imprese con almeno 10 dipendenti è del 21,2%, di cui l’8,3% è contrattazione territoriale”.
La ricerca dimostra, inoltre, come la diffusione del 2° livello di contrattazione sia ovviamente maggiore nelle imprese più grandi e minore in quelle più piccole. “Nelle imprese con almeno 500 dipendenti è pari al 69,1% (di cui 3,6% territoriale); in quelle comprese tra 200 e 499 dipendenti, scende al 60,5% (di cui 3,9% territoriale); nelle imprese fra 50 e 199 addetti, si passa al 38,5% (di cui 6,6% territoriale); in quelle fra 10 e 49 dipendenti, si scende fino al 17,5% (con una quota di territoriale all’8,7%)”.
L’indagine evidenzia, anche, un forte divario territoriale che penalizza il Mezzogiorno. “La percentuale di imprese con almeno 10 dipendenti coperte dalla contrattazione collettiva integrativa per ripartizione geografica dimostra, infatti, che si passa dal 26,8% del Nord-est, al 23,5% del Nord-ovest, al 19,8% del Centro, al 13,1% delle Isole, per finire all’11,6% del Sud”.
Dallo studio della Fondazione Di Vittorio emerge anche un altro elemento fondamentale: “Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro è applicato nel 99,4% delle imprese e ha coperto, nel 2015, l’88,4% del totale delle retribuzioni di fatto. Percentuale che sale addirittura al 93,5% per gli operai.
“Quando, dalle affermazioni accademiche o di pura propaganda politica, si passa ai dati reali, emerge una realtà profondamente diversa dalla narrazione alla quale siamo sottoposti da tempo. La ricerca condotta dalla Fondazione Di Vittorio rende giustizia di tanti luoghi comuni, secondo i quali la moderna contrattazione dovrebbe derubricare la funzione del contratto nazionale a vantaggio di quella più strettamente aziendale”. Così il segretario confederale della Cgil, Franco Martini, commenta lo studio della Fondazione del sindacato, dal quale emerge che la contrattazione integrativa di 2° livello riguarda solo il 21,2% delle imprese con almeno 10 dipendenti e che il contratto nazionale copre l’88,4% del totale delle retribuzioni di fatto.
Per Il dirigente sindacale, “il sindacato non ha mai negato la necessità di implementare il secondo livello di contrattazione, perché più vicino alle peculiarità delle aziende e dei territori, ma da tempo andiamo ripetendo che questa condizione riguarda una stretta minoranza delle imprese, appunto poco più del 20%, come conferma la ricerca”.
“Senza una funzione centrale del contratto collettivo nazionale - sottolinea Martini - il mondo del lavoro sarebbe spaccato in due, con una minoranza in grado di avere tutele anche avanzate è una grande maggioranza in condizioni marginali. Per questo Cgil, Cisl e Uil unitariamente hanno avanzato una proposta di riforma del modello contrattuale fondata sulla centralità del CCNL e sullo sviluppo di un secondo livello contrattuale sia aziendale, che territoriale. E al tempo stesso sostengono le categorie impegnate nel rinnovo dei contratti scaduti da molti anni”.
“Anche da qui - conclude Martini - viene la conferma del ruolo importante del contratto nazionale. Il ritardo dei rinnovi ha posto il valore del salario orario nel nostro Paese ai livelli più bassi dei paesi europei, con evidenti conseguenze negative nel rilancio della domanda interna. Il tema dei rinnovi contrattuali è questione strategica per il rilancio dell'economia, come la stessa ricerca conferma”. 
CCNL ASSOSISTEMA - lunedì 11 luglio 2016

CCNL Assosistema :  Dopo la rottura il Presidente dell'Associazione ha dichiarato di voler rinnovare il contratto in tempi brevi




Come preannunciato in sede di delegazione trattante, FEMCA - FILCTEM e UILTEC hanno incontrato ieri una delegazione di ASSOSISTEMA per verificare, dopo la rottura, se vi fossero le condizioni per la ripresa della trattativa. Il Presidente dell’Associazione imprenditoriale, nel sostenere la ripresa del dialogo, ha dichiarato di voler rinnovare il contratto in tempi brevi. Importante e significativo è stato il riesame di importanti capitoli negoziali, per i quali le OO. SS. avevano dichiarato la loro netta contrarietà, così pure le modifiche di posizione su altri capitoli.
FEMCA - FILCTEM e UILTEC nel valorizzare la ripresa del dialogo hanno apprezzato gli importanti passi avanti evidenziando le criticità rimaste per ricercare soluzione condivise, su altri aspetti le OO. SS. intendono formulare specifiche proposte. Abbiamo inoltre richiesto un concreto riscontro alle richieste poste in piattaforma sulle quali abbiamo ora una valutazione complessiva.
L’insieme delle posizioni e delle disponibilità dichiarate ci permettono di riaprire la trattativa e di lavorare per rinnovare il contratto. Nel pomeriggio di martedì 12 e poi nel mattino del 13 luglio, le parti hanno convenuto di continuare la trattativa, in forma ristretta, con l’obiettivo di ricercare l’accordo di rinnovo.
A seguito di tale e positiva evoluzione la delegazione trattante di FEMCA - FILCTEM e UILTEC è convocata per mercoledì 13 luglio per valutare lo stato della trattativa
 
SEVESO - lunedì 11 luglio 2016

Nella notte del 10 luglio 1976, la lezione di Seveso 40 anni dopo il disastro Icmesa.

Rosalba Cicero, segretario generale della Filctem Lombardia. “ La sicurezza sia una priorità per tutti: politica, associazioni, organizzazioni sindacali”. 





Sono passati quarant'anni dal disastro di Seveso. Oggi quel simbolo negativo del rapporto tra industria e ambiente – da cui il nome della legislazione continentale sui rischi di incidente rilevante – ha cambiato faccia. Rosalba Cicero segretario generale della Filctem Cgil Lombardia ci ricorda qui terribili momenti. "La quantità di diossina che fuoriuscì dall'impianto non è stata mai accertata con esattezza. Dove sono arrivati gli effetti a lungo termine è attualmente oggetto di studio. Le indagini sono complesse, ma una cosa è certa: negli ultimi quarant'anni tra gli abitanti di Seveso è aumentata l'incidenza di alcuni tipi di tumore, in particolare del tratto digerente, dell'apparato respiratorio e del tessuto linfatico ed emopoietico. È molto probabile e biologicamente plausibile, come scrive Pieralberto Bertazzi, l'epidemiologo che ha condotto le indagini, un'associazione tra esposizione alla diossina e aumento di tumori. La mortalità generale, dice sempre Bertazzi, non ha invece subito incrementi. Insomma, la temuta strage paventata subito dopo la fuga tossica dall'Icmesa, fortunatamente non si è verificata.

Dal punto di vista economico, però, ci fu il blocco dello sviluppo urbano e della crescita economica, gli abitanti cambiarono radicalmente stile e comportamento di vita, l'ecosistema di una parte del territorio entrò in agonia. Chi lavorava la terra smise di coltivarla, chi aveva gli animali li vide morire. Nella vita di tutti si registrarono alterazioni nella vita di relazione. Le coppie smisero di fare figli. La paura indusse molte donne incinte a ricorrere all’aborto allora illegale. Non ingiustificatamente si ritiene che l’ondata emozionale suscitata dal disastro di Seveso abbia impresso un’accelerazione all’approvazione della legge sulla legittimazione dell’aborto.
Se guardiamo oggi i luoghi teatro del disastro si sono completamente trasformati. Al posto dell'Icmesa c'è un centro sportivo, mentre sulle ceneri della zona A è stato realizzato il Bosco delle querce, il nuovo parco cittadino dove flora e fauna d'importazione, anche queste sorvegliate speciali, sperimentano faticosamente il loro nuovo habitat. Il parco è anche uno dei due “cimiteri” della diossina. L'altro, più piccolo, è vicino alla superstrada per Meda, dove sono sepolti i fanghi tossici estratti dell'Icmesa. Nel Bosco delle querce, sotto a un'altra collina artificiale, sono invece sepolte le macerie della fabbrica e delle case abbattute, la terra contaminata e le stesse attrezzature usate per le bonifiche. È tutto sigillato, messo in sicurezza, dentro una enorme vasca di cemento, continuamente monitorata dal personale della forestale. Ma in quella vasca di cemento non deve essere annegata la dura lezione che il disastro ci ha impartito.
Resta, comunque il tema di come conciliare la produzione con la tutela dell’ambiente e la salute dei lavoratori e sicurezza e salute non riguardano solo i luoghi di lavoro, ma anche il territorio. Quell’evento ha spostato l’attenzione delle parti sociali verso la sostenibilità ambientale. Se fino ad allora le organizzazioni sindacali si erano concentrate soprattutto sulle condizioni dei lavoratori, su ciò che avveniva dentro la fabbrica, a partire da quegli anni, anche grazie alle Commissioni Ambiente, altra fondamentale conquista sindacale, si è cominciato a prestare attenzione all’ambiente circostante. Da un incidente così drammatico, ciò che è stato consegnato al sindacato e in particolare ai lavoratori che sono arrivati dopo, è l’attenzione su queste tematiche e la presa di coscienza dell’impatto dell’industria sulla salute. Un’altra riflessione riguarda l’evoluzione delle relazioni sindacali: sui temi dell’ambiente e della sicurezza si può considerare ormai superata la contrapposizione tra impresa e sindacato, non solo nelle intenzioni o nella condivisione di principi.
Quella della sostenibilità ambientale è una sfida di ampio respiro nella quale servono strategie precise. Da soli non possiamo farcela, occorre che questa sfida sia raccolta da tutte le istituzioni, dalla politica, dalle associazioni imprenditoriali. Con Federchimica e anche con Asiep abbiamo fatto notevoli passi in avanti, ci piacerebbe che lo stesso accadesse per altri settori, con altre associazioni. Vorremmo che in qualche modo questo sistema di relazioni industriali servisse da apripista per altri temi. La salute, la sicurezza, l’ambiente, devono essere diritti universalmente riconosciuti e proprio per questo, come recita la proposta di Carta dei diritti della Cgil, non mercificabili.
Occorre, inoltre,rafforzare la formazione, la partecipazione e la professionalità, traducendo tutto questo in opportunità per i lavoratori e per le imprese. Troppi sono ancora gli infortuni e le morti sul lavoro. 
FILCTEM VARESE - venerdì 8 luglio 2016

Panzeri Lorena eletta  segretaria generale della Filctem Cgil di Varese





Con il 94% dei voti a favore l' Assemblea generale della Filctem Cgil di Varese, che si è riunito oggi, ha eletto la nuova Segretaria Generale.
Su proposta dei centri regolatori, erano presenti  per la Filctem Rosalba Cicero e per la Cgil di Varese Umberto Colombo, l’Assemblea generale della Filctem Cgil di Varese, in sostituzione di Paolo Guicciardi, ha eletto Lorena Panzeri segretario generale della Filctem Cgil di Varese. 
Donna, classe ’68, sposata con due figli, lecchese, proviene da un’azienda del settore gomma plastica dove entra come impiegata, ha svolto per dieci anni il ruolo di delegata. Entra poi negli organismi dirigenti della Filcea (chimici) di Lecco dove segue, tra gli altri i temi dell’ambiente e della sicurezza nei luoghi di lavoro. All’età di 29 anni entra a far parte di un progetto sull’artigianato dove svolge l’incarico di Rappresentante Sindacale di Bacino e entra a far parte del Coordinamento Nazionale dell’Artigianato. Dopo 5 anni in Fiom (meccanici), nel giugno 2006 viene eletta Segretario Generale della Filtea (tessili) di Lecco ed infine nel 2010 Segretario Generale della Filctem di Lecco.
Ha anche fatto parte, per otto anni a scavalco, della segreteria confederale di Lecco ed attualmente, sempre a scavalco, della segreteria regionale Filctem. 
Entusiasmo, passione e partecipazione, Lorena si impegna quotidianamente a combattere le battaglie occupazionali e contrattuali  dei tanti lavoratori che hanno bisogno di punti di riferimento stabili. L’elezione della compagna Panzeri rappresenta un segnale forte di attenzione al mondo del lavoro della Filctem,da cui Lorena proviene e che conosce perfettamente nelle sue dinamiche che ha combattuto e combatte, mettendo la sua militanza a servizio dell’organizzazione.  

A Lorena vanno gli auguri di buon lavoro da parte di tutta la Filctem Lombardia


 
TESSILE - giovedì 7 luglio 2016

 
Corneliani: Incontro sindacale con il nuovo management aziendale 
 


Si è tenuto oggi in Confindustria un incontro tra la Corneliani ed i rappresentanti dei lavoratori sul futuro dell’azienda. Un futuro che l’ing. Corrado Corneliani ha sintetizzato come “evoluzione e non rivoluzione”, presentando il partner Investcorp, un investitore che supporta aziende ad alto potenziale di crescita. Una caratteristica che è stata riconosciuta all’azienda mantovana, pronta a crescere ancora, tenendo fede agli asset strategici che ne hanno reso il marchio conosciuto in Italia e nel mondo: made in Italy e prodotto d’eccellenza. Durante l’incontro è stato ribadita anche la centralità dello stabilimento di Mantova, nel contesto di un piano industriale in via di elaborazione che sarà presentato nei prossimi mesi.
 
Le organizzazioni sindacali di categoria Filctem, Femca e Uiltec, unitamente alla R.S.U., hanno espresso un giudizio positivo sull’incontro che ha permesso di completare le comunicazioni interne aziendali dopo le notizie già apprese negli ultimi appuntamenti con i media. “E’ stato apprezzato questo incontro tra le rappresentanze sindacali e dei lavoratori con i massimi vertici del nuovo management aziendale. La visione che è stata rappresentata è importante per la prospettiva non solo dell’azienda, ma di tutta Mantova. E’ condivisa l’idea di aver scelto un partner strategico che possa sviluppare ed ampliare il business dell’azienda. Ci aspettiamo che questo porti non solo un aumento del fatturato, ma anche ricadute positive nel territorio, sul know-how e sui livelli occupazionali”.
 

 
REFERENDUM - mercoledì 6 luglio 2016


Rosalba Cicero: i ringraziamenti del Segretario Generale FILCTEM Lombardia per la raccolta firme sui Referendum e sulla "Carta dei Diritti"

Un grande ringraziamento a voi tutti per il lavoro svolto in queste settimane nelle fabbriche, nei banchetti e nelle piazze, per la certificazione delle firme sulla Carta dei Diritti e per il grande successo ottenuto con la raccolta delle firme sui referendum abrogativi.

 
Il prezioso lavoro svolto dimostra che siamo un’organizzazione che può orgogliosamente affermare che gli obiettivi anche ambiziosi si possono raggiungere, grazie al lavoro, alla convinzione e alla condivisione degli obiettivi stessi.
 
Il consenso ottenuto nelle piazze e nei luoghi di lavoro, dimostra che esiste una consapevolezza dei  lavoratori e dei cittadini, sulla necessità di ridisegnare le politiche in materia di lavoro.
 
La riforma del jobs act, l’esplosione dei voucher, il tema dei licenziamenti e la deriva sugli appalti, hanno ulteriormente reso più vulnerabile e ricattabile il lavoro.
 
Non è con queste politiche che si può sperare in una ripresa vera dell’economia nel nostro Paese, non è attraverso il ridimensionamento dei diritti che si rende competitiva una Nazione.
 
La proposta avanzata dalla CGIL ha posto al centro il lavoro e i suoi diritti come l’unico modo per ripartire, perchè senza un lavoro di qualità non c’è un futuro con dignità.
 
Continua invece l'impegno per la raccolta delle firme per la proposta di iniziativa popolare denominata "carta dei diritti universali del lavoro".
Fino al 30 settembre 2016 sarà possibile continuare a sottoscrivere tale proposta nei luoghi di lavoro, nelle piazze,nelle sedi della CGIL e presso le Segreterie dei Comuni.
 
Adesso  ci sono le condizioni per dare il via, ad una nuova stagione di impegno sul fronte delle proposte sulle riforme che interessano il paese  e per una buona chiusura della stagione contrattuale.
 
La sfida per i diritti e il lavoro continua, così come continua l’azione quotidiana della Filctem e della Cgil per pretendere più attenzione ai bisogni dei lavoratori a partire dal lavoro.
 
Un caro saluto
 
TERMOELETTRICO - mercoledì 6 luglio 2016

TIRRENO POWER: proseguono le azioni di lotta 
Proclamate ulteriori 8 ore di sciopero 





A seguito dell'incontro svoltosi, il 4 luglio scorso, al MiSE i sindacati hanno ribadito la volontà di proseguire con iniziative di lotta, otto ore di sciopero, e hanno programmato con il Governo un nuovo incontro entro fine mese.
Le Segreterie nazionali di Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Uiltec-Uil non possono ritenersi soddisfatte per le mancate risposte del Governo e dell'Azienda.
All' incontro l’Azienda è stata invitata a fare il punto della situazione venutasi a determinare dopo la rinuncia all'investimento e ad illustrare soluzioni alternative utili al reimpiego del Personale ora eccedente. Tirreno Power nel presentare il progetto ne ha evidenziato tutta l’inconsistenza, gli stessi Vertici del Ministero hanno valutato negativamente il Piano Industriale e chiesto esplicitamente all'azienda di riproporlo in maniera più dettagliata, fornendo elementi più concreti.
Nessuno nega all’Azienda le difficoltà dovute al sequestro degli Impianti a carbone ma va ricordato, tanto a Tirreno Power quanto agli Azionisti (Engie che ha dato disponibilità ad un incontro e Sorgenia che, al contrario, guarda distrattamente questa crisi), che il Settore Elettrico ha sostenuto negli anni scorsi, a tutti coloro che hanno investito, ritorni economici notevoli.
Le OO.SS. hanno ribadito il proprio giudizio negativo sul Piano aziendale e proposto al Vice Ministro di affrontare la problematica di Tirreno Power individuando strumenti che siano utili alla gestione della crisi dell'intero comparto termoelettrico.
L’On. Bellanova, che in una nota ha espresso parere positivo sull’incontro di ieri, ha dichiarato che la situazione di Tirreno Power va affrontata nella sua specificità, attraverso approfondimenti sia sul Piano Industriale che sull’uso degli ammortizzatori sociali, da usare a valle del periodo di Solidarietà, pur confermando la disponibilità a convocare il Tavolo di crisi sul termoelettrico, dal Sindacato auspicato da tempo, in tempi ragionevolmente brevi.
Nelle prossime due settimane, quindi, saranno effettuati approfondimenti “tecnici”, fra i Ministeri dello Sviluppo Economico e del Lavoro e istituzioni locali, per capire, all’interno delle nuove regole riguardanti gli Ammortizzatori Sociali, quali percorsi si possono intraprendere al fine di evitare i licenziamenti.
Come detto, le OO.SS. non possono ritenersi soddisfatte per le mancate risposte del Governo e dell’Azienda, e tuttavia sottolineano positivamente come il confronto tra le Parti prosegua con l’intento di trovare soluzioni adeguate.
Per questo motivo saranno proclamate ulteriori azioni di lotta in Tirreno Power (siamo in attesa di fissare il prossimo incontro con il MISE che dovrebbe tenersi tra il 27 e 29 luglio), azioni che potrebbero coinvolgere, successivamente, anche il Personale di Sorgenia ed Engie e dell'intero settore; per i Lavoratori la Solidarietà è un valore insostituibile e i destini dei Lavoratori di un Gruppo debbono essere sostenuti da tutti!
Nei prossimi giorni sarà convocata la Delegazione trattante che dovrà analizzare quanto emerso dall’incontro di ieri e lavorare alla proposta sindacale da sottoporre all’Azienda per la salvaguardia occupazionale di tutto il Personale coinvolto da questa pesantissima crisi.
 
TESSILE MASCIONI - martedì 5 luglio 2016


Mascioni: forte presa di posizione della Filctem Cgil Lombardia contro i licenziamenti 



Forte presa di posizione di Rosalba Cicero, Segretario Generale Filctem Cgil Lombardia rispetto alla volontà della proprietà spagnola della Mascioni di avviare il licenziamento tramite l’istituto della mobilità per 120 lavoratori.

Il fondo Phi, che ha rilevato la maggioranza della storica azienda tessile di Cuvio, ha infatti comunicato ai sindacati l’apertura della procedura per circa la metà del personale attualmente impiegato (280 persone). Il piano presentato dopo l’acquisizione della Mascioni da parte del fondo Phi Asset Management Partners, che comprò dalla Zucchi di Gianluigi Buffon, prevedeva 150 esuberi.

Una decisione di fortissimo impatto per un territorio, già pesantemente colpito dalla crisi e dalla disoccupazione, che con la Mascioni ha un legame strettissimo fin dalla sua nascita, alla fine degli anni ’50.

“L’incontro fissato con l’Associazione degli Industriali di Varese e con il fondo PHI per il prossimo 12 luglio dovrà - ha sostenuto Cicero - avviare la ricerca di soluzioni alternative ai licenziamenti, tramite l’utilizzo di ammortizzatori sociali come è avvenuto in questi giorni nel Gruppo Zucchi-Bassetti che, a fronte di una dichiarazione di esubero di 230 lavoratori, ha concordato l’utilizzo dei Contratti di Solidarietà per 217 di questi”.

 “Solo questa strada - ha concluso Cicero - potrà scongiurare l’avvio di una lunga fase di mobilitazione con scioperi, manifestazioni e blocco aziendale”.

 
ENI - martedì 5 luglio 2016

GRUPPO ENI: Presentato ai sindacati il piano strategico aziendale 2016-2019. Filctem, Femca, Uiltec: hanno ribadito l’impegno di affermare la centralità delle attività industriali in tutta la filiera: dalla chimica alla raffinazione, dal ciclo dell’esplorazione e produzione degli idrocarburi, con particolare riferimento al gas naturale agli investimenti in energie rinnovabili. Per Versalis ok chiudere con SK Capital'



In data 30 giugno si è svolta la riunione annuale del Comitato di Relazioni Sindacali del Gruppo ENI per la presentazione del Piano Strategico Aziendale 2016/2019.
L' Azienda ha presentato gli scenari che hanno condizionato gli anni 2014 e 2015, che con il crollo del prezzo del barile di petrolio, hanno visto ENI rivedere le proprie strategie di carattere finanziario, gli interventi sul piano industriale e commerciale e le conseguenti modifiche organizzative.
Le principali azioni caratterizzanti il biennio precedente, considerando una flessione di cassa del -15% nel periodo 2014/2015, hanno visto la rinegoziazione dei contratti con Gazprom e permesso di alleggerire il costo medio del gas importato, la creazione di una nuova struttura organizzativa che ha rivisto l’assetto delle divisioni, la cessione definitiva delle quote in Galp (Società petrolifera portoghese) ed in SNAM, il deconsolidamento della SAIPEM, il potenziamento dell’upstream con l’avvio dell’impianto di produzione Goliat nell’Artico norvegese, la scoperta del più grande giacimento di gas naturale del Mediterraneo (Zohr nelle acque egiziane), il raggiungimento del pareggio (break even) sia per Versalis che per il perimetro R&M e dal punto di vista delle relazioni sindacali l’importante Protocollo per l’area di Gela.
Le principali direttrici del Piano 2016/2019 sono caratterizzate da investimenti per 37 miliardi complessivi nel mondo, dei quali il 20% in Europa ed in particolare 5 miliardi in Italia. 
Per il 2016 la copertura organica degli investimenti sarà con una previsione del prezzo del barile a 50$ con una forte concentrazione degli impegni finanziari sull’upstream, in continuità con il recente passato, (il 90% dei 37 miliardi di investimenti previsti, saranno dedicati a questo settore) ed in particolare sul gas naturale, che costituisce il 58% del portafoglio delle risorse.
 Anche nel nostro Paese gli interventi maggiormente significativi saranno indirizzati all’esplorazione e produzione degli idrocarburi, soprattutto in Sicilia e Basilicata; si prevede inoltre il consolidamento delle attività di midstream, superato il periodo di crollo dei prezzi del gas naturale, la stabilizzazione del Retail Gas & Power e di tutto l’apparato della raffinazione e delle attività collaterali.
Infine per quanto riguarda Versalis, l’ENI conferma la cessazione1delle trattative con SK Capital e informa che dal primo Luglio, la chimica rientrerà nel consolidato di Gruppo, con una previsione di 300 milioni di euro di investimenti.
Viene ribadito l’impegno per lo sviluppo delle energie rinnovabili, così come da impegni presi in occasione del recente vertice di Parigi sull’ambiente COP21, con programmi di riconversione di aree dismesse in tutto il nostro territorio.
Infine l’Eni conferma un dato occupazionale costante in Italia e all’estero nel prossimo triennio (33.000 addetti, di cui 20.200 circa in Italia).
Il Sindacato ha ribadito l’impegno di affermare la centralità delle attività industriali nel Gruppo ENI in tutta la filiera dalla chimica, dalla raffinazione al ciclo dell’esplorazione e produzione degli idrocarburi, con particolare riferimento al gas naturale (combustibile a basse emissioni di CO2). Viene condivisa la scelta di investire in energie rinnovabili quale volano di sviluppo sia sul piano della qualità dell’occupazione (individuando profili professionali specializzati) che della sostenibilità delle produzioni. Inoltre, nell’esprimere soddisfazione per la cessazione del rapporto con SK Capital, le Segreterie Nazionale Filctem CGIL – Femca CISL e Uiltec UIL, invitano ENI a considerare la chimica, quale proprio patrimonio tecnico e di sviluppo per il rilancio delle produzioni industriali del nostro Paese. Per questo motivo si è convenuto di convocare nella prima decade di settembre un incontro con a tema la futura strategia industriale di Versalis nell’ambito del Gruppo ENI.
E’ stata inoltre riaffermata la funzione strategica delle attività di Retail Gas & Power come asset commerciale da consolidare nel Gruppo e strategico per la diffusione nel tessuto sociale italiano delle attività aziendali.
Infine le OO.SS. nel ribadire la funzione strategica del sistema di relazioni sindacali, invitano il Gruppo ENI al rispetto complessivo degli impegni sottoscritti negli accordi sindacali a tutti i livelli, al fine di valorizzare le potenzialità professionali dei lavoratori, il consolidamento della presenza nel territorio nazionale, lo sviluppo dell’occupazione con particolare attenzione al ricambio generazionale e alle politiche di genere.

 
ARTIGIANATO - domenica 3 luglio 2016

Min.Lavoro:FSBA - Fondo di Solidarietà Bilaterale Alternativo per l’artigianato

 

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, ha emanato il Decreto n. 95581 del 29 aprile 2016 – registrato dalla Corte dei Corte il 23 giugno 2016, foglio n. 2744 – con il quale vengono indicati i criteri per disciplinare il Fondo di Solidarietà Bilaterale Alternativo per l’artigianato FSBA, istituito ai sensi dell’art. 27 del decreto legislativo n. 148/2015.

Il Fondo garantisce ai lavoratori del settore dell’artigianato una tutela reddituale in costanza di rapporto di lavoro, nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, in considerazione delle peculiari caratteristiche ed esigenze del settore.

Nelle valutazioni di giustifica del provvedimento di cui in premessa al D.I., la citazione di riferimento al quadro dei lavoratori interessati, trascritta come “settore dell'artigianato”, non va interpretata in maniera esclusiva stante il riferimento agli accordi interconfederali, ovvero, risultano compresi tutti coloro che applicano il CCNL.

 

 
LAVORO - venerdì 1 luglio 2016


Cgil: depositate in Cassazione oltre 3,3 milioni di firme sui tre referendum


Camusso: "Risultato straordinario che testimonia consenso su nostre proposte, è un risultato straordinario e importante, che testimonia il consenso che le proposte della Cgil incontrano nel Paese". Così il segretario generale della CGIL, il sindacato di Corso d'Italia, Susanna Camusso, commenta la raccolta di oltre 1,1 milioni di firme per ognuno dei tre quesiti referendari che accompagnano e sostengono la proposta di legge di iniziativa popolare 'Carta dei diritti universali del lavoro'.
I referendum riguardano: la cancellazione del lavoro accessorio (voucher), la reintroduzione della piena responsabilità solidale in tema di appalti, una nuova tutela reintegratoria nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo per tutte le aziende al di sopra dei cinque dipendenti.
Per il leader della Cgil il numero delle firme raccolte, che questa mattina sono state depositate in Corte di Cassazione, è "il frutto del lavoro volontario dei militanti e dei delegati della Cgil, oltre che dell'impegno di tutti i dirigenti, funzionari e collaboratori dell'organizzazione, ai quali vanno il mio ringraziamento e quello di tutta la Cgil".
"Ora attendiamo con fiducia - aggiunge Camusso - che la Corte di Cassazione si pronunci sull'ammissibilità dei nostri quesiti referendari e siamo pronti per la prova del voto, convinti delle nostre ragioni".
Il segretario generale della Cgil ha poi ricordato che nei prossimi tre mesi proseguirà la raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare 'Carta dei diritti universali del lavoro'. "Abbiamo raccolto oltre un milione di firme per ciascuno dei tre referendum abrogativi, possiamo fare ancora di più con le firme a sostegno della Carta. La #SfidaXiDiritti continua", conclude Camusso.

 
INCONTRO CON IL GOVERNO - venerdì 1 luglio 2016

CAMUSSO:  PURTROPPO SIAMO ANCORA SOLO AI TITOLI E LA DISCUSSIONE VA A RILENTO. 
ANCHE SULLE PENSIONI TUTTO RIMANDATO AD APPROFONDIMENTI TECNICI





 “Purtroppo siamo ancora ai titoli. Il governo continua a ribadire di essere disponibile al confronto, ma la discussione va a rilento. Bisogna capire rapidamente se si affronta il merito e si definiscono soluzioni e risorse o se si continua a fare l’agenda”. Con queste parole il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, all’uscita dal dicastero di via Veneto, ha commentato l’incontro di ieri mattina tra Cgil, Cisl e Uil, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini sui temi delle politiche del lavoro. Tra gli altri nodi sul tavolo quello del costo del lavoro, che però è stato affrontato anch’esso in modo superficiale: “Non c’è una risposta né le risorse a disposizione: finché non si arriva a questo tutto è generico”. Come aveva già fatto nell’ultimo appuntamento sulla previdenza di martedì scorso, il governo ha annunciato che sono state stabilite le priorità e che seguirà una serie di “approfondimenti di merito” di carattere tecnico sulle singole questioni affrontate. La scadenza sarà segnata anche in questo caso dalla legge di stabilità.

Anche sulle pensioni il 28 giugno si è tenuto presso il dicastero del Lavoro e delle politiche Sociali un incontro tra il ministro Giuliano Poletti e Cgil,Cisl e Uil sulla previdenza. Al centro del confronto i temi riguardanti le pensioni in essere, tra cui le modalità di rivalutazione degli assegni, l’estensione della no-tax area e la separazione tra previdenza e assistenza. Erano presenti al tavolo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini, il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo, i segretari generali di Spi Cgil e Fnp Cisl Ivan Pedretti e Gigi Bonfanti, e il segretario confederale della Cisl Maurizio Petriccioli. Ma anche in quell’occasione i dirigenti sindacali sono stati costretti a commentare che non si è entrati nel merito delle singole questioni. Da parte sua il Governo aveva annunciato un prossimo approfondimento in sede tecnica per definire l’entità delle risorse necessarie a coprire eventuali interventi. Interventi che dovranno però essere compatibili con “l’equilibrio complessivo della finanza pubblica” e saranno valutati in sede di elaborazione della legge di bilancio.

 
CCNL TESSILE ABBIGLIAMENTO - giovedì 30 giugno 2016

Contratto Tessile : terzo incontro a delegazioni ristrette

Il contratto interessa oltre 420.000 lavoratori, dipendenti in circa 50.000 imprese




Ieri, 29 giugno, è ripresa la trattativa per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro del settore Tessile abbigliamento moda, scaduto il 31 marzo scorso.

L’incontro tra Smi e le organizzazioni sindacali Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil si è svolto a delegazioni ristrette e ha avuto carattere meramente interlocutorio.

Le parti hanno riesaminato il complesso degli argomenti normativi ed economici oggetto del negoziato e, pur confermando le distanze già emerse nei precedenti incontri, hanno definito un calendario di riunioni di approfondimento anche di carattere tecnico dei singoli punti, a cominciare da alcune questioni normative tra i prossimi già oggetto di confronto tra le parti nell’ambito del precedente rinnovo contrattuale e non definite come il tema della sanità integrativa e dell'inquadramento professionale . 

I prossimi incontri, sempre a delegazioni ristrette, sono stati fissati per i giorni 13 e 28 luglio.


 
FILCTEM - giovedì 30 giugno 2016


SEGRETERIA NAZIONALE FILCTEM: 

Detassazione salario aziendale
Definire unitariamente princìpi e linee-guida




Il decreto del Governo del 25 marzo 2016, sulla detassazione del salario aziendale, (finanziato, paradossalmente, dalle risorse stanziate precedentemente per il Fondo per l'occupazione) e legato ad elementi di produttività misurati da parametri individuati dalla contrattazione e inseriti in accordi collettivi, ha introdotto nuovi elementi che consentono erogazioni salariali sotto forma di welfare, beni o servizi che usufruiscono dello stesso regime di detassazione e che possono, potenzialmente non avere alcun collegamento con il raggiungimento di obiettivi concordati e legati alla prestazione.
Questa possibilità, determinata dal recente decreto, sta facendo sentire il suo effetto sulla contrattazione aziendale degli ultimi mesi producendo soluzioni che, pur non configurando al momento un modello alternativo a quello classico rappresentato dallo schema produttività-prestazione-salario, potranno comunque determinare significative variazioni negli accordi aziendali. 
Inizia così una nota della Segreteria nazionale Filctem-Cgil redatta a seguito di un'ampia discussione avuta nel corso dei lavori della Direzione, tenutasi a Roma lo scorso 28 giugno.

E prosegue: L'analisi degli accordi di cui siamo a conoscenza evidenziano aspetti positivi, coerenti con il documento confederale di Cgil-Cisl-Uil sul modello contrattuale e soluzioni che, al contrario, rischiano di indebolire i contenuti politici della contrattazione aziendale.
Le aziende, pur di utilizzare i benefici previsti dal decreto, non si preoccupano di entrare in una paradossale incoerenza nel rivendicare da una parte una sempre maggiore produttività, a cui legare erogazioni salariali, dall'altra favorendo accordi che erogherebbero salario sotto forma di welfare, beni o servizi in modo parzialmente o in alcuni casi totalmente scollegato dalla prestazione dei lavoratori. Tralasciando viceversa di applicare quella parte del decreto che prevede la possibilità di elevare la soglia di detassabilità a fronte di un maggior coinvolgimento paritetico dei lavoratori e delle RSU sul tema del governo dell'organizzazione del lavoro. Tale posizione è resa ancora più pericolosa dal fatto che, in molti casi, non è salario aggiuntivo quello che si vorrebbe spostare su prestazioni di welfare ma salario già facente parte della retribuzione legata ai premi di risultato o partecipazione o, nei casi peggiori, salario legato ad altri istituti contrattuali del contratto nazionale come ad esempio le tabelle sostitutive dei premi di risultato o della contrattazione di secondo livello come ad esempio la quattordicesima mensilità. Cosa diversa sarebbe puntare al consolidamento di parte dei PdR in essere, oppure recuperare alla contrattazione salario elargito unilateralmente dalle aziende da destinare prioritariamente agli istituti di welfare contrattuale, non tralasciando la possibilità di contrattualizzare istituti di welfare aziendali elargiti unilateralmente.
Inoltre è opportuno sottolineare che, in alcuni casi fortunatamente per ora isolati, la volontarietà prevista dal decreto a beneficio del lavoratore sia stata utilizzata dalle aziende, non per inserirla nel quadro complessivo della contrattazione collettiva, ma per determinare diseguaglianze di condizione tra i risultati potenziali della contrattazione e l'offerta individuale sul welfare aziendale.
A fronte di quanto sopra, la nota della Segreteria nazionale della Filctem, ritiene indispensabile impegnare il gruppo dirigente della categoria nel definire insieme a Femca e Uiltec un documento unitario, che identifichi principi e linee guida utili ad ispirare una contrattazione di secondo livello coerente con il documento di Cgil-Cisl-Uil sul modello contrattuale.
La Segreteria nazionale della Filctem - conclude la nota - ritiene indispensabile Orientare unitariamente la contrattazione di secondo livello, evitando i rischi sopra descritti consentirebbe un rafforzamento della stessa e un rafforzamento del legame, per la Filctem imprescindibile, tra prestazione e salario, sfidando le aziende sul terreno della produttività, unica possibilità per aumentare la competitività delle stesse e del sistema Paese e conseguentemente migliorare le condizioni delle persone che vi lavorano.
Intanto - in attesa degli orientamenti esplicativi di Cgil, Cisl e Uil - Filctem, Femca, Uiltec hanno deciso di sospendere gli accordi sulla detassazione

 
ELETTRICI - giovedì 30 giugno 2016

RINNOVO CONTRATTO SETTORE ELETTRICO

La trattativa avanza ma occorre uno sforzo ulteriore da parte delle aziende. 


Proseguono gli incontri per rinnovare il Contratto del Settore Elettrico.Energia Concorrente, così come auspicato dal sindacato rientra nella trattativa per il Contratto unico del Settore Elettrico!Non sfugge a nessuno le difficoltà negoziali che si stanno presentando in tutti i rinnovi contrattuali (diversi scioperi nel Settore metalmeccanico ancora non convincono le Controparti a fare la stretta finale a quel negoziato), ma il Sindacato, nel Settore Elettrico, ha fornito da tempo una via d’uscita responsabile e percorribile.Le Aziende hanno accettato questa impostazione, ma su alcune questioni (Orario di lavoro, Turni e Trasferimenti) mantengono impostazioni diverse, ma, soprattutto, contraddittorie.

Lo ha ripetuto il sindacato con serenità e fermezza anche nell’incontro del 28 u.s.: il Contratto di Settore non può contenere principi utili a risolvere i problemi di qualche singola Azienda o di un Gruppo di Aziende; il Contratto di Settore serve ad affrontare esclusivamente le problematiche di Settore; il resto lo si affronta nelle Aziende dove insorgono i problemi che in diverse parti si sono già iniziato ad affrontare. È ormai esperienza consolidata quella di trovare strumenti adeguati all’interno di situazioni o crisi vere e verificabili.
Per questo nell’incontro del 28 giugno u.s., le organizzazioni sindacali hanno ribadito la loro posizione; disponibili al cambiamento solo SE e DOVE serve.
Il Sindacato ancora una volta ha sottolineato che la proposta, ancorché da confrontare con la Delegazione trattante, può essere "asciugata" se vengono accettati alcuni punti fermi: l’istituzione di un principio fondamentale come la SOLIDARIETA’ DI SETTORE e un congruo aumento salariale, l’attenzione al tema dei diritti. Ovviamente, dichiara il Sindacato, non si è rinunciato agli altri punti sensibili della Piattaforma.
In un primo momento le Aziende hanno rifiutato questa impostazione relativamente ai punti su cui vorrebbero proporre sostanziali novità (come accennato: Orario, Turni e Trasferimenti); successivamente hanno lasciato intendere che una posizione di compromesso può essere ricercata e raggiunta.
Arrivati a questo snodo importante della trattativa, per il giorno 12 luglio 2016 le organizzazioni sindacali hanno CONVOCATA LA DELEGAZIONE TRATTANTE, per verificare sia il percorso effettuato, che la possibilità di dare il via alla fase stringente della trattativa.
Va da se che non si è disponibili a retrocedere dalle posizioni assunte perché in questi anni, in concreto, il Sindacato e i Lavoratori hanno dato segnali di disponibilità su tutti i versanti, quando c’è stato bisogno di rispondere alle esigenze di flessibilità e in situazioni di crisi conclamate. Andare oltre, senza giustificato motivo, non è possibile.
In ultimo informiamo tutti i lavoratori del Settore Elettrico che le Delegazioni di Assoelettrica, Utilitalia e Energia Concorrente hanno trovato un accordo e si sono presentate al tavolo della trattativa in maniera unitaria. È un segnale che le segreterie Nazionali sottolineano con positività. 
CONTRATTAZIONE AZIENDALE - sabato 11 giugno 2016
Contratti: Cgil, 2° livello riguarda solo 21,2% imprese


“La contrattazione integrativa di 2° livello riguarda ancora solo il 21,2% delle imprese con almeno 10 dipendenti, mentre il contratto nazionale continua a coprire l’88,4% del totale delle retribuzioni di fatto”. E’ quanto emerge da uno studio elaborato, su dati Istat, dalla Fondazione Di Vittorio, sulla contrattazione integrativa e le retribuzioni nel settore privato. 

Per la fondazione della Cgil, “Il CCNL si conferma, dunque, elemento insostituibile di autorità salariale sia per quantità di applicazione nelle imprese che per percentuale di copertura retributiva”. Dallo studio si evince che “la percentuale di contrattazione collettiva integrativa di 2° livello in Italia nelle imprese con almeno 10 dipendenti è del 21,2%, di cui l’8,3% è contrattazione territoriale”.
La ricerca dimostra, inoltre, come la diffusione del 2° livello di contrattazione sia ovviamente maggiore nelle imprese più grandi e minore in quelle più piccole. “Nelle imprese con almeno 500 dipendenti è pari al 69,1% (di cui 3,6% territoriale); in quelle comprese tra 200 e 499 dipendenti, scende al 60,5% (di cui 3,9% territoriale); nelle imprese fra 50 e 199 addetti, si passa al 38,5% (di cui 6,6% territoriale); in quelle fra 10 e 49 dipendenti, si scende fino al 17,5% (con una quota di territoriale all’8,7%)”.
L’indagine evidenzia, anche, un forte divario territoriale che penalizza il Mezzogiorno. “La percentuale di imprese con almeno 10 dipendenti coperte dalla contrattazione collettiva integrativa per ripartizione geografica dimostra, infatti, che si passa dal 26,8% del Nord-est, al 23,5% del Nord-ovest, al 19,8% del Centro, al 13,1% delle Isole, per finire all’11,6% del Sud”.
Dallo studio della Fondazione Di Vittorio emerge anche un altro elemento fondamentale: “Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro è applicato nel 99,4% delle imprese e ha coperto, nel 2015, l’88,4% del totale delle retribuzioni di fatto. Percentuale che sale addirittura al 93,5% per gli operai.
“Quando, dalle affermazioni accademiche o di pura propaganda politica, si passa ai dati reali, emerge una realtà profondamente diversa dalla narrazione alla quale siamo sottoposti da tempo. La ricerca condotta dalla Fondazione Di Vittorio rende giustizia di tanti luoghi comuni, secondo i quali la moderna contrattazione dovrebbe derubricare la funzione del contratto nazionale a vantaggio di quella più strettamente aziendale”. Così il segretario confederale della Cgil, Franco Martini, commenta lo studio della Fondazione del sindacato, dal quale emerge che la contrattazione integrativa di 2° livello riguarda solo il 21,2% delle imprese con almeno 10 dipendenti e che il contratto nazionale copre l’88,4% del totale delle retribuzioni di fatto.
Per Il dirigente sindacale, “il sindacato non ha mai negato la necessità di implementare il secondo livello di contrattazione, perché più vicino alle peculiarità delle aziende e dei territori, ma da tempo andiamo ripetendo che questa condizione riguarda una stretta minoranza delle imprese, appunto poco più del 20%, come conferma la ricerca”.
“Senza una funzione centrale del contratto collettivo nazionale - sottolinea Martini - il mondo del lavoro sarebbe spaccato in due, con una minoranza in grado di avere tutele anche avanzate è una grande maggioranza in condizioni marginali. Per questo Cgil, Cisl e Uil unitariamente hanno avanzato una proposta di riforma del modello contrattuale fondata sulla centralità del CCNL e sullo sviluppo di un secondo livello contrattuale sia aziendale, che territoriale. E al tempo stesso sostengono le categorie impegnate nel rinnovo dei contratti scaduti da molti anni”.
“Anche da qui - conclude Martini - viene la conferma del ruolo importante del contratto nazionale. Il ritardo dei rinnovi ha posto il valore del salario orario nel nostro Paese ai livelli più bassi dei paesi europei, con evidenti conseguenze negative nel rilancio della domanda interna. Il tema dei rinnovi contrattuali è questione strategica per il rilancio dell'economia, come la stessa ricerca conferma”. 
PELLI E CUOIO - mercoledì 4 dicembre 2013

 
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