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Da CGIL




Carta dei Diritti:

I Referendum e la Proposta di Legge

 

Cancellare i voucher e abrogare sia le norme che impediscono il reintegro in caso di licenziamenti illegittimi sia quelle che limitano la responsabilità solidale degli appaltiÈ quanto chiede la Cgil nei tre quesiti referendari a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare: “Carta dei Diritti Universali del Lavoro ovvero nuovo Statuto di tutte le Lavoratrici e di tutti i Lavoratori”.

La Corte costituzionale, nella camera di consiglio dell’11 gennaio 2017, esaminerà l’ammissibilità delle richieste relative ai tre quesiti referendari. Richieste che sono state già state dichiarate conformi alla legge dalla Cassazione, con ordinanza depositatalo scorso 9 dicembre. In quella data infatti l’Ufficio centrale per il referendum della Cassazione, presieduto da Maria Cristina Siotto, ha promosso i referendum del sindacato di Corso d’Italia che hanno come oggetto i seguenti temi:

1)  La cancellazione del lavoro accessorio (voucher)

Il 2015 ha visto un boom dell’utilizzo dei voucher, i famosi “ticket da mini-impieghi”, inventati per cercare di regolarizzare le piccoli mansioni pagate da sempre in nero.

Sempre più spesso, però, attraverso l’utilizzo dei voucher il lavoratore accetta impieghi barattati al ribasso e vede azzerati i propri diritti con una risibile contribuzione ai fini previdenziali. Vogliamo quindi cancellare i voucher perché non combattono il lavoro nero. Anzi, il loro abuso determina una sommersione anziché un’emersione del lavoro nero e irregolare.

Per questo la Cgil chiede il referendum per l’abrogazione dei voucher usati in maniera “flessibile” e illegittima.



2)  La reintroduzione della piena responsabilità solidale in tema di appalti

Secondo la normativa vigente, un licenziamento ingiustificato prevede il pagamento di un’indennità che cresce con l’anzianità di servizio, con un minimo di 4 e un massimo di 24 mensilità. La Cgil chiede il referendum per il reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento disciplinare giudicato illegittimo, estendendolo anche per le aziende sotto i 15 dipendenti, fino a 5 dipendenti.

Nelle aziende con meno di 5 addetti il reintegro non sarà automatico ma a discrezione del giudice. In caso di reintegro, sarà il lavoratore a scegliere il risarcimento congruo o il rientro. Il referendum vuole ripristinare un principio fondamentale di giustizia nel lavoro.



n3) Una nuova tutela reintegratoria nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo per tutte le aziende al disopra dei cinque dipendenti.



L’abrogazione delle norme che limitano la responsabilità solidale degli appalti vuole difendere i diritti dei lavoratori occupati negli appalti e sub appalti coinvolti in processi di esternalizzazione, assicurando loro tutela dell’occupazione nei casi di cambi d’appalto e contrastando le pratiche di concorrenza sleale assunte da imprese non rispettose del dettato formativo.

L’obiettivo è rendere il regime di responsabilità solidale omogeneo, applicabile in favore di tutti i lavoratori a prescindere dal loro rapporto con il datore di lavoro. Ripristiniamo la responsabilità in solido tra appaltante e appaltatore, garantiamo la stessa dignità a tutti i soggetti che, direttamente o indirettamente, contribuiscono alla crescita aziendale.







Notizie da FILCTEM Lombardia
CONTRATTO TESSILI ABBIGLIAMENTO E CALZATURIERI - venerdì 13 gennaio 2017


Successo della manifestazione nazionale a Firenze e forte adesione allo sciopero generale per il rinnovo dei contratti tessile e calzaturiero 

Miceli (FILCTEM-CGIL): “ Noi i rinnovi li vogliamo, però il salario non lo decide l'Istat ma il negoziato "

Successo della manifestazione nazionale a Firenze e forte ad...

Riuscitissima la manifestazione di questa mattina a Firenze dei lavoratori del settore tessile-abbigliamento (420mila addetti) e del calzaturiero (80mila addetti) per il rinnovo dei contratti nazionali, scaduti entrambi il 31 marzo 2016, organizzata dalle sigle sindacali Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil insieme allo sciopero di otto ore, la cui partecipazione si è attestata attorno all'80%.

Emilio Miceli nel suo intervento dal palco della manifestazione : "... Se adottiamo un modello di verifica ex post dell'inflazione, non solo gli aumenti saranno erogati dopo 18 mesi e già corrosi dall'inflazione in corso, ma non terremo più in piedi il contratto come organismo vitale che regola il rapporto tra lavoratore e impresa. I rinnovo contrattuale noi lo vogliamo fare sul serio e il salario non lo decide l'Istat ma il negoziato!"

"Non è un caso se abbiamo deciso di venire a manifestare a Firenze e nel corso di una delle più importanti rassegne di moda (Pitti Uomo ndr), perché se si fanno profitti, allora è giusto che si garantiscano anche diritti e salari". Così hanno dichiarato i segretari generali Emilio Miceli, Angelo Colombini e Paolo Pirani dal palco di Piazza dell'Unità, dove si è concluso il corteo cui hanno partecipato più di 5mila lavoratori venuti da tutt'Italia. "Non siamo disposti ad accettare un contratto a costo zero, così come non siamo disposti a prendere in prestito modelli salariali da nessuno. Chiediamo un contratto dignitoso che difenda diritti e salario, insomma un contratto normale – hanno concluso - , ma le posizioni oltranziste di SMI e la retromarcia inaspettata di Assocalzaturifici sono inaccettabili".







 
CONTRATTO TESSILE ABBIGLIAMENTO - lunedì 9 gennaio 2017



TESSILE-ABBIGLIAMENTO. SI SCIOPERA IL 13 GENNAIO PER IL CONTRATTO 









“C’è bisogno di costruire un contratto che abbia coordinate chiare. Il salario si negozia e non si registra, non è una sede inerte che raccoglie la registrazione degli aumenti in busta paga e le disposizioni di legge. Se hanno in testa questa cosa, non ci saranno spazi per fare il contratto”. A dirlo è il segretario generale Filctem Cgil Emilio Miceli, intervenendo ieri a Milano all’ Assemblea nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori del settore tessile-abbigliamento, in lotta per il rinnovo del contratto nazionale scaduto il 31 marzo scorso, che vede interessati oltre 420 mila addetti.

L’Assemblea dei delegati ha discusso la situazione della trattativa, ora ferma per l’irricevibile posizione dell'associazione degli imprenditori (Smi-Confindustria) di non anticipare più gli aumenti sui minimi contrattuali sulla base di previsioni, ma di pagarli “ex post”, ovvero al termine di ogni anno, invece di anticiparla nell'aumento in busta paga come prevede l'attuale modello contrattuale. E ha proclamato una giornata di sciopero generale il 13 gennaio (compreso il settore calzaturiero), con manifestazione nazionale a Firenze durante Pitti Uomo.



 
CONTRATTO PELLI E CUOIO E OMBRELLI - mercoledì 28 dicembre 2016

            


UNA NOVITA' DAI CONTRATTI PELLI E SUCCEDANEI E OMBRELLI: SIGLATA IPOTESI DI ACCORDO CHE ACCORPERA’ I DUE CONTRATTI IN UNO. L'AUMENTO SALARIALE E' DI 73 EURO  PER IL COMPARTO PELLI E 70 EURO PER IL COMPARTO OMBRELLI. 8 EURO SULLA SANITA’ INTEGRATIVA


L’intesa raggiunta interessa complessivamente 36.000 addetti in più di 5000 imprese. Resta la validità triennale: 1 aprile 2016 - 31 marzo 2019




Il 23 dicembre 2016 a Milano, tra l’Associazione Italiana Manifatturieri Pelli e Succedanei (Aimpes), l’Associazione Nazionale Produttori Ombrelli (Anpo) – entrambi aderenti a Confindustria -  e le organizzazioni sindacali  Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, è stata siglata l’ipotesi di accordo per il rinnovo 2016-2019 che accorpa in un unico contratto nazionale il settore delle pelli e succedanei e quello degli ombrelli ed ombrelloni,  scaduti entrambi il 31 marzo 2016. 

L’ intesa prevede un aumento salariale sui minimi di 73 euro (3°liv.) per il settorepelli e succedanei, in tre tranche: dal 1 gennaio 2017, 29 euro; dal 1 novembre 2017, 20 euro; dal 1 giugno 2018, 24 euro. Il montante complessivo nella vigenza contrattuale è di 1485 euro.

Per il settore ombrelli e ombrelloni è definito un aumento sui minimi di 70 euro(3°liv.) con le seguenti tranche: 1 gennaio 2017, 28 euro; 1 novembre 2017, 19 euro; 1 gigno 2018, 23 euro. In questo caso il montante complessivo è di 1426 euro.

 

“Una concreta risposta – dicono soddisfatte Filctem, Femca, Uiltec – in difesa del reddito dei lavoratori e del welfare contrattuale, un segnale importante per i negoziati in corso a livello confederale sul nuovo modello contrattuale”. 

 

Previsti  miglioramenti delle normative relative al sistema di relazioni industriali, di informazione, di partecipazione.

Inoltre, sono stati istituiti tre gruppi di lavoro paritetici che affronteranno i temi della politica industriale del settore, della sostenibilità sociale e ambientale della filiera, del reshoring, dell’inquadramento e della formazione, dell’ambiente e sicurezza.

 

Sul tema del welfare si prevede dal 1 settembre 2018 l’avvio del fondo sanitario, interamente a carico delle imprese,  con un importo di 8 euro.

L’ipotesi di accordo prevede  per i contratti a termine e in somministrazione a termine, un tetto omnicomprensivo di utilizzo al 25 % (somministrazione massima utilizzabile del 10%).

 

Ottenuti importanti miglioramento sul tema dei diritti e delle tutele individuali: due giornate di permesso retribuito in caso di ricovero del figlio fino agli 8 anni ed esigibilità di ROL e banca ore per la medesima casistica; la frazionabilità del congedo di 30 giorni per le adozioni internazionali; la possibilità nelle aziende con almeno 50 dipendenti di richiedere per una seconda volta l’anticipo del trattamento di fine rapporto (tfr); la frazionabilità, anche a ore, e la riduzione dei tempi di richiesta sia dei congedi parentali che della legge 104/1992 per i lavoratori diversamente abili e i lori familiari; il congedo per le donne vittime di violenza di genere.

Ed infine – vera e propria novità - il riconoscimento del congedo matrimonialeretribuito per le coppie di genere che contraggono matrimonio, anche all’estero.

 

L’intesa sarà sottoposta alle assemblee dei lavoratori per la definitiva approvazione.

 




 
CONTRATTO ELETTRICI - martedì 27 dicembre 2016


CONTRATTO ELETTRICI, 8 ore di sciopero dal 16 gennaio per il mancato RINNOVO. 

Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Uiltec-Uil: 'AZIENDE IRRESPONSABILI'

Miceli (Filctem-Cgil): 'Costruire un contratto possibile, non il loro personale libro dei sogni'
CONTRATTO ELETTRICI, 8 ore di sciopero il 13 gennaio per il ...















"E' una provocazione, da rispedire al mittente", giudizio durissimo quello espresso dalle segreterie nazionali Filctem, Flaei, Uiltec alla lettura dei testi contrattuali emendati da Assoelettrica-Confindustria, Utilitalia-Confservizi, Energia Concorrente. Decisione tanto più irragionevole quella delle aziende che, dopo un anno di confronti a tutto campo per il rinnovo del contratto del settore elettrico (scaduto il 31 dicembre 2015, n.d.r.), non tengono in alcuna considerazione la fase delicata che il paese sta attraversando sul piano del fabbisogno energetico, oltre ai lauti introiti che stanno incamerando tutte le imprese del settore

Da qui la proclamazione, inevitabile, di 8 ore di sciopero, il blocco degli straordinari e degli spostamenti di orario, oltre al "lancio" di assemblee informative in tutti i posti di lavoro.

SCIOPERO PER IL CONTRATTO DEL SETTORE ELETTRICO: C’E’ VOGLIA DI PARTECIPAZIONE!

E’ noto: Sindacato e Aziende, in questi anni, responsabilmente, hanno saputo trovare soluzioni adeguate sia per quanto riguarda le necessarie esigenze aziendali che per ciò che concerne i diritti e le tutele dei lavoratori. Anche in questi periodi di perdurante crisi (chiusura Centrali, efficientamento dovuto all’avanzare delle tecnologie, novità regolatorie, ecc.), Sindacato e Aziende hanno trovato soluzioni avanzate, grazie ad un solido quadro di tutele garantite dal Contratto di lavoro e alla capacità di rispondere alle esigenze contingenti con una importante contrattazione aziendale.

Da un po’ di tempo, però, gli equilibri si sono rotti e le necessarie esigenze di efficientamento, hanno lasciato il posto a un modo di concepire l’organizzazione del lavoro che pesa quasi esclusivamente sulle spalle dei lavoratori che sono chiamati, ormai in maniera diffusa, a sostenere turni e carichi di lavoro al limite della sopportabilità. Oltre a tutto ciò abbiamo dovuto constatare, in alcune importanti aziende, un arretramento qualitativo nella gestione del Personale registrando, a volte, atteggiamenti vessatori nei confronti dei lavoratori.

Le richieste presentate al tavolo contrattuale non hanno fatto altro che confermare questa impostazione che tiene in scarsa considerazione le lavoratrici e i lavoratori che hanno fatto la fortuna stessa di queste Aziende. E’ chiaro da tempo: l’attenzione che le aziende del Settore mostrano verso le esigenze del mondo finanziario (vedi i lauti dividendi che stanno ricominciando a crescere), sono incomparabilmente superiori a ciò che viene riservato al mondo del lavoro: non si spiegano altrimenti le provocazioni ricevute su Turni, Trasferimenti, Reperibilità e Orario.

Ma a tutto c’è un limite! Le assemblee in corso sul Contratto - che porteremo avanti anche dopo la pausa natalizia - stanno dando segnali inequivocabili: i lavoratori sono esausti e chiedono a gran voce lo sciopero, non soltanto per ciò che concerne le inaccettabili proposte aziendali, ma perché sono stanchi di una situazione lavorativa che deve assolutamente cambiare per ridare dignità al mondo del lavoro.

In questa tornata assembleare abbiamo registrato due novità molto positive: l’alta partecipazione alle stesse e l’interessamento dei giovani ai temi contrattuali. Sono proprio i giovani la sorpresa più bella di questi giorni; sui social e negli incontri con i lavoratori, stanno acquisendo il giusto protagonismo, chiedendoci di tutelare il loro futuro. Effettivamente le “novità” che le aziende propongono, ivi compresa la proposta di adeguamento della disciplina dell'apprendistato, rappresentano una modalità di gestione che, in futuro, potrebbe arrivare a togliere spazi importanti di vita personale.

In data odierna abbiamo inviato alle Aziende il calendario degli scioperi che riguarderanno gli Impianti di Produzione e inviato una lettera alle due Associazioni datoriali in cui ribadiamo la nostra interpretazione relativa ad alcuni aspetti riguardanti l’Accordo sulla regolamentazione dello Sciopero. Se qualcuno pensa che il Sindacato Elettrico si farà ingabbiare da interpretazioni di comodo, sbaglia di grosso.

La nostra posizione è chiara: la parte normativa su Turni, Reperibilità, Trasferimenti e Orario di Lavoro non può essere toccata nei suoi aspetti fondamentali, mentre l’aumento economico deve essere assolutamente congruo e in linea con i risultati di bilancio delle Aziende Elettriche che, proprio in questo periodo, come già detto, sono tornate a distribuire utili importanti agli azionisti: su questo non arretreremo di un millimetro! 


 
CONTRATTO TESSILE ABBIGLIAMENTO - venerdì 23 dicembre 2016


TESSILE-ABBIGLIAMENTO: " ECCO PERCHE’ SI SCIOPERA A GENNAIO" EMILIO MICELI (SEGRETARIO GENERALE FILCTEM) 



Il prossimo 13 gennaio i lavoratori del settore tessile e calzaturiero incroceranno le braccia insieme a quelli del settore elettricità. La decisione è stata presa a Milano, il 21 dicembre, dall’Assemblea nazionale. 

La rivendicazione dello sciopero è la stessa per tutti: il contratto.  “Ci sono molti motivi diversi per spiegare questa situazione. Da una parte c'è una lunga crisi che ha lasciato il segno, dall'altra, la politica che Confindustria persegue nel rendere i contratti inerti, quando avremmo invece bisogno di accordi che gestiscano la crisi, che intervengano sulle flessibilità e che negozino l'orario.

A dirlo è il segretario generale della Filctem Cgil, Emilio Miceli "Quella di trasformare gli aumenti salariali in bonus, quasi fossero delle elargizioni, è un idea che non possiamo che rifiutare, anche perché noi siamo abituati a un sistema di relazioni industriali solido, partecipativo, in cui si negozia tutto. Se ci mettiamo nelle mani del governo sugli incentivi, come vuole Confindustria, con una sorta di verifica ex-post dell'inflazione, con una procedura piatta, burocratica, ragionieristica, è difficile tenere in piedi il contratto come organismo vitale che regola il rapporto tra il lavoratore e l'impresa”.

Infine c'è la questione del salario, “uno dei nodi sui quali ci si è spesso avvitati nel corso di questa stagione contrattuale”. “La nostra controparte - conclude Miceli - immagina che l'aumento possa essere anche un voucher. E' una controrivoluzione copernicana della contrattualistica, è il mondo sottosopra. Noi ci misuriamo con questi problemi, ed è il motivo per cui con i tessili ancora non riusciamo a fare il contratto. E stiamo parlando di oltre 700.000 lavoratori. Per questo sciopereremo il 13 gennaio, perché c’è bisogno di costruire un contratto che abbia coordinate chiare. Il salario si negozia e non si registra, non è una sede inerte che raccoglie la registrazione degli aumenti in busta paga e le disposizioni di legge. Se hanno in testa questa cosa, non ci saranno spazi”.



 
MODA CAVALLI - giovedì 22 dicembre 2016

 

MODA: A MILANO CHIUDE CAVALLI

Il settore tessile-abbigliamento è sempre sotto pressione per la crisi. Negli ultimi cinque anni sono stati persi oltre 100 mila posti di lavoro, la situazione si fa sempre più critica. Soprattutto a Milano, come ha detto ieri il segretario generale Filctem del capoluogo lombardo Alberto Motta. “Proprio in questi giorni purtroppo ci sarà la chiusura definitiva della sede milanese di Cavalli, che è stata preceduta da altre crisi e da altre chiusure” ha spiegato: “Il contratto oggi è fondamentale, la chiusura totale delle nostre controparti è inaccettabile, dovrebbe prevalere il buon senso. Lo diciamo da una città come Milano, che giustamente viene considerata da tutti capitale della moda e che invece paga un prezzo durissimo in termini di crisi, delocalizzazioni, mobilità e licenziamenti”.



 
CGIL - giovedì 22 dicembre 2016



IL 2017 SARA’ L’ANNO DEI DIRITTI DEI LAVORATORI. BASEOTTO (CGIL) PARLA DI REFERENDUM  E  DELLA CARTA DEI DIRITTI





“Incassiamo un primo risultato della nostra iniziativa: il fatto che il lavoro sia tornato al centro del dibattito politico. Il nostro impegno per il lavoro e i diritti continua e per quanto ci riguarda eventuali modifiche legislative dovranno essere in perfetta linea con i quesiti referendari che proponiamo perché possiamo considerare questi superati”. Lo ha detto Nino Baseotto, segretario nazionale Cgil, responsabile dell’organizzazione, intervenendo ieri al direttivo della Cgil siciliana.
“Abbiamo determinato - ha spiegato - quella ‘anomalia’ nel panorama politico che preoccupa tanto. C’è chi - come il ministro Poletti - prima dice che siamo un’organizzazione superata, poi però spaventato invoca le elezioni anticipate”. Baseotto ha osservato che “è singolare che prima si rilevi il disagio sociale che sottostà all’esito dell’ultimo referendum, a mio avviso spalmato su entrambi gli schieramenti, e poi invece di affrontarlo si parli solo di elezioni”.

Ora si attende il responso della Corte Costituzionale che si dovrà pronunciare sui referendum tra l’11 e il 12 gennaio. Sul sito di Radio Articolo 1 (www.radioarticolo1.it) è possibile riascoltare tutti gli interventi e i podcast su referendum e Carta del segretario generale Susanna Camusso e degli altri dirigenti della Cgil. Sul sito della Cgil tutta la documentazione e le informazioni, mentre sul sito di Rassegna Sindacale (www.rassegna.it) una pagina speciale per ripercorrere le tappe della grande campagna Cgil per la trasformazione e il rilancio del diritto del lavoro in Italia.

Sul sito della Cgil è possibile rileggere l’intervista de La Stampa al segretario generale Susanna Camusso: http://www.cgil.it/camusso-provano-scappare-si-andra-alle-urne/


 
CONTRATTO TESSILE - mercoledì 21 dicembre 2016


RINNOVO CONTRATTO TESSILI, MANIFESTAZIONE A MILANO. MICELI SEGRETARIO GENERALE FILCTEM CGIL: E' NUOVO SCIOPERO PER BATTERE LE RESISTENZE DELLA CONTROPARTE, TUTTA APPIATTITA SU CONFINDUSTRIA”  
 


 
“Abbiamo deciso di andare ad un ulteriore sciopero per battere le resistenze di Smi-Sistema Moda Italia che si è assunta la responsabilita' di tenere fermo il negoziato, e quelle dell'associazione degli imprenditori calzaturieri che ci hanno proposto l'ennesima pausa di riflessione. In ballo c'è il futuro del contratto collettivo nazionale di lavoro e dei minimi salariali, che non possono diventare marginali!”, così ha esordito Emilio Miceli, segretario generale della Filctem-Cgil, alla manifestazione dei lavoratori del settore tessile-abbigliamento per il rinnovo del contratto scaduto il 31 marzo 2016 in corso a Milano.
 
“Siamo – ha proseguito Miceli - e restiamo convinti del fatto che i tessili debbano costruire un proprio modello di relazioni industriali e un proprio modello contrattuale e che non possono importare da nessuno le scelte fondamentali del contratto, né tantomeno prendere in prestito opinioni da altri”. Il riferimento al contratto dei metalmeccanici è nemmeno troppo velato.  “Noi non possiamo prendere a riferimento un contratto di quella natura, nonostante il nostro rispetto, ma non possiamo assumerlo come modello perchè lo consideriamo arretrato, non esportabile. Il salario non deriva da un'equazione, è figlio della contrattazione. Questo è l'asse portante della nostra politica contrattuale ”.
 
 
Ma è di diverso avviso la nostra controparte, la quale – ha insistito il leader sindacale -  con un atteggiamento sostanzialmente rinunciatario ed appiattito su Confindustria ci propone di copiarlo, oppure non se ne fa nulla! In questo modo  la buona scuola ultra-decennale delle relazioni industriali dei tessili sarebbe irrimediabilmente svilita!
Questo è il motivo che ci ha portato ad indire lo sciopero per capire quali saranno poi le condizioni che ci riporteranno eventualmente al tavolo”.
 
“Noi pensiamo – ha ribadito Miceli -  che ci sia bisogno di costruire un contratto che abbia delle coordinate chiare; il salario si negozia e non si registra, non è una sede inerte che raccoglie la registrazione degli aumenti in busta paga e le disposizioni di legge. Se hanno in testa questa cosa – ha concluso Miceli - non ci saranno spazi per fare il contratto,  che noi invece vorremmo fare, ma negoziando il salario e le condizioni di lavoro.



 
CONTRATTO TESSILE - lunedì 19 dicembre 2016


TESSILI: MERCOLEDÌ 21 DICEMBRE A MILANO MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO 2016-2019.




Mercoledì 21 dicembre a Milano, presso la Camera del lavoro (c.so di Porta Vittoria, 43 – dalle 10,30) si tiene la manifestazione nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori del settore tessile-abbigliamento, nell'ambito della quale si terrà l'assemblea dei delegati, in lotta per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro 2016-2019 (interessati oltre 420.000 addetti), scaduto il 31 marzo 2016. 
Alla manifestazione, promossa dalle sigle sindacali Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, interverranno i segretari generali Emilio Miceli, Angelo Colombini, Paolo Pirani.
Come è noto, le trattative con Smi-Confindustria si sono bruscamente interrotte alla fine di ottobre quando i sindacati hanno ritenuto “inaccettabile e da rispedire al mittente” la posizione dell'associazione degli imprenditori di non anticipare più gli aumenti sui minimi contrattuali sulla base di previsioni, ma di pagarli “ex post”.
Il 18 e il 21 novembre scorsi ne sono seguite due giornate di scioperi di otto ore nei territori, peraltro riuscitissimi (adesione tra il 70 e l'80%, n.d.r.), con manifestazioni e presidì in tutte le Regioni.
Ad oggi i sindacati hanno deciso il blocco degli straordinari, delle flessibilità e di interrompere qualsiasi trattativa legata all'organizzazione del lavoro, sia a livello aziendale che territoriale. Un settore, quello tessile, dove peraltro solo negli ultimi cinque anni sono stati persi oltre 100.000 posti di lavoro.




 
GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE - venerdì 25 novembre 2016

Giornata contro la violenza sulle donne.

Cgil: Le donne e la banalità del male


Giornata contro la violenza sulle donne. Agnese Palma, Cgil: Le donne e la banalità del male

Eccolo, il 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. La giornata delle “scarpe rosse”. Istituita dalle Nazioni Unite nel 1999, negli ultimi anni è diventata un appuntamento di grande rilievo, nel cui ambito si moltiplicano iniziative e dibattiti. Le giornate internazionali “dedicate a” nascondono sempre l’insidia  della trasformazione in stanche ricorrenze, con annesso corollario di appuntamenti istituzionali, articoletti di giornale, brevi spot nei tg. Con il giorno seguente in cui tutto torna come prima. Il 2016 si sta caratterizzando, però, come un anno diverso, l’anno in cui le donne si stanno ribellando in massa contro la strage e il muro di ipocrisia e omertà che la nasconde.

In Messico migliaia di donne hanno gridato “ci vogliamo tutte vive”. In Argentina si sono mobilitate in una giornata di sciopero per la sedicenne Lucia Perez, torturata e assassinata. Le manifestazioni delle “donne in nero” in Polonia hanno bloccato ulteriori odiose restrizioni proposte dal governo alla già limitata legge sull’aborto, in spregio alla salute e alla vita stessa delle donne. In Turchia, oggi e non qualche secolo fa, il presidente Recep Tayyip Erdogan propone di legalizzare con il matrimonio riparatore gli abusi sessuali contro le minorenni. L’Europa tace, ma le donne di quel Paese non resteranno in silenzio. Gocce che fanno traboccare un vaso colmo da tempo.

#NonUnaDiMeno è l’hashtag lanciato contro la violenza maschile sulle donne, che non si limita alla rete, ma si concretizza in un appello e in una grande manifestazione nazionale che si svolgerà sabato 26 novembre a Roma, promossa dall’Udi, da Dire-Rete nazionale dei centri antiviolenza, dalla Rete Io Decido (gruppi del femminismo romano). Un universo di donne variegato ed eterogeneo, come lo era quello che nel Novecento conquistò il suffragio, il divorzio, la legge 194 e un nuovo diritto di famiglia.

Le donne della Cgil hanno spontaneamente aderito in massa alla manifestazione, Susanna Camusso è tra le firmatarie dell’appello, in tutta Italia si stanno mobilitando i coordinamenti donne delle Camere del lavoro, le Leghe Spi, le categorie. Perché questa è sempre stata una battaglia del sindacato. “La violenza sulle donne è una sconfitta per tutti”, sta scritto su uno striscione appeso all’entrata della sede nazionale della confederazione, in corso d’Italia. È vero: il femminicidio è una tragedia sociale che investe non solo le vittime della violenza, ma anche i carnefici.

Larghissima parte delle violenze avviene in famiglia, per mano di ex partner delle vittime, sbrigativamente definiti “mostri”, e certamente lo sono per l’efferatezza di molti delitti. Tra questi “mostri” vanno tuttavia inclusi non solo uomini dal temperamento violento, ma anche stimati professionisti, “bravi ragazzi”, molti uomini definiti normali fino al giorno del delitto. La normalità, lungi dall’essere un’attenuante, copre fragilità, inadeguatezza, incapacità di gestire la frustrazione di un abbandono, tanto da esplodere in violenza istintiva o premeditata verso colei che ha osato decidere della propria vita. È la banalità del male che produce i tanti numerosi “mostri”, non la sua eccezionalità, come nel giudizio su Eichmann di Hannah Arendt.

Se alla violenza dei femminicidi associamo l’indifferenza di chi assiste e non interviene, l’inerzia dei governi, il pregiudizio verso le vittime duro a morire, abbiamo chiaro lo stato di immiserimento sociale in cui versano ormai le nostre comunità. Noi sindacaliste e sindacalisti della Cgil dobbiamo sforzarci di fare qualcosa di più della doverosa solidarietà alle vittime e alle loro famiglie: è questo il senso della nostra partecipazione alla manifestazione e al percorso che ne seguirà. Forse, un femminismo del terzo millennio.

Per noi donne è finalmente giunto il momento di tornare a mobilitarci su battaglie antiche e mai vinte veramente, per le donne e gli uomini di lavorare insieme per ricostruire quella solidarietà collettiva che può cambiare le teste degli uomini, oltre che delle donne.

 
CONTRATTO NAZIONALE PENNE SPAZZOLE E PENNELLI - martedì 22 novembre 2016

RINNOVATO IL CONTRATTO PENNE SPAZZOLE E PENNELLI.

NEL TRIENNIO AUMENTO COMPLESSIVO DI 78 EURO

L'aumento sui minimi, in tre tranche, è di 70 euro oltre a 8 euro per l'avvio del Fondo sanitario integrativo, completamente a carico delle imprese. L'ipotesi di accordo interessa oltre 5000 addetti impiegati in più di 700 aziende. L'ultima parola spetta ai lavoratori.

Il 22 novembre a Milano, tra l'Associazione Nazionale Produttori Articoli per Scrittura e Affini, l'Associazione Nazionale Produttori Spazzole, Pennelli, Scope e Preparatori relativi a Materie Prime, associate emtrambe a Confindustria e i sindacati del settore Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, è stata siglata l'ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto 2016-2018 del settore penne, spazzole e pennelli (interessati circa 5000 addetti in 700 imprese), scaduto il 31 dicembre 2015.

L'intesa sottoscritta – che sarà sottoposta alle assemblee dei lavoratori per la definitiva approvazione – prevede un aumento sui minimi di 70,00 euro (3° liv.), distribuiti in tre tranche: dal 1 gennaio 2017, 28,00 euro; dal 1 maggio 2017, 21,00 euro; dal 1 febbraio 2018, 21,00 euro, per un montante complessivo di circa 1442,00 euro.
Inoltre sono previsti ulteriori 8 euro, a carico delle imprese, per l'avvio del Fondo sull'assistenza sanitaria integrativa, a decorrere dal 1 luglio 2017. Per le imprese che non fanno contrattazione di 2° livello, l'intesa prevede l'aumento dell'elemento perequativo che passa dai 265 del precedente contratto agli attuali 275 euro annui. Ora la parola definitiva passa alle assemblee dei lavoratori.
 
ENERGIA E PETROLIO - giovedì 13 ottobre 2016



CONTRATTO ENERGIA e PETROLIO: E' rottura

Proclamate otto ore di sciopero nazionale per il 28 ottobre e una campagna informativa di assemblee in tutti i posti di lavoro. '

Venti di guerra nel settore energia e petrolio. Dopo nove mesi di difficili e complessi confronti, il 20 settembre si sono interrotte a Roma, nella sede di Confindustria, le trattative per il rinnovo del contratto nazionale, scaduto il 31 dicembre 2015, che interessa circa 35 mila dipendenti.

Confindustria Energia – polemizzano Miceli, Colombini e Pirani – non vuole riconoscere un incremento salariale adeguato al recupero del potere di acquisto delle retribuzioni’.

 “Non è stato riconosciuto da Confindustria Energia – hanno affermato Emilio Miceli, Angelo Colombini, Paolo Pirani, rispettivamente segretari generali Filctem, Femca, Uiltec – un incremento salariale adeguato al recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni”. “La rottura delle trattative – hanno proseguito i tre segretari – è inoltre dovuta alla proposta della controparte di introdurre un nuovo e penalizzante sistema classificatorio con aumenti salariali legati alla valutazione della prestazione lavorativa, oltre al mancato rispetto di impegni presi nel precedente rinnovo contrattuale”. Inevitabile la proclamazione di otto ore di sciopero, da gestire a livello territoriale, oltre ad una diffusa e capillare campagna di assemblee informative in tutti i posti di lavoro.”

E' ripresa la trattativa in Confindustria Energia per il rinnovo del CCNL Energia e Petrolio, alla presenza delle Segreterie Nazionali Filctem CGILFemca CISL - Uiltec UIL e della delegazione trattante. Nell’occasione, l’Associazione Confindustriale ha confermato le posizioni espresse negli incontri precedenti con le Segreterie Nazionali, che non consentono una positiva conclusione del negoziato, che si trascina ormai stancamente da oltre 10 mesi. Queste posizioni sono sostanzialmente riassumibili in questi punti: - Mancato rispetto di quanto condiviso nel precedente rinnovo contrattuale sulla liquidazione dei 24mi delle quote degli scatti di anzianità maturate dai lavoratori aventi diritto al 31/12/15. - Una proposta di aumento dei minimi retributivi (€ 65) che non garantisce il potere d’acquisto dei salari a copertura dei tassi di inflazione programmati al momento della presentazione della piattaforma di rinnovo. - Assenza di risposte sulla richiesta di incremento delle quote aziendali destinate agli istituti di welfare contrattuale (FASIE, Fondenergia) - Riforma dell’attuale sistema classificatorio, basata su un modello fortemente caratterizzato da una valutazione della prestazione individuale penalizzante e senza garanzie di stabilità per il reddito dei lavoratori. - Revisione dei trattamenti normativi ed economici per i lavoratori turnisti con una chiara richiesta di aumento delle giornate di lavoro e recuperi economici sui trattamenti previsti. - Tentativi di revisione peggiorativa della parte normativa del CCNL su diritti e mercato del lavoro. La Delegazione trattante ha deciso pertanto la mobilitazione dei lavoratori su tutto il territorio, dando mandato alle Segreterie Nazionali di aprire formalmente le procedure per la dichiarazione di 8 ore di sciopero e con 2 ore di assemblea sui posti di lavoro per sensibilizzare e coinvolgere i lavoratori a sostegno delle iniziative promosse dalle Organizzazioni Sindacali volte a un rapido e positivo rinnovo del contratto di lavoro.


 
PELLI E CUOIO - mercoledì 4 dicembre 2013

 
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