Aree Tematiche






ISCRIVITI
ALLA FILCTEM
 


 FOTO
 VIDEO
 AUDIO
Da CGIL




 

 

Notizie da FILCTEM Lombardia
SEMINARIO FILCTEM - venerdì 15 luglio 2016

Filctem Lombardia: Si è tenuto il 15 luglio, all' Hotel Helios, a Monza, il seminario sul rapporto tra Contrattazione di secondo livello e Welfare aziendale

 

 
Si è tenuto, il 15 luglio, presso l' Helios Hotel, a Monza, il seminario, della Filctem Lombardia, sul rapporto tra contrattazione di secondo livello e welfare aziendale.

 Rosalba Cicero, segretario generale della Filctem Lombardia, nell' aprire i lavori, ha delineato il rapporto tra welfare aziendale e ruolo del sindacato. La pubblicazione del decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in materia di erogazione dei premi di partecipazione e/o di risultato con tassazione agevolata, impone al sindacato una profonda analisi e riflessione sullo scenario che il decreto andrà a provocare.
 
" Abbiamo, con questa giornata, convocato il nostro gruppo dirigente - dichiara Rosalba Cicero segretaria generale della Filctem Lombardia- innanzitutto per conoscere i termini del decreto, per capirne i limiti, i rischi, ma anche le opportunità che come sindacato dobbiamo cogliere e rilanciare. Perché come abbiamo sempre pensato e praticato, i processi di trasformazione e di cambiamento è sempre meglio governarli che subirli."

 Un Seminario che è stato l’occasione per ricostruire la storia del welfare aziendale con Ferruccio Capelli della Casa della Cultura di Milano e per definire casi  che hanno fatto scuola di pensiero nella cultura imprenditoriale. Con Renata Borgato, saggista e formatrice, si è cercato di collocare alcune esperienze del contesto attuale, aiutandoci a comprendere tutti gli aspetti nel rapporto tra lavoratore, sindacato e impresa, tra organizzazioni sindacali e istituzioni. Infine, con Rosario Strazzullo, della Cgil Nazionale, ha presentato il quadro generale e legislativo sui temi dell' welfare.

Melissa Olivero, segretario della Cgil Lombardia, ha chiuso i lavori ponendo una forte riflessione sullo scenario che il decreto provocherà e definito alcuni criteri su cui è opportuno lavorare per arrivare ad una buona contrattazione e di qualità.


 
ASSOSISTEMA LAVANDERIE INDUSTRIALI E DISPOSITIVI MEDICI - giovedì 14 luglio 2016

Siglata l'ipotesi di rinnovo del Ccnl di Assosistema, lavanderie industriali e dispositivi medici, con un aumento di 70 euro e clausole sociali per appalti.

Rosalba Cicero, segretario generale Filctem Cgil Lombardia: "si chiude un contratto importante, all' indomani degli attivi unitari di Cgil, Cisl e Uil sui contratti"



FILCTEM CGIL FEMCA CISL e UILTEC UIL, hanno siglato con ASSOSISTEMA l’ipotesi di accordo per il Contratto Collettivo Nazionale di lavoro 2015-2019 per i lavoratori dipendenti dalle imprese del sistema industriale integrato di beni e servizi tessili e medici affini, oltre alle lavanderie industriali, per un  fatturato di un comparto che vale circa 4,2 miliardi di Euro. Inoltre, il settore produce, distribuisce ed effettua la manutenzione dei dispositivi di protezione individuali e collettivi ed erogano servizi di sanificazione e sterilizzazione dei dispositivi tessili e medici utilizzati presso le grandi committenze, quali ospedali pubblici, comunità assistenziali, case di cura e cliniche private.

Iniziata il 23 novembre 2015, la trattativa è stata caratterizzata da un confronto vivace e a volte anche serrato. Da una parte le richieste del Sindacato di aumentare i redditi dei lavoratori e introdurre ulteriori forme di welfare negoziale e dall’altra, la richiesta delle imprese di introdurre meccanismi di maggiore flessibilità, in linea con la recente normativa nazionale.
Le parti hanno lavorato per offrire ai lavoratori e alle imprese un contratto equilibrato, che sia di stimolo e di beneficio per tutti, augurandosi, così, una nuova stagione di relazioni industriali.

70 euro l'aumento in busta paga per i 20 mila addetti coinvolti da erogare in tre tranche, di cui la prima di 30 euro il 1 luglio 2016, la seconda di 20 euro il 1 luglio 2017 e la terza di 20 euro il 1 luglio 2018. Prevista anche la disponibilità delle aziende a mettere a disposizione 7 euro lordi per l'adeguamento del nuovo sistema di inquadramento professionale. L'accordo prevede inoltre l'estensione dall'8 al 10% dei contratti di somministrazione a tempo determinato da trasformare in indeterminato.

Sotto l'aspetto del welfare invece l'accordo prevede un contributo a carico dell'azienda pari allo 0,20% dell'Ern, aggiuntivo a quello destinato alla previdenza complementare, da destinare a Previmoda per il finanziamento di una assicurazione sulla premorienza ed invalidità a beneficio dei lavoratori iscritti al fondo stesso.

Altri aspetti importanti dell’ipotesi di accordo sono: la clausola sociale negli appalti, una maggiore chiarezza dei provvedimenti disciplinari, il ricorso a ulteriori misure di flessibilità dell’orario di lavoro, mercato del lavoro, l’affidamento all’Ente Bilaterale Nazionale di iniziative di studio e formazione sul tema della sicurezza sul lavoro, la correlazione tra ore effettivamente lavorate e premi di produttività. La validità del contratto è stata portata da 36 a 45 mesi.

Soddisfatta Rosalba Cicero segretario generale Filctem Cgil Lombardia  che ha dichiarato: “nonostante la difficile situazione di stallo sui contratti e la pesante crisi economica in atto in Italia e in Europa, siamo riusciti nella non facile impresa di rinnovare un contratto di un settore industriale.  Un contratto importante, che arriva dopo  gli attivi unitari di Cgil, Cisl e Uil sui contratti,  Un importante segnale anche per quelle imprese che vogliono investire e rilanciare le relazioni industriali,  un importante segnale, per ridare valore al lavoro. Speriamo si riapra una nuova fase che sconfigga quell’ instabilità del paese, ulteriormente alimentata dal fatto che non si rinnovano i contratti. Ora per le Lavanderie industriali la parola alle assemblee per la valutazione.”


 
CONTRATTAZIONE DI 2 LIVELLO - martedì 12 luglio 2016

Contrattazione: Cgil, 2° livello riguarda solo 21,2% imprese





“La contrattazione integrativa di 2° livello riguarda ancora solo il 21,2% delle imprese con almeno 10 dipendenti, mentre il contratto nazionale continua a coprire l’88,4% del totale delle retribuzioni di fatto”. E’ quanto emerge da uno studio elaborato, su dati Istat, dalla Fondazione Di Vittorio, sulla contrattazione integrativa e le retribuzioni nel settore privato. 

Per la fondazione della Cgil, “Il CCNL si conferma, dunque, elemento insostituibile di autorità salariale sia per quantità di applicazione nelle imprese che per percentuale di copertura retributiva”. Dallo studio si evince che “la percentuale di contrattazione collettiva integrativa di 2° livello in Italia nelle imprese con almeno 10 dipendenti è del 21,2%, di cui l’8,3% è contrattazione territoriale”.
La ricerca dimostra, inoltre, come la diffusione del 2° livello di contrattazione sia ovviamente maggiore nelle imprese più grandi e minore in quelle più piccole. “Nelle imprese con almeno 500 dipendenti è pari al 69,1% (di cui 3,6% territoriale); in quelle comprese tra 200 e 499 dipendenti, scende al 60,5% (di cui 3,9% territoriale); nelle imprese fra 50 e 199 addetti, si passa al 38,5% (di cui 6,6% territoriale); in quelle fra 10 e 49 dipendenti, si scende fino al 17,5% (con una quota di territoriale all’8,7%)”.
L’indagine evidenzia, anche, un forte divario territoriale che penalizza il Mezzogiorno. “La percentuale di imprese con almeno 10 dipendenti coperte dalla contrattazione collettiva integrativa per ripartizione geografica dimostra, infatti, che si passa dal 26,8% del Nord-est, al 23,5% del Nord-ovest, al 19,8% del Centro, al 13,1% delle Isole, per finire all’11,6% del Sud”.
Dallo studio della Fondazione Di Vittorio emerge anche un altro elemento fondamentale: “Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro è applicato nel 99,4% delle imprese e ha coperto, nel 2015, l’88,4% del totale delle retribuzioni di fatto. Percentuale che sale addirittura al 93,5% per gli operai.
“Quando, dalle affermazioni accademiche o di pura propaganda politica, si passa ai dati reali, emerge una realtà profondamente diversa dalla narrazione alla quale siamo sottoposti da tempo. La ricerca condotta dalla Fondazione Di Vittorio rende giustizia di tanti luoghi comuni, secondo i quali la moderna contrattazione dovrebbe derubricare la funzione del contratto nazionale a vantaggio di quella più strettamente aziendale”. Così il segretario confederale della Cgil, Franco Martini, commenta lo studio della Fondazione del sindacato, dal quale emerge che la contrattazione integrativa di 2° livello riguarda solo il 21,2% delle imprese con almeno 10 dipendenti e che il contratto nazionale copre l’88,4% del totale delle retribuzioni di fatto.
Per Il dirigente sindacale, “il sindacato non ha mai negato la necessità di implementare il secondo livello di contrattazione, perché più vicino alle peculiarità delle aziende e dei territori, ma da tempo andiamo ripetendo che questa condizione riguarda una stretta minoranza delle imprese, appunto poco più del 20%, come conferma la ricerca”.
“Senza una funzione centrale del contratto collettivo nazionale - sottolinea Martini - il mondo del lavoro sarebbe spaccato in due, con una minoranza in grado di avere tutele anche avanzate è una grande maggioranza in condizioni marginali. Per questo Cgil, Cisl e Uil unitariamente hanno avanzato una proposta di riforma del modello contrattuale fondata sulla centralità del CCNL e sullo sviluppo di un secondo livello contrattuale sia aziendale, che territoriale. E al tempo stesso sostengono le categorie impegnate nel rinnovo dei contratti scaduti da molti anni”.
“Anche da qui - conclude Martini - viene la conferma del ruolo importante del contratto nazionale. Il ritardo dei rinnovi ha posto il valore del salario orario nel nostro Paese ai livelli più bassi dei paesi europei, con evidenti conseguenze negative nel rilancio della domanda interna. Il tema dei rinnovi contrattuali è questione strategica per il rilancio dell'economia, come la stessa ricerca conferma”. 
CCNL ASSOSISTEMA - lunedì 11 luglio 2016

CCNL Assosistema :  Dopo la rottura il Presidente dell'Associazione ha dichiarato di voler rinnovare il contratto in tempi brevi




Come preannunciato in sede di delegazione trattante, FEMCA - FILCTEM e UILTEC hanno incontrato ieri una delegazione di ASSOSISTEMA per verificare, dopo la rottura, se vi fossero le condizioni per la ripresa della trattativa. Il Presidente dell’Associazione imprenditoriale, nel sostenere la ripresa del dialogo, ha dichiarato di voler rinnovare il contratto in tempi brevi. Importante e significativo è stato il riesame di importanti capitoli negoziali, per i quali le OO. SS. avevano dichiarato la loro netta contrarietà, così pure le modifiche di posizione su altri capitoli.
FEMCA - FILCTEM e UILTEC nel valorizzare la ripresa del dialogo hanno apprezzato gli importanti passi avanti evidenziando le criticità rimaste per ricercare soluzione condivise, su altri aspetti le OO. SS. intendono formulare specifiche proposte. Abbiamo inoltre richiesto un concreto riscontro alle richieste poste in piattaforma sulle quali abbiamo ora una valutazione complessiva.
L’insieme delle posizioni e delle disponibilità dichiarate ci permettono di riaprire la trattativa e di lavorare per rinnovare il contratto. Nel pomeriggio di martedì 12 e poi nel mattino del 13 luglio, le parti hanno convenuto di continuare la trattativa, in forma ristretta, con l’obiettivo di ricercare l’accordo di rinnovo.
A seguito di tale e positiva evoluzione la delegazione trattante di FEMCA - FILCTEM e UILTEC è convocata per mercoledì 13 luglio per valutare lo stato della trattativa
 
SEVESO - lunedì 11 luglio 2016

Nella notte del 10 luglio 1976, la lezione di Seveso 40 anni dopo il disastro Icmesa.

Rosalba Cicero, segretario generale della Filctem Lombardia. “ La sicurezza sia una priorità per tutti: politica, associazioni, organizzazioni sindacali”. 





Sono passati quarant'anni dal disastro di Seveso. Oggi quel simbolo negativo del rapporto tra industria e ambiente – da cui il nome della legislazione continentale sui rischi di incidente rilevante – ha cambiato faccia. Rosalba Cicero segretario generale della Filctem Cgil Lombardia ci ricorda qui terribili momenti. "La quantità di diossina che fuoriuscì dall'impianto non è stata mai accertata con esattezza. Dove sono arrivati gli effetti a lungo termine è attualmente oggetto di studio. Le indagini sono complesse, ma una cosa è certa: negli ultimi quarant'anni tra gli abitanti di Seveso è aumentata l'incidenza di alcuni tipi di tumore, in particolare del tratto digerente, dell'apparato respiratorio e del tessuto linfatico ed emopoietico. È molto probabile e biologicamente plausibile, come scrive Pieralberto Bertazzi, l'epidemiologo che ha condotto le indagini, un'associazione tra esposizione alla diossina e aumento di tumori. La mortalità generale, dice sempre Bertazzi, non ha invece subito incrementi. Insomma, la temuta strage paventata subito dopo la fuga tossica dall'Icmesa, fortunatamente non si è verificata.

Dal punto di vista economico, però, ci fu il blocco dello sviluppo urbano e della crescita economica, gli abitanti cambiarono radicalmente stile e comportamento di vita, l'ecosistema di una parte del territorio entrò in agonia. Chi lavorava la terra smise di coltivarla, chi aveva gli animali li vide morire. Nella vita di tutti si registrarono alterazioni nella vita di relazione. Le coppie smisero di fare figli. La paura indusse molte donne incinte a ricorrere all’aborto allora illegale. Non ingiustificatamente si ritiene che l’ondata emozionale suscitata dal disastro di Seveso abbia impresso un’accelerazione all’approvazione della legge sulla legittimazione dell’aborto.
Se guardiamo oggi i luoghi teatro del disastro si sono completamente trasformati. Al posto dell'Icmesa c'è un centro sportivo, mentre sulle ceneri della zona A è stato realizzato il Bosco delle querce, il nuovo parco cittadino dove flora e fauna d'importazione, anche queste sorvegliate speciali, sperimentano faticosamente il loro nuovo habitat. Il parco è anche uno dei due “cimiteri” della diossina. L'altro, più piccolo, è vicino alla superstrada per Meda, dove sono sepolti i fanghi tossici estratti dell'Icmesa. Nel Bosco delle querce, sotto a un'altra collina artificiale, sono invece sepolte le macerie della fabbrica e delle case abbattute, la terra contaminata e le stesse attrezzature usate per le bonifiche. È tutto sigillato, messo in sicurezza, dentro una enorme vasca di cemento, continuamente monitorata dal personale della forestale. Ma in quella vasca di cemento non deve essere annegata la dura lezione che il disastro ci ha impartito.
Resta, comunque il tema di come conciliare la produzione con la tutela dell’ambiente e la salute dei lavoratori e sicurezza e salute non riguardano solo i luoghi di lavoro, ma anche il territorio. Quell’evento ha spostato l’attenzione delle parti sociali verso la sostenibilità ambientale. Se fino ad allora le organizzazioni sindacali si erano concentrate soprattutto sulle condizioni dei lavoratori, su ciò che avveniva dentro la fabbrica, a partire da quegli anni, anche grazie alle Commissioni Ambiente, altra fondamentale conquista sindacale, si è cominciato a prestare attenzione all’ambiente circostante. Da un incidente così drammatico, ciò che è stato consegnato al sindacato e in particolare ai lavoratori che sono arrivati dopo, è l’attenzione su queste tematiche e la presa di coscienza dell’impatto dell’industria sulla salute. Un’altra riflessione riguarda l’evoluzione delle relazioni sindacali: sui temi dell’ambiente e della sicurezza si può considerare ormai superata la contrapposizione tra impresa e sindacato, non solo nelle intenzioni o nella condivisione di principi.
Quella della sostenibilità ambientale è una sfida di ampio respiro nella quale servono strategie precise. Da soli non possiamo farcela, occorre che questa sfida sia raccolta da tutte le istituzioni, dalla politica, dalle associazioni imprenditoriali. Con Federchimica e anche con Asiep abbiamo fatto notevoli passi in avanti, ci piacerebbe che lo stesso accadesse per altri settori, con altre associazioni. Vorremmo che in qualche modo questo sistema di relazioni industriali servisse da apripista per altri temi. La salute, la sicurezza, l’ambiente, devono essere diritti universalmente riconosciuti e proprio per questo, come recita la proposta di Carta dei diritti della Cgil, non mercificabili.
Occorre, inoltre,rafforzare la formazione, la partecipazione e la professionalità, traducendo tutto questo in opportunità per i lavoratori e per le imprese. Troppi sono ancora gli infortuni e le morti sul lavoro. 
FILCTEM VARESE - venerdì 8 luglio 2016

Panzeri Lorena eletta  segretaria generale della Filctem Cgil di Varese





Con il 94% dei voti a favore l' Assemblea generale della Filctem Cgil di Varese, che si è riunito oggi, ha eletto la nuova Segretaria Generale.
Su proposta dei centri regolatori, erano presenti  per la Filctem Rosalba Cicero e per la Cgil di Varese Umberto Colombo, l’Assemblea generale della Filctem Cgil di Varese, in sostituzione di Paolo Guicciardi, ha eletto Lorena Panzeri segretario generale della Filctem Cgil di Varese. 
Donna, classe ’68, sposata con due figli, lecchese, proviene da un’azienda del settore gomma plastica dove entra come impiegata, ha svolto per dieci anni il ruolo di delegata. Entra poi negli organismi dirigenti della Filcea (chimici) di Lecco dove segue, tra gli altri i temi dell’ambiente e della sicurezza nei luoghi di lavoro. All’età di 29 anni entra a far parte di un progetto sull’artigianato dove svolge l’incarico di Rappresentante Sindacale di Bacino e entra a far parte del Coordinamento Nazionale dell’Artigianato. Dopo 5 anni in Fiom (meccanici), nel giugno 2006 viene eletta Segretario Generale della Filtea (tessili) di Lecco ed infine nel 2010 Segretario Generale della Filctem di Lecco.
Ha anche fatto parte, per otto anni a scavalco, della segreteria confederale di Lecco ed attualmente, sempre a scavalco, della segreteria regionale Filctem. 
Entusiasmo, passione e partecipazione, Lorena si impegna quotidianamente a combattere le battaglie occupazionali e contrattuali  dei tanti lavoratori che hanno bisogno di punti di riferimento stabili. L’elezione della compagna Panzeri rappresenta un segnale forte di attenzione al mondo del lavoro della Filctem,da cui Lorena proviene e che conosce perfettamente nelle sue dinamiche che ha combattuto e combatte, mettendo la sua militanza a servizio dell’organizzazione.  

A Lorena vanno gli auguri di buon lavoro da parte di tutta la Filctem Lombardia


 
TESSILE - giovedì 7 luglio 2016

 
Corneliani: Incontro sindacale con il nuovo management aziendale 
 


Si è tenuto oggi in Confindustria un incontro tra la Corneliani ed i rappresentanti dei lavoratori sul futuro dell’azienda. Un futuro che l’ing. Corrado Corneliani ha sintetizzato come “evoluzione e non rivoluzione”, presentando il partner Investcorp, un investitore che supporta aziende ad alto potenziale di crescita. Una caratteristica che è stata riconosciuta all’azienda mantovana, pronta a crescere ancora, tenendo fede agli asset strategici che ne hanno reso il marchio conosciuto in Italia e nel mondo: made in Italy e prodotto d’eccellenza. Durante l’incontro è stato ribadita anche la centralità dello stabilimento di Mantova, nel contesto di un piano industriale in via di elaborazione che sarà presentato nei prossimi mesi.
 
Le organizzazioni sindacali di categoria Filctem, Femca e Uiltec, unitamente alla R.S.U., hanno espresso un giudizio positivo sull’incontro che ha permesso di completare le comunicazioni interne aziendali dopo le notizie già apprese negli ultimi appuntamenti con i media. “E’ stato apprezzato questo incontro tra le rappresentanze sindacali e dei lavoratori con i massimi vertici del nuovo management aziendale. La visione che è stata rappresentata è importante per la prospettiva non solo dell’azienda, ma di tutta Mantova. E’ condivisa l’idea di aver scelto un partner strategico che possa sviluppare ed ampliare il business dell’azienda. Ci aspettiamo che questo porti non solo un aumento del fatturato, ma anche ricadute positive nel territorio, sul know-how e sui livelli occupazionali”.
 

 
REFERENDUM - mercoledì 6 luglio 2016


Rosalba Cicero: i ringraziamenti del Segretario Generale FILCTEM Lombardia per la raccolta firme sui Referendum e sulla "Carta dei Diritti"

Un grande ringraziamento a voi tutti per il lavoro svolto in queste settimane nelle fabbriche, nei banchetti e nelle piazze, per la certificazione delle firme sulla Carta dei Diritti e per il grande successo ottenuto con la raccolta delle firme sui referendum abrogativi.

 
Il prezioso lavoro svolto dimostra che siamo un’organizzazione che può orgogliosamente affermare che gli obiettivi anche ambiziosi si possono raggiungere, grazie al lavoro, alla convinzione e alla condivisione degli obiettivi stessi.
 
Il consenso ottenuto nelle piazze e nei luoghi di lavoro, dimostra che esiste una consapevolezza dei  lavoratori e dei cittadini, sulla necessità di ridisegnare le politiche in materia di lavoro.
 
La riforma del jobs act, l’esplosione dei voucher, il tema dei licenziamenti e la deriva sugli appalti, hanno ulteriormente reso più vulnerabile e ricattabile il lavoro.
 
Non è con queste politiche che si può sperare in una ripresa vera dell’economia nel nostro Paese, non è attraverso il ridimensionamento dei diritti che si rende competitiva una Nazione.
 
La proposta avanzata dalla CGIL ha posto al centro il lavoro e i suoi diritti come l’unico modo per ripartire, perchè senza un lavoro di qualità non c’è un futuro con dignità.
 
Continua invece l'impegno per la raccolta delle firme per la proposta di iniziativa popolare denominata "carta dei diritti universali del lavoro".
Fino al 30 settembre 2016 sarà possibile continuare a sottoscrivere tale proposta nei luoghi di lavoro, nelle piazze,nelle sedi della CGIL e presso le Segreterie dei Comuni.
 
Adesso  ci sono le condizioni per dare il via, ad una nuova stagione di impegno sul fronte delle proposte sulle riforme che interessano il paese  e per una buona chiusura della stagione contrattuale.
 
La sfida per i diritti e il lavoro continua, così come continua l’azione quotidiana della Filctem e della Cgil per pretendere più attenzione ai bisogni dei lavoratori a partire dal lavoro.
 
Un caro saluto
 
TERMOELETTRICO - mercoledì 6 luglio 2016

TIRRENO POWER: proseguono le azioni di lotta 
Proclamate ulteriori 8 ore di sciopero 





A seguito dell'incontro svoltosi, il 4 luglio scorso, al MiSE i sindacati hanno ribadito la volontà di proseguire con iniziative di lotta, otto ore di sciopero, e hanno programmato con il Governo un nuovo incontro entro fine mese.
Le Segreterie nazionali di Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Uiltec-Uil non possono ritenersi soddisfatte per le mancate risposte del Governo e dell'Azienda.
All' incontro l’Azienda è stata invitata a fare il punto della situazione venutasi a determinare dopo la rinuncia all'investimento e ad illustrare soluzioni alternative utili al reimpiego del Personale ora eccedente. Tirreno Power nel presentare il progetto ne ha evidenziato tutta l’inconsistenza, gli stessi Vertici del Ministero hanno valutato negativamente il Piano Industriale e chiesto esplicitamente all'azienda di riproporlo in maniera più dettagliata, fornendo elementi più concreti.
Nessuno nega all’Azienda le difficoltà dovute al sequestro degli Impianti a carbone ma va ricordato, tanto a Tirreno Power quanto agli Azionisti (Engie che ha dato disponibilità ad un incontro e Sorgenia che, al contrario, guarda distrattamente questa crisi), che il Settore Elettrico ha sostenuto negli anni scorsi, a tutti coloro che hanno investito, ritorni economici notevoli.
Le OO.SS. hanno ribadito il proprio giudizio negativo sul Piano aziendale e proposto al Vice Ministro di affrontare la problematica di Tirreno Power individuando strumenti che siano utili alla gestione della crisi dell'intero comparto termoelettrico.
L’On. Bellanova, che in una nota ha espresso parere positivo sull’incontro di ieri, ha dichiarato che la situazione di Tirreno Power va affrontata nella sua specificità, attraverso approfondimenti sia sul Piano Industriale che sull’uso degli ammortizzatori sociali, da usare a valle del periodo di Solidarietà, pur confermando la disponibilità a convocare il Tavolo di crisi sul termoelettrico, dal Sindacato auspicato da tempo, in tempi ragionevolmente brevi.
Nelle prossime due settimane, quindi, saranno effettuati approfondimenti “tecnici”, fra i Ministeri dello Sviluppo Economico e del Lavoro e istituzioni locali, per capire, all’interno delle nuove regole riguardanti gli Ammortizzatori Sociali, quali percorsi si possono intraprendere al fine di evitare i licenziamenti.
Come detto, le OO.SS. non possono ritenersi soddisfatte per le mancate risposte del Governo e dell’Azienda, e tuttavia sottolineano positivamente come il confronto tra le Parti prosegua con l’intento di trovare soluzioni adeguate.
Per questo motivo saranno proclamate ulteriori azioni di lotta in Tirreno Power (siamo in attesa di fissare il prossimo incontro con il MISE che dovrebbe tenersi tra il 27 e 29 luglio), azioni che potrebbero coinvolgere, successivamente, anche il Personale di Sorgenia ed Engie e dell'intero settore; per i Lavoratori la Solidarietà è un valore insostituibile e i destini dei Lavoratori di un Gruppo debbono essere sostenuti da tutti!
Nei prossimi giorni sarà convocata la Delegazione trattante che dovrà analizzare quanto emerso dall’incontro di ieri e lavorare alla proposta sindacale da sottoporre all’Azienda per la salvaguardia occupazionale di tutto il Personale coinvolto da questa pesantissima crisi.
 
TESSILE MASCIONI - martedì 5 luglio 2016


Mascioni: forte presa di posizione della Filctem Cgil Lombardia contro i licenziamenti 



Forte presa di posizione di Rosalba Cicero, Segretario Generale Filctem Cgil Lombardia rispetto alla volontà della proprietà spagnola della Mascioni di avviare il licenziamento tramite l’istituto della mobilità per 120 lavoratori.

Il fondo Phi, che ha rilevato la maggioranza della storica azienda tessile di Cuvio, ha infatti comunicato ai sindacati l’apertura della procedura per circa la metà del personale attualmente impiegato (280 persone). Il piano presentato dopo l’acquisizione della Mascioni da parte del fondo Phi Asset Management Partners, che comprò dalla Zucchi di Gianluigi Buffon, prevedeva 150 esuberi.

Una decisione di fortissimo impatto per un territorio, già pesantemente colpito dalla crisi e dalla disoccupazione, che con la Mascioni ha un legame strettissimo fin dalla sua nascita, alla fine degli anni ’50.

“L’incontro fissato con l’Associazione degli Industriali di Varese e con il fondo PHI per il prossimo 12 luglio dovrà - ha sostenuto Cicero - avviare la ricerca di soluzioni alternative ai licenziamenti, tramite l’utilizzo di ammortizzatori sociali come è avvenuto in questi giorni nel Gruppo Zucchi-Bassetti che, a fronte di una dichiarazione di esubero di 230 lavoratori, ha concordato l’utilizzo dei Contratti di Solidarietà per 217 di questi”.

 “Solo questa strada - ha concluso Cicero - potrà scongiurare l’avvio di una lunga fase di mobilitazione con scioperi, manifestazioni e blocco aziendale”.

 
ENI - martedì 5 luglio 2016

GRUPPO ENI: Presentato ai sindacati il piano strategico aziendale 2016-2019. Filctem, Femca, Uiltec: hanno ribadito l’impegno di affermare la centralità delle attività industriali in tutta la filiera: dalla chimica alla raffinazione, dal ciclo dell’esplorazione e produzione degli idrocarburi, con particolare riferimento al gas naturale agli investimenti in energie rinnovabili. Per Versalis ok chiudere con SK Capital'



In data 30 giugno si è svolta la riunione annuale del Comitato di Relazioni Sindacali del Gruppo ENI per la presentazione del Piano Strategico Aziendale 2016/2019.
L' Azienda ha presentato gli scenari che hanno condizionato gli anni 2014 e 2015, che con il crollo del prezzo del barile di petrolio, hanno visto ENI rivedere le proprie strategie di carattere finanziario, gli interventi sul piano industriale e commerciale e le conseguenti modifiche organizzative.
Le principali azioni caratterizzanti il biennio precedente, considerando una flessione di cassa del -15% nel periodo 2014/2015, hanno visto la rinegoziazione dei contratti con Gazprom e permesso di alleggerire il costo medio del gas importato, la creazione di una nuova struttura organizzativa che ha rivisto l’assetto delle divisioni, la cessione definitiva delle quote in Galp (Società petrolifera portoghese) ed in SNAM, il deconsolidamento della SAIPEM, il potenziamento dell’upstream con l’avvio dell’impianto di produzione Goliat nell’Artico norvegese, la scoperta del più grande giacimento di gas naturale del Mediterraneo (Zohr nelle acque egiziane), il raggiungimento del pareggio (break even) sia per Versalis che per il perimetro R&M e dal punto di vista delle relazioni sindacali l’importante Protocollo per l’area di Gela.
Le principali direttrici del Piano 2016/2019 sono caratterizzate da investimenti per 37 miliardi complessivi nel mondo, dei quali il 20% in Europa ed in particolare 5 miliardi in Italia. 
Per il 2016 la copertura organica degli investimenti sarà con una previsione del prezzo del barile a 50$ con una forte concentrazione degli impegni finanziari sull’upstream, in continuità con il recente passato, (il 90% dei 37 miliardi di investimenti previsti, saranno dedicati a questo settore) ed in particolare sul gas naturale, che costituisce il 58% del portafoglio delle risorse.
 Anche nel nostro Paese gli interventi maggiormente significativi saranno indirizzati all’esplorazione e produzione degli idrocarburi, soprattutto in Sicilia e Basilicata; si prevede inoltre il consolidamento delle attività di midstream, superato il periodo di crollo dei prezzi del gas naturale, la stabilizzazione del Retail Gas & Power e di tutto l’apparato della raffinazione e delle attività collaterali.
Infine per quanto riguarda Versalis, l’ENI conferma la cessazione1delle trattative con SK Capital e informa che dal primo Luglio, la chimica rientrerà nel consolidato di Gruppo, con una previsione di 300 milioni di euro di investimenti.
Viene ribadito l’impegno per lo sviluppo delle energie rinnovabili, così come da impegni presi in occasione del recente vertice di Parigi sull’ambiente COP21, con programmi di riconversione di aree dismesse in tutto il nostro territorio.
Infine l’Eni conferma un dato occupazionale costante in Italia e all’estero nel prossimo triennio (33.000 addetti, di cui 20.200 circa in Italia).
Il Sindacato ha ribadito l’impegno di affermare la centralità delle attività industriali nel Gruppo ENI in tutta la filiera dalla chimica, dalla raffinazione al ciclo dell’esplorazione e produzione degli idrocarburi, con particolare riferimento al gas naturale (combustibile a basse emissioni di CO2). Viene condivisa la scelta di investire in energie rinnovabili quale volano di sviluppo sia sul piano della qualità dell’occupazione (individuando profili professionali specializzati) che della sostenibilità delle produzioni. Inoltre, nell’esprimere soddisfazione per la cessazione del rapporto con SK Capital, le Segreterie Nazionale Filctem CGIL – Femca CISL e Uiltec UIL, invitano ENI a considerare la chimica, quale proprio patrimonio tecnico e di sviluppo per il rilancio delle produzioni industriali del nostro Paese. Per questo motivo si è convenuto di convocare nella prima decade di settembre un incontro con a tema la futura strategia industriale di Versalis nell’ambito del Gruppo ENI.
E’ stata inoltre riaffermata la funzione strategica delle attività di Retail Gas & Power come asset commerciale da consolidare nel Gruppo e strategico per la diffusione nel tessuto sociale italiano delle attività aziendali.
Infine le OO.SS. nel ribadire la funzione strategica del sistema di relazioni sindacali, invitano il Gruppo ENI al rispetto complessivo degli impegni sottoscritti negli accordi sindacali a tutti i livelli, al fine di valorizzare le potenzialità professionali dei lavoratori, il consolidamento della presenza nel territorio nazionale, lo sviluppo dell’occupazione con particolare attenzione al ricambio generazionale e alle politiche di genere.

 
ARTIGIANATO - domenica 3 luglio 2016

Min.Lavoro:FSBA - Fondo di Solidarietà Bilaterale Alternativo per l’artigianato

 

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, ha emanato il Decreto n. 95581 del 29 aprile 2016 – registrato dalla Corte dei Corte il 23 giugno 2016, foglio n. 2744 – con il quale vengono indicati i criteri per disciplinare il Fondo di Solidarietà Bilaterale Alternativo per l’artigianato FSBA, istituito ai sensi dell’art. 27 del decreto legislativo n. 148/2015.

Il Fondo garantisce ai lavoratori del settore dell’artigianato una tutela reddituale in costanza di rapporto di lavoro, nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, in considerazione delle peculiari caratteristiche ed esigenze del settore.

Nelle valutazioni di giustifica del provvedimento di cui in premessa al D.I., la citazione di riferimento al quadro dei lavoratori interessati, trascritta come “settore dell'artigianato”, non va interpretata in maniera esclusiva stante il riferimento agli accordi interconfederali, ovvero, risultano compresi tutti coloro che applicano il CCNL.

 

 
INCONTRO CON IL GOVERNO - venerdì 1 luglio 2016

CAMUSSO:  PURTROPPO SIAMO ANCORA SOLO AI TITOLI E LA DISCUSSIONE VA A RILENTO. 
ANCHE SULLE PENSIONI TUTTO RIMANDATO AD APPROFONDIMENTI TECNICI





 “Purtroppo siamo ancora ai titoli. Il governo continua a ribadire di essere disponibile al confronto, ma la discussione va a rilento. Bisogna capire rapidamente se si affronta il merito e si definiscono soluzioni e risorse o se si continua a fare l’agenda”. Con queste parole il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, all’uscita dal dicastero di via Veneto, ha commentato l’incontro di ieri mattina tra Cgil, Cisl e Uil, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini sui temi delle politiche del lavoro. Tra gli altri nodi sul tavolo quello del costo del lavoro, che però è stato affrontato anch’esso in modo superficiale: “Non c’è una risposta né le risorse a disposizione: finché non si arriva a questo tutto è generico”. Come aveva già fatto nell’ultimo appuntamento sulla previdenza di martedì scorso, il governo ha annunciato che sono state stabilite le priorità e che seguirà una serie di “approfondimenti di merito” di carattere tecnico sulle singole questioni affrontate. La scadenza sarà segnata anche in questo caso dalla legge di stabilità.

Anche sulle pensioni il 28 giugno si è tenuto presso il dicastero del Lavoro e delle politiche Sociali un incontro tra il ministro Giuliano Poletti e Cgil,Cisl e Uil sulla previdenza. Al centro del confronto i temi riguardanti le pensioni in essere, tra cui le modalità di rivalutazione degli assegni, l’estensione della no-tax area e la separazione tra previdenza e assistenza. Erano presenti al tavolo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini, il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo, i segretari generali di Spi Cgil e Fnp Cisl Ivan Pedretti e Gigi Bonfanti, e il segretario confederale della Cisl Maurizio Petriccioli. Ma anche in quell’occasione i dirigenti sindacali sono stati costretti a commentare che non si è entrati nel merito delle singole questioni. Da parte sua il Governo aveva annunciato un prossimo approfondimento in sede tecnica per definire l’entità delle risorse necessarie a coprire eventuali interventi. Interventi che dovranno però essere compatibili con “l’equilibrio complessivo della finanza pubblica” e saranno valutati in sede di elaborazione della legge di bilancio.

 
LAVORO - venerdì 1 luglio 2016


Cgil: depositate in Cassazione oltre 3,3 milioni di firme sui tre referendum


Camusso: "Risultato straordinario che testimonia consenso su nostre proposte, è un risultato straordinario e importante, che testimonia il consenso che le proposte della Cgil incontrano nel Paese". Così il segretario generale della CGIL, il sindacato di Corso d'Italia, Susanna Camusso, commenta la raccolta di oltre 1,1 milioni di firme per ognuno dei tre quesiti referendari che accompagnano e sostengono la proposta di legge di iniziativa popolare 'Carta dei diritti universali del lavoro'.
I referendum riguardano: la cancellazione del lavoro accessorio (voucher), la reintroduzione della piena responsabilità solidale in tema di appalti, una nuova tutela reintegratoria nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo per tutte le aziende al di sopra dei cinque dipendenti.
Per il leader della Cgil il numero delle firme raccolte, che questa mattina sono state depositate in Corte di Cassazione, è "il frutto del lavoro volontario dei militanti e dei delegati della Cgil, oltre che dell'impegno di tutti i dirigenti, funzionari e collaboratori dell'organizzazione, ai quali vanno il mio ringraziamento e quello di tutta la Cgil".
"Ora attendiamo con fiducia - aggiunge Camusso - che la Corte di Cassazione si pronunci sull'ammissibilità dei nostri quesiti referendari e siamo pronti per la prova del voto, convinti delle nostre ragioni".
Il segretario generale della Cgil ha poi ricordato che nei prossimi tre mesi proseguirà la raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare 'Carta dei diritti universali del lavoro'. "Abbiamo raccolto oltre un milione di firme per ciascuno dei tre referendum abrogativi, possiamo fare ancora di più con le firme a sostegno della Carta. La #SfidaXiDiritti continua", conclude Camusso.

 
CCNL TESSILE ABBIGLIAMENTO - giovedì 30 giugno 2016

Contratto Tessile : terzo incontro a delegazioni ristrette

Il contratto interessa oltre 420.000 lavoratori, dipendenti in circa 50.000 imprese




Ieri, 29 giugno, è ripresa la trattativa per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro del settore Tessile abbigliamento moda, scaduto il 31 marzo scorso.

L’incontro tra Smi e le organizzazioni sindacali Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil si è svolto a delegazioni ristrette e ha avuto carattere meramente interlocutorio.

Le parti hanno riesaminato il complesso degli argomenti normativi ed economici oggetto del negoziato e, pur confermando le distanze già emerse nei precedenti incontri, hanno definito un calendario di riunioni di approfondimento anche di carattere tecnico dei singoli punti, a cominciare da alcune questioni normative tra i prossimi già oggetto di confronto tra le parti nell’ambito del precedente rinnovo contrattuale e non definite come il tema della sanità integrativa e dell'inquadramento professionale . 

I prossimi incontri, sempre a delegazioni ristrette, sono stati fissati per i giorni 13 e 28 luglio.


 
FILCTEM - giovedì 30 giugno 2016


SEGRETERIA NAZIONALE FILCTEM: 

Detassazione salario aziendale
Definire unitariamente princìpi e linee-guida




Il decreto del Governo del 25 marzo 2016, sulla detassazione del salario aziendale, (finanziato, paradossalmente, dalle risorse stanziate precedentemente per il Fondo per l'occupazione) e legato ad elementi di produttività misurati da parametri individuati dalla contrattazione e inseriti in accordi collettivi, ha introdotto nuovi elementi che consentono erogazioni salariali sotto forma di welfare, beni o servizi che usufruiscono dello stesso regime di detassazione e che possono, potenzialmente non avere alcun collegamento con il raggiungimento di obiettivi concordati e legati alla prestazione.
Questa possibilità, determinata dal recente decreto, sta facendo sentire il suo effetto sulla contrattazione aziendale degli ultimi mesi producendo soluzioni che, pur non configurando al momento un modello alternativo a quello classico rappresentato dallo schema produttività-prestazione-salario, potranno comunque determinare significative variazioni negli accordi aziendali. 
Inizia così una nota della Segreteria nazionale Filctem-Cgil redatta a seguito di un'ampia discussione avuta nel corso dei lavori della Direzione, tenutasi a Roma lo scorso 28 giugno.

E prosegue: L'analisi degli accordi di cui siamo a conoscenza evidenziano aspetti positivi, coerenti con il documento confederale di Cgil-Cisl-Uil sul modello contrattuale e soluzioni che, al contrario, rischiano di indebolire i contenuti politici della contrattazione aziendale.
Le aziende, pur di utilizzare i benefici previsti dal decreto, non si preoccupano di entrare in una paradossale incoerenza nel rivendicare da una parte una sempre maggiore produttività, a cui legare erogazioni salariali, dall'altra favorendo accordi che erogherebbero salario sotto forma di welfare, beni o servizi in modo parzialmente o in alcuni casi totalmente scollegato dalla prestazione dei lavoratori. Tralasciando viceversa di applicare quella parte del decreto che prevede la possibilità di elevare la soglia di detassabilità a fronte di un maggior coinvolgimento paritetico dei lavoratori e delle RSU sul tema del governo dell'organizzazione del lavoro. Tale posizione è resa ancora più pericolosa dal fatto che, in molti casi, non è salario aggiuntivo quello che si vorrebbe spostare su prestazioni di welfare ma salario già facente parte della retribuzione legata ai premi di risultato o partecipazione o, nei casi peggiori, salario legato ad altri istituti contrattuali del contratto nazionale come ad esempio le tabelle sostitutive dei premi di risultato o della contrattazione di secondo livello come ad esempio la quattordicesima mensilità. Cosa diversa sarebbe puntare al consolidamento di parte dei PdR in essere, oppure recuperare alla contrattazione salario elargito unilateralmente dalle aziende da destinare prioritariamente agli istituti di welfare contrattuale, non tralasciando la possibilità di contrattualizzare istituti di welfare aziendali elargiti unilateralmente.
Inoltre è opportuno sottolineare che, in alcuni casi fortunatamente per ora isolati, la volontarietà prevista dal decreto a beneficio del lavoratore sia stata utilizzata dalle aziende, non per inserirla nel quadro complessivo della contrattazione collettiva, ma per determinare diseguaglianze di condizione tra i risultati potenziali della contrattazione e l'offerta individuale sul welfare aziendale.
A fronte di quanto sopra, la nota della Segreteria nazionale della Filctem, ritiene indispensabile impegnare il gruppo dirigente della categoria nel definire insieme a Femca e Uiltec un documento unitario, che identifichi principi e linee guida utili ad ispirare una contrattazione di secondo livello coerente con il documento di Cgil-Cisl-Uil sul modello contrattuale.
La Segreteria nazionale della Filctem - conclude la nota - ritiene indispensabile Orientare unitariamente la contrattazione di secondo livello, evitando i rischi sopra descritti consentirebbe un rafforzamento della stessa e un rafforzamento del legame, per la Filctem imprescindibile, tra prestazione e salario, sfidando le aziende sul terreno della produttività, unica possibilità per aumentare la competitività delle stesse e del sistema Paese e conseguentemente migliorare le condizioni delle persone che vi lavorano.
Intanto - in attesa degli orientamenti esplicativi di Cgil, Cisl e Uil - Filctem, Femca, Uiltec hanno deciso di sospendere gli accordi sulla detassazione

 
ELETTRICI - giovedì 30 giugno 2016

RINNOVO CONTRATTO SETTORE ELETTRICO

La trattativa avanza ma occorre uno sforzo ulteriore da parte delle aziende. 


Proseguono gli incontri per rinnovare il Contratto del Settore Elettrico.Energia Concorrente, così come auspicato dal sindacato rientra nella trattativa per il Contratto unico del Settore Elettrico!Non sfugge a nessuno le difficoltà negoziali che si stanno presentando in tutti i rinnovi contrattuali (diversi scioperi nel Settore metalmeccanico ancora non convincono le Controparti a fare la stretta finale a quel negoziato), ma il Sindacato, nel Settore Elettrico, ha fornito da tempo una via d’uscita responsabile e percorribile.Le Aziende hanno accettato questa impostazione, ma su alcune questioni (Orario di lavoro, Turni e Trasferimenti) mantengono impostazioni diverse, ma, soprattutto, contraddittorie.

Lo ha ripetuto il sindacato con serenità e fermezza anche nell’incontro del 28 u.s.: il Contratto di Settore non può contenere principi utili a risolvere i problemi di qualche singola Azienda o di un Gruppo di Aziende; il Contratto di Settore serve ad affrontare esclusivamente le problematiche di Settore; il resto lo si affronta nelle Aziende dove insorgono i problemi che in diverse parti si sono già iniziato ad affrontare. È ormai esperienza consolidata quella di trovare strumenti adeguati all’interno di situazioni o crisi vere e verificabili.
Per questo nell’incontro del 28 giugno u.s., le organizzazioni sindacali hanno ribadito la loro posizione; disponibili al cambiamento solo SE e DOVE serve.
Il Sindacato ancora una volta ha sottolineato che la proposta, ancorché da confrontare con la Delegazione trattante, può essere "asciugata" se vengono accettati alcuni punti fermi: l’istituzione di un principio fondamentale come la SOLIDARIETA’ DI SETTORE e un congruo aumento salariale, l’attenzione al tema dei diritti. Ovviamente, dichiara il Sindacato, non si è rinunciato agli altri punti sensibili della Piattaforma.
In un primo momento le Aziende hanno rifiutato questa impostazione relativamente ai punti su cui vorrebbero proporre sostanziali novità (come accennato: Orario, Turni e Trasferimenti); successivamente hanno lasciato intendere che una posizione di compromesso può essere ricercata e raggiunta.
Arrivati a questo snodo importante della trattativa, per il giorno 12 luglio 2016 le organizzazioni sindacali hanno CONVOCATA LA DELEGAZIONE TRATTANTE, per verificare sia il percorso effettuato, che la possibilità di dare il via alla fase stringente della trattativa.
Va da se che non si è disponibili a retrocedere dalle posizioni assunte perché in questi anni, in concreto, il Sindacato e i Lavoratori hanno dato segnali di disponibilità su tutti i versanti, quando c’è stato bisogno di rispondere alle esigenze di flessibilità e in situazioni di crisi conclamate. Andare oltre, senza giustificato motivo, non è possibile.
In ultimo informiamo tutti i lavoratori del Settore Elettrico che le Delegazioni di Assoelettrica, Utilitalia e Energia Concorrente hanno trovato un accordo e si sono presentate al tavolo della trattativa in maniera unitaria. È un segnale che le segreterie Nazionali sottolineano con positività. 
GRUPPO SNAM - mercoledì 29 giugno 2016

Elezioni RSU Gruppo SNAM
Confermata la Filctem come prima organizzazione in Snam con oltre il 41.15% di preferenze, eleggendo 93 delegati sui 226 complessivi


Si sono concluse le elezioni su tutto il territorio per il rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie nel Gruppo Snam, che hanno visto la partecipazione al voto di circa l'85% dei 6.000 lavoratori di questo importante Gruppo nazionale. 
Le elezioni, svoltesi su oltre 40 seggi distribuiti nelle sedi regionali e provinciali, hanno visto i lavoratori confermare la Filctem come prima organizzazione in Snam con oltre il 41.15% di preferenza, eleggendo 93 delegati sui 226 complessivi. 
Il voto conferma e migliora il precedente risultato, il realizzato nel 2011 e permette la costituzione di una diffusa e qualificata rappresentanza della nostra Organizzazione. 
Il merito di questo importante responso va ascritto all'impegno ed alla partecipazione fattiva di tutte le nostre strutture regionali e territoriali, che in un lasso di tempo relativamente breve, si sono comunque mobilitate per realizzare questo risultato. 
In una prima analisi del voto, oltre a registrare un chiaro consenso nel nostro tradizionale bacino elettorale, gli operai, si evidenzia per la prima volta una forte e maggioritaria indicazione di preferenza alla nostra Organizzazione dei Quadri e delle figure direttive più in generale. 
L'esito delle urne oltre a confermarci come prima Organizzazione, evidenzia risultati di eccellenza nelle sedi di direzione e nelle realtà più rappresentative, oltre alla conferma della tenuta della nostra organizzazione in realtà difficili che già avevano evidenziato segnali di malessere. 
Questo voto ci consegna una enorme responsabilità per la stagione sindacale che dobbiamo affrontare, dai rinnovi contrattuali, ai confronti sulle riorganizzazioni che questo Gruppo si sta apprestando a realizzare, ma è nostra convinzione che con la rinnovata fiducia e con l'impegno di tutti noi, delle strutture territoriali e delle RSU, la nostra Organizzazione sarà in grado di rispondere compiutamente agli appuntamenti che ci aspettano.

 
EUROPA UNITA - sabato 25 giugno 2016

L' EUROPA RINASCA SUL LAVORO.


 “L'esito del referendum in Gran Bretagna è la certificazione del fallimento delle politiche economiche e sociali dell'Europa, che - nel vivo della crisi che si prolunga da ormai quasi un decennio - hanno prodotto il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro, l'attacco al modello sociale europeo, l'aggravarsi del debito pubblico nei paesi europei più in difficoltà, la crescita delle diseguaglianze e della povertà, l'aumento della disoccupazione (specie giovanile e femminile) a livelli che mai l'Europa aveva conosciuto”. Lo si legge nella nota diffusa ieri dalla Cgil.
Secondo il sindacato di corso d’Italia: “Proseguire in questa direzione porterebbe al definitivo divorzio tra i cittadini e l’Unione Europea. Le scelte che la Commissione e i governi devono compiere sono chiare e urgenti: cambiare i trattati e le politiche. E’ necessario puntare sulla lotta alle diseguaglianze, sulle politiche sociali, sul welfare, sugli investimenti pubblici per la crescita, sull'occupazione stabile e di prospettiva legata a istruzione avanzata e formazione di qualità, sulla tutela dei diritti civili e del lavoro, sull’integrazione”.
“Anche per la Confederazione Europea dei Sindacati - conclude la Cgil -  siamo a un bivio: la Ces non può più rinviare la scelta di rilanciare la dimensione sociale dell'Europa, di pretendere il ritorno alla centralità del lavoro e del suo valore nel contesto europeo, di insistere sul cambiamento delle politiche economiche e sociali sbagliate della Commissione europea, di chiedere la ripresa del progetto di integrazione europea all'insegna dei valori della solidarietà e della condivisione e non della concorrenza tra i lavoratori e del dumping sociale tra i diversi Stati.
Per rispondere a questo clima di paura, “serve il rilancio della crescita economica e delle prospettive di benessere, l'aumento del lavoro, dei redditi, delle pensioni. Insomma, bisogna fare cose visibilmente e inconfutabilmente diverse da quelle fatte sinora. Come dice il sindacato europeo, ci vuole un piano di investimenti pubblici di migliaia di miliardi di euro nei prossimi anni. Se non si fa una cosa di queste proporzioni, il processo di rottura dell'Unione sarà inarrestabile. I vari presidenti del Consiglio in questo momento hanno una responsabilità di fronte alla storia: devono cambiare la politica economica e non alludere, ammiccare, scrivere documenti ambigui. Ci vuole una svolta, altrimenti la struttura non regge”. A dirlo è stato ieri mattina il segretario confederale della Cgil Danilo Barbi che ha commentato a caldo le notizie della Brexit
La sintesi è che l' Europa  deve sapere reagire con un piano straordinario, deve avere il coraggio di abbandonare le politiche fallimentari. Altrimenti sarà il dilagare dei nazionalismi. 

 
ENI-VERSALIS - mercoledì 22 giugno 2016

Salta la vendita di Versalis a SK Capital

CAMUSSO: Stop alla vendita, una buona notizia.

MICELI (FILCTEM-CGIL): “ALLA FINE HA PREVALSO IL BUON SENSO”





"La rottura delle trattative tra Eni e il fondo americano Sk Capital è una buona notizia". Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.  "Eravamo contrari alla vendita di Versalis, un asset strategico per l'industria chimica italiana e non solo" ,aggiunge il leader della Cgil. "Contro quella ipotesi e per conquistare una prospettiva di sviluppo e crescita seria e sicura - conclude Camusso - in questi mesi  i lavoratori si sono più volte mobilitati. Ora Eni ha il dovere di ridefinire un serio piano di rilancio degli investimenti in Versalis e nella chimica Verde" 
"Saggia decisione, prendiamo atto positivamente che l'a.d. di Eni, Claudio Descalzi, ha deciso di interrompere la trattativa. Non c’erano le condizioni finanziarie e industriali per poter avviarsi verso una conclusione così importante per la chimica italiana e per la sua riconversione a green”: cosi Emilio Miceli, segretario generale della Filctem-Cgil, a margine della notizia resa nota oggi pomeriggio della mancata cessione di Versalis, comparto chimico del gruppo Eni, e della rottura delle trattative con il fondo di investimento americano SK Capital. "È davanti a noi l’esigenza – continua Miceli – di riprendere in mano il processo di rilancio di Versalis al netto delle decisioni che Eni intenderà prendere per quel che riguarda l’assetto proprietario”. "È stata una battaglia lunga e logorante – conclude il leader sindacale - che ha tenuto in ansia migliaia di lavoratori. Alla fine ha prevalso il buon senso."
 
CORNELIANI - mercoledì 22 giugno 2016


Agli arabi di Investcorp la maggioranza di Corneliani

Per la Cgil si perde in mantovanità ma il fondo investe






 Investcorp, società del Barhain leader nel settore dei prodotti di investimento, ha annunciato di aver raggiunto un accordo con la famiglia Corneliani per l’acquisizione di una partecipazione di maggioranza del marchio, una quota destinata ad aumentare ulteriormente in futuro. Corrado, Cristiano e Stefano Corneliani restano nell'azionariato con il 49%. Escono invece il fondatore Carlalberto e i figli Maurizio e Sergio. 

«Abbiamo voluto porre le basi per un ulteriore sviluppo della società - ha detto Carlalberto Corneliani nella conferenza stampa a Milano -. Confido che la scelta sia la più corretta possibile, per far crescere l'azienda e mantenere i posti di lavoro». «La decisione non è dovuta a questioni finanziarie, ma a questioni strategiche, a visioni diverse», ha precisato Corneliani, presidente e amministratore delegato  che nel 1958 ha fondato l'azienda mantovana insieme al fratello Claudio. 

«L'obiettivo è raddoppiare il giro d'affari in cinque o sei anni», ha dichiarato Hazem Ben-Gacem, responsabile corporate investment di Investcorp per l'Europa, che con l'acquisizione diventa presidente di Corneliani, a breve sarà nominato un nuovo Amministratore delegato. 

Hazem Ben-Gacem punta a far diventare il marchio indiscusso leader nel menswear di lusso, un segmento in espansione e con un potenziale inespresso. «Ci vorrà tempo - ha affermato il manager di Investcorp - ma è un obiettivo raggiungibile». Nel futuro però è previsto anche un collocamento, attraverso il quale Investcorp dovrebbe cedere la sua quota ad una nuova proprietà.

Abbiamo  stilato un piano condiviso con la famiglia Corneliani e presto, insieme a loro, nomineremo il nuovo management – ha detto Hazem Ben-Gacem, responsabile del Corporate Investment in Europa di Investcorp – in futuro non escludiamo una quotazione del gruppo, ma prima di iniziare a correre, bisogna imparare a camminare e volgiamo fare un percorso di crescita coerente con il marchio e preservando la sua italianità”.

Il segretario provinciale della Cgil Massimo Marchini, nella vendita della Corneliani, vede il bicchiere mezzo pieno. Per la Cgil " si perde in mantovanità, ma il fondo investe".

"Se l' azienda ha deciso di rinforzare economicamente e finanziariamente la società per dare prospettive occupazionali e di rilancio della fabbrica è un fatto positivo, anche se cambia il nostro quadro di riferimento. Sappiamo come ragiona un fondo straniero, non ha radici nel territorio e quindi le scelte non sempre coincidono con l' attenzione all' occupazione locale, però questi investono." Per la categoria comunque si  guarda con cautela e preoccupazione all' operazione in attesa incontrare i vecchi ed i nuovi proprietari.







TESSILE MODA - mercoledì 22 giugno 2016


Dal tessile-moda europeo 600 mila nuovi posti di lavoro

Il dato è emerso dall’assemblea annuale di Euratex, che riunisce le associazioni di settore dei 28 Paesi Europei.


L’Europa del tessile-abbigliamento nei prossimi dieci anni, cioè entro il 2025, produrrà 600 mila nuovi posti di lavoro, che significa un aumento del 35% rispetto all’ occupazione di fine 2015, pari a 1,684 milioni di persone. Il dato è emerso nei giorni scorsi dall’ assemblea annuale di Euratex, l'organismo che riunisce le associazioni del tessile-abbigliamento europee. Dall’ assemblea dell’associazione sono inoltre emersi anche due altri aspetti, il primo riguarda l’effettivo consolidamento del turnover europeo di settore e del suo peso nel panorama industriale europeo nel corso del 2015.  l'industria europea del tessile-abbigliamento ha registrato ricavi pari a 169 miliardi di euro, in aumento del 2,3% rispetto all'anno prima, sostenuti dal +3,6% dell'export, pari a 45 miliardi.
 
Nelle stime di Euratex , le imprese del settore, sono salite dell'1,8% a 174 mila. Per il 99% dei casi si tratta di aziende di piccola e media dimensione. In particolare, nel 2015, gli occupati hanno registrato un +0,3% arrivando a 1,7 milioni, il 70% di loro sono donne. Nelle previsioni dell'organizzazione, per il 2025 il tessile-moda dovrebbe dare lavoro a 600 mila nuovi addetti e si tratterà di personale specializzato. 

L'Italia è tra i 10 maggiori produttori di tessile abbigliamento dell' Ue. In particolare è italiano il 45% dell'abbigliamento prodotto in Europa. La Penisola è al terzo posto per la spesa in vestiario dei suoi cittadini, dopo il Lussemburgo e, secondi a pari merito, l'Austria e il Regno Unito.
Per quanto riguarda le vendite all'estero, i primi cinque clienti del tessile europeo (a 28 Paesi) sono rimasti, come nel 2014, gli Stati Uniti, la Cina, la Turchia, la Svizzera e il Marocco. Le importazioni, i maggiori fornitori di tessile risultano, nell'ordine, Cina, Turchia, India, Pakistan e Stati Uniti. L'Ue-28 compra abbigliamento soprattutto da Cina, Bangladesh, Tuchia, India e Cambogia.

 2015, anche se ancora la creazione di così tanti posti di lavoro non sembra imminente: il settore infatti ha chiuso l’anno con un turnover di 169,4 miliardi di euro, in crescita del 2,3%, e l’occupazione ha segnato solo +0,3%. Ma il ruolo del tessile-moda nell’ industria europea, l’importanza di formare figure professionali adeguati alle esigenze delle aziende e l’impegno della Commissione europea in questa direzione sono stati sottolineati con vigore da Elzbieta Bienkowska, commissario europeo per il mercato interno, che intervenendo all’ assemblea ha sottolineato il ruolo strategico del tessile-abbigliamento nella Ue e l’importanza di stabilire un proficuo rapporto con le imprese, per capirne le esigenze, soprattutto in chiave di sostegno alla formazione professionale. 

Ma da questo approccio ovviamente il grande escluso è il tema che più sta a cuore all’ industria del tessile abbigliamento italiana, che conta un voto su 28 ma vale quasi il 30% dei ricavi totali dei 28 (52,6 miliardi su 169,4), una percentuale analoga dell’export extra Ue (13 miliardi su 44,5) e altri 16 miliardi li fattura nei Paesi Ue. Gli altri paesi invece sono per lo più grandi importatori, e dunque i loro sistemi industriali si sono finora messi di traverso a quella che è la principale richiesta italiana all’Europa: l’introduzione della normativa sul made in, che l’Europa continua a negare.


 
ELETTRICI - mercoledì 22 giugno 2016

CONTRATTO DI SETTORE

Siamo alla svolta?

Il 17 Giugno la Delegazione Padronale ha finalmente deciso, definitivamente, di rinunciare a quelli che erano i loro punti fermi e ha compreso che la proposta delle OO.SS. ha ragioni solide e degne di essere percorse.Si è  condiviso che non ci sono i margini per rivedere, alle fondamenta, il CCNL in vigore e limitato il campo di intervento a pochi argomenti.

Per la Delegazione Padronale continuano comunque a rimanere sul tavolo richieste di maggiore flessibilità sull'orario di lavoro, trasferimenti, turni e reperibilità. Anche se, come da loro stessi dichiarato, nessuno di questi singoli temi rappresenta una pregiudiziale assoluta e le modalità di intervento rimangono ancora aperte e possono essere trovate o sul testo contrattuale, oppure al secondo livello di contrattazione, come indicato nella nostra piattaforma.

Quello che è certo è che molti argomenti "pesanti" sono stati tolti dal tavolo della trattativa (oltre alla riscrittura complessiva del contratto, gli scatti di anzianità, le maggiorazioni dello straordinario, l’orario complementare, la rivisitazione di quasi tutte le indennità, ecc.). Abbiamo, inoltre, condiviso che le priorità avanzate dal sindacato saranno fondamentali per il raggiungimento di un eventuale accordo finale e che, una sintesi sui temi proposti dalle Controparti, dovrà contenere anche elementi presenti nella piattaforma sindacale.
Si è quindi aperta una fase nuova in cui le Parti dovranno dettagliare come e quali argomenti affrontare durante i prossimi incontri.
Le Segreterie Nazionali, a questo punto, dopo una verifica definitiva delle rispettive posizioni (sindacali e aziendali) che avverrà il giorno 28 giugno p.v., convocheranno la Delegazione trattante e con essa decideranno se entrare nel merito della discussione avviando un negoziato che si presenta comunque delicato, ma che potrebbe contenere prospettive di sintesi (sono già state ipotizzate tre date per l’11, il 12 e il 21 luglio).
Si è sottolineato, ancora una volta, di come i cambiamenti che stanno interessando il Comparto elettrico, possano essere meglio governati in una logica di “solidarietà di settore”,che abbia quale fondamento comune, la salvaguardia dell’occupazione e la sicurezza dei lavoratori coinvolti dalle crisi aziendali.
Si sta proponendo un ragionamento e un approccio equilibrato fondato su un assetto contrattuale che rafforza la contrattazione di secondo livello. Disponibilità, quindi, ad individuare strumenti e percorsi, ma solo dove realmente occorrono per salvare aziende ed occupazione. Per questo riteniamo corretto che il Contratto di Settore continui a mantenere alte le tutele, rinviando a livello aziendale il Confronto per adattare ai diversi contesti e alle diverse specificità le particolari soluzioni.
Gli accordi già realizzati in questi anni dimostrano che il Sindacato elettrico si è responsabilmente impegnato per affrontare situazioni di crisi difficili e di come i Lavoratori hanno saputo comprendere e accettare le ragioni dei sacrifici cui sono stati chiamati.
Per questo dichiara il sindacato  che la strada da perseguire non sia quella di abbassare le tutele indistintamente a tutti, ma di costruire una più incisiva solidarietà di Settore quale strumento concreto a salvaguardia delle aziende e dell'occupazione.
Istituzioni, Sindacato e Imprese devono dimostrare di essere capaci di realizzare un vero e proprio salto culturale, facendo della responsabilità comune, della Partecipazione e della solidarietà, i fattori distintivi di questo rinnovo contrattuale.
I lavoratori sono convinti della bontà della ricetta sindacale. Nel prossimo incontro cercheranno di definire il perimetro della trattativa in maniera certa e insieme ai Lavoratori, per mezzo della Delegazione trattante, affrontare nel merito questa difficilissima trattativa.

 
GAS-ACQUA - lunedì 20 giugno 2016



Trattative per il rinnovo del CCNL Gas-Acqua 2016-2018 





Il Ccnl dei lavoratori del Gas-acqua è scaduto ormai da oltre 5 mesi, eppure la trattativa con le OO.SS. del settore, trova difficoltà ad assumere le caratteristiche di un confronto serrato, teso a costituire le condizioni per un positivo rinnovo.

Le Associazioni datoriali pur riconoscendo il ruolo del Ccnl del settore e dichiarando che il tavolo di confronto non è condizionato da fattori esterni, non esprimono una volontà concreta di confronto con le OO.SS. sui temi centrali che possono caratterizzare il rinnovo del Ccnl in questa fase.

Il 14 giugno si è tenuto l'incontro con le Segreterie Nazionali per il proseguo del confronto a seguito dell'incontro tenuto con la delegazione plenaria: le Associazioni datoriali hanno presentato un testo di aggiornamento e modifica della normativa contrattuale sul mercato del lavoro e della disciplina generale del rapporto di lavoro.

Alcune norme proposte, superando la soglia complessiva dei lavoratori atipici prevista dal vigente contratto e l'abbassamento delle soglie di stabilizzazione dei contratti di apprendistato professionalizzante, conseguirebbero risultato inaccettabile di un aumento della precarietà nel settore.

Nel prossimo incontro del 27 giugno 2016 le Associazioni datoriali presenteranno un completamento di documentazione sulla parte normativa (orario di lavoro, provvedimenti disciplinari, demansionamento, smart-working, etc.).

Le Segreterie nazionali riservandosi una valutazione precisa sulle proposte avanzate hanno sottolineato che l'esigenza di approfondimento sulla parte normativa del Ccnl debba necessariamente confrontarsi con le proposte contenute nella piattaforma rivendicativa sui temi determinanti quali diritti di partecipazione – appalti – inquadramento – diritti – strumenti di welfare, difesa del potere di acuqioisto del salario qualificando l'impegno delle Parti in un rinnovo contrattuale.

La Segreteria Filctem, in un comunicato,  ravvisa l'esigenza nelle prossime settimane che in presenza di un quadro di chiarezza delle posizioni delle controparti datoriali, si possa svolgere una discussione ed una valutazione di merito con tutta la delegazione sindacale unitaria, costruendo con il coinvolgimento dei lavoratori, le condizioni per un positivo rinnovo contrattuale.

 
CORNELIANI - venerdì 17 giugno 2016


Lavoratori in sciopero alla Corneliani di Mantova per conoscere il loro futuro.

Il fondo internazionale Investcorp presto potrebbe diventare azionista del marchio di abbigliamento Corneliani 


Il fondo del Bahrein, secondo quanto riportato ieri dal Sole 24 Ore, potrebbe presto diventare azionista del marchio di abbigliamento Corneliani ed i lavoratori si trovano costretti ad apprendere dai giornali quali trattative la proprietà sta conducendo con gli arabi di Investcorp.
L’azienda ad oggi non ha espresso alcuna informazione su tale progetto al sindacato ed ai lavoratori, lasciando senza alcuna chiarezza sull'evoluzione del business e sugli impatti occupazionali che tali trattative potrebbero prevedere.

I lavoratori  e il sindacato hanno chiesto all' azienda , di fornire i dettagli delle trattative in corso, nonché le motivazioni che la inducono a considerare il progetto di ricerca di una partnership che Corneliani avrebbe avviato da oltre un anno e secondo le agenzie di stampa, il dossier sarebbe stato esaminato da diverse realtà finanziarie, quindi anche con possibili scenari diversi.
 
Viste le richieste dei lavoratori, considerato il silenzio della proprietà e il clima di preoccupazione che si è manifestato dopo le notizie stampa, ieri i lavoratori sono scesi immediatamente in sciopero e si sono riuniti in assemblea.
Le notizie di stampa hanno provocato non poca sorpresa ed i lavoratori hanno chiesto al sindacato e alla RSU di fare chiarezza subito e di chiedere immediatamente un incontro con la Proprietà.

Secondo quanto riportato ieri dal Sole 24 Ore, il giornale di Confindustria, il fondo, già conosciuto per aver rilanciato il marchio Gucci alla fine degli anni ottanta, sarebbe in trattative con l’azienda mantovana già da qualche mese. Corneliani, guidata dal  presidente e AD Carlalberto Corneliani, ha un fatturato di circa 130 milioni di euro, dei quali il 70% è realizzato all’estero, e 150 punti di vendita, di cui oltre un terzo in Cina. Proprio l’espansione all’estero sarebbe uno dei punti dell’offerta di Investcorp, che potrebbe aver convinto la famiglia. Infatti, secondo quanto indicato dal Sole, una conclusione positiva delle trattative potrebbe essere fatta a breve.

" Ma quale futuro?» è la domanda dei lavoratori, che chiedono risposte certe ed è  stato proprio il punto di domanda il simbolo della protesta e dell'assemblea, sollecitando un  intervento ai massimi livelli per indurre la proprietà ad  un confronto utile,  ad un accordo che miri alla salvaguardia occupazionale e di prospettiva industriale condiviso con le organizzazioni sindacali ed i lavoratori.



 
DISTRETTO CALZE ALTO MANTOVANO - giovedì 16 giugno 2016


CONVEGNO DELLA FILCTEM MANTOVANA E LOMBARDA SUL DISTRETTO TESSILE  DELL' ALTO MANTOVANO DAL TITOLO:
IL FUTURO POSSIBILE



La Filctem di Mantova e della Lombardia si interrogano sul rapporto tra impresa e territorio per lo sviluppo del Distretto Tessile della Calzetteria di  Castel Goffredo 
Attualmente, il Distretto produce circa il 75% dell'intera produzione italiana di calze da donna, il 60% di quella europea e circa il 30% di quella mondiale. Nel distretto hanno sede o operano le più grandi aziende del comparto, accanto ad aziende di piccole-medie dimensioni che producono private labels e ad un numero elevato di laboratori e piccole aziende a conduzione familiare che lavorano in conto terzi.
La bassa incidenza del costo della manodopera sul prezzo del prodotto finale, una forte automazione dei processi produttivi con una forte produttività e affidabilità, terzisti qualificati non hanno frenato forme di delocalizzazione e di decentramento all’estero (nei paesi dell’Est europeo in particolare) delle fasi labour intensive.
Storicamente nel distretto ci si è focalizzati nel potenziamento e dell’ottimizzazione dei processi produttivi. Innovazione, ricerca e sviluppo sono necessari affinché si possano reinventare prodotti e processi, inoltre oggi anche gli aspetti commerciali, gestionali, di marketing e distributivi si rivelano competenze fondamentali tipiche di un settore giunto al suo stadio di maturità. Nelle dinamiche attuali risulta abbastanza evidente come nel settore l’elemento competitivo, sia sul piano produttivo sia su quello del marketing, della comunicazione e un controllo maggiore sui canali commerciali e distributivi, con un progressivo accorciamento della catena.
Un singolo soggetto non può farlo ma una rete costituita da diversi attori con reciproci interessi possono riuscirci e aziende, associazioni, scuola, istituzioni possono farne parte.
Inoltre il tema della legalità affinché gli imprenditori siano posti nelle condizioni di lavorare nel rispetto delle leggi è necessario, ma il lavoro illegale non è solo clandestinità o i cosiddetti “laboratori cinesi” ma è anche lavoro nero e sono tutte facce diverse della stessa medaglia.
Il convegno vuole essere un confronto aperto per dirci che  Rete e Legalità sono la via maestra alternativa al lavoro illegale e al massimo ribasso.

CONVEGNO: IL FUTURO POSSIBILE

Venerdì 17 giugno 2016 alle ore 16.30 in Piazza Castello 1 a Medole (MN) Torre Civica di Medole

Ore 16.30 INIZIO LAVORI
Intervento di apertura
Giovanni Battista Ruzzenenti Sindaco di Medole
16.45 - INTRODUZIONE
Marco Sambenedetto Segretario generale FILCTEM-CGIL di Mantova
17.00 - INTERVENTI PROGRAMMATI
Alessandro Gallesi Presidente A.DI.CI.
William Gambetti Azienda BBF e Centro Servizi Calza
Alfredo Posenato Sindaco di Castel Goffredo
Marzia Bottazzi Presidente ex Cooperativa Primavera
Cincarilli dott.ssa Carla Prefetto di Mantova
Fulvio Matone Regione Lombardia - Direttore A.R.I.F.L.
18.30 - INTERVENTI PREVISTI
Sono previsti alcuni interventi programmati 
19.15 - CONCLUSIONI E PROPOSTE
Rosalba Cicero Segretario generale FILCTEM CGIL Lombardia 

 
CARTA DEI DIRITTI - mercoledì 15 giugno 2016


Alla Corneliani di Mantova si è svolta la raccolta firme per la Carta dei Diritti Universali del Lavoro.

Sono più di 250 le firme certificate raccolte dalla RSU della Filctem Cgil.


Sono state raccolte più di 250 firme alla Corneliani di Mantova dalla Cgil,  non solo per l'approvazione della Carta dei diritti universali ma anche per 3 referendum abrogativi che riguardano la retribuzione lavorativa tramite voucher, la responsabilità solidale negli appalti e i licenziamenti illegittimi. “E' la più grande mobilitazione del nostro sindacato in questi anni – dichiara Carla Chiusi della RSU della Filctem CGIL  - La nostra Carta dovrà poter garantire ad ogni lavoratore i diritti basilari come maternità, ferie e equo compenso, senza discriminazione alcuna. Ci sono diritti fondati su princìpi costituzionali che devono poter essere garantiti a tutti i lavoratori. Un lavoro senza diritti rende il lavoro una merce, diritti universali rendono il lavoro un fattore di crescita. Qualunque lavoro si faccia, in qualunque modo si svolga la propria attività, qualsiasi contratto si abbia, questi diritti dovremo cercare di renderli sempre riconosciuti e accessibili."

La Carta per i diritti universali del lavoro  è la riscrittura del diritto del lavoro in nome di un principio di uguaglianza che ne travalichi le varie forme e tipologie nelle quali si è diversificato e frammentato negli anni. Tutta la Cgil è impegnata in un grande confronto che mette al centro le tutele dei lavoratori, in questi anni attaccate e indebolite da un pervicace processo di destrutturazione. Le tutele di tutti, non solo dei pubblici e privati, la Cgil parla anche a tutta la galassia dei lavoratori parasubordinati, veri o finti, a professionisti e atipici, flessibili, precari, discontinui.
La Cgil con la Carta, un testo composto da 97 articoli, propone un progetto di legge di iniziativa popolare, ovvero di un nuovo Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori, che estenda diritti a chi non ne ha e li riscriva per tutti alla luce dei grandi cambiamenti di questi anni, rovesciando l’idea che sia l’impresa, il soggetto forte, a determinare le condizioni di chi lavora. E i diritti fondamentali sono variegati, vanno dal compenso equo e proporzionato alla libertà di espressione, dal diritto alla sicurezza al diritto al riposo, ma anche alle pari opportunità e alla formazione permanente, un aggiornamento costante di saperi e competenze. La ridefinizione dei principi universali, le norme legislative che diano efficacia generale alla contrattazione in base a regole di democrazia e rappresentanza valide per tutti, la riscrittura dei contratti di lavoro sono i tre pilastri della proposta di legge a sostegno della quale viene fatta la raccolta delle firme fra i lavoratori e nella società.

9 luglio scadrà la possibilità di firmare per i tre referendum abrogativi sul Jobs act: contro l’uso indiscriminato dei voucher; per il ripristino e l’estensione del reintegro sul posto di lavoro di fronte a un licenziamento illegittimo; per applicare il regime di responsabilità solidale verso i lavoratori in modo omogeneo in tutti i cambi di appalto. Invece, per quanto riguarda la Carta, la raccolta firme per poter trasformare il testo in proposta di legge d'iniziativa popolare proseguirà fino al 9 ottobre
 
CARTA DEI DIRITTI - lunedì 13 giugno 2016

La Filctem a raccogliere firme sulla Carta dei diritti alla Isa Seta S.p.A a Lentate sul Seveso con Rosalba Cicero Segretario Generale della Lombardia e Luisa Perego della Filctem della Brianza.


Prosegue la raccolta delle firme della Filctem dentro le fabbriche sulla Carta Universale dei Diritti. Questa mattina a raccogliere le firme dentro la Isa Seta S.p.A. a Lentate, Rosalba Cicero Segretario Generale della Filctem Lombardia con Perego Luisa della Segreteria della Filctem della Brianza

Dentro le fabbriche la Filctem chiama tutti i lavoratori a sostenere sia la proposta di legge sia i quesiti referendari per la cancellazione del lavoro accessorio (voucher), la reintroduzione della piena responsabilità solidale in tema di appalti e una nuova tutela reintegratoria nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo per tutte le aziende 

È tornato a ricordarlo all' assemblea di fabbrica Rosalba Cicero: “Se in passato il lavoratore s’identificava con il contratto subordinato a tempo indeterminato, oggi occorre guardare in faccia alla realtà del lavoro: i diritti devono essere in capo alla persona che lavora perché il suo contratto non è fondamentale per connotarla. Vogliamo riscrivere i diritti per tutte le figure che oggi esistono, il diritto a un lavoro decente e dignitoso, a condizioni chiare e trasparenti, a un compenso equo e proporzionato, a condizioni ambientali e lavorative sicure, ma anche il diritto al riposo, alla conciliazione tra vita familiare e professionale, alle pari opportunità, al divieto dei controlli a distanza. Il tema del lavoro deve tornare al centro del dibattito pubblico. Una moderna civiltà del lavoro non è da impedimento allo sviluppo”.

Cosa chiedono i tre referendum proposti? Il primo è un quesito semplice: quello che abroga il lavoro occasionale nella 276. Tradotto: significa abrogare la fonte dei voucher e quindi abrogarne l’istituto. Il secondo quesito riguarda il tema della responsabilità solidale nell’ambito degli appalti. Per ripristinare la catena della responsabilità solidale, basta intervenire cancellando la norma che con la legge 92 è stata introdotta nella 276. Il terzo referendum interviene sul tema dei licenziamenti, con il rispristino della tutela reintegratoria rispetto ai licenziamenti 

 
CONTRATTAZIONE AZIENDALE - sabato 11 giugno 2016
Contratti: Cgil, 2° livello riguarda solo 21,2% imprese


“La contrattazione integrativa di 2° livello riguarda ancora solo il 21,2% delle imprese con almeno 10 dipendenti, mentre il contratto nazionale continua a coprire l’88,4% del totale delle retribuzioni di fatto”. E’ quanto emerge da uno studio elaborato, su dati Istat, dalla Fondazione Di Vittorio, sulla contrattazione integrativa e le retribuzioni nel settore privato. 

Per la fondazione della Cgil, “Il CCNL si conferma, dunque, elemento insostituibile di autorità salariale sia per quantità di applicazione nelle imprese che per percentuale di copertura retributiva”. Dallo studio si evince che “la percentuale di contrattazione collettiva integrativa di 2° livello in Italia nelle imprese con almeno 10 dipendenti è del 21,2%, di cui l’8,3% è contrattazione territoriale”.
La ricerca dimostra, inoltre, come la diffusione del 2° livello di contrattazione sia ovviamente maggiore nelle imprese più grandi e minore in quelle più piccole. “Nelle imprese con almeno 500 dipendenti è pari al 69,1% (di cui 3,6% territoriale); in quelle comprese tra 200 e 499 dipendenti, scende al 60,5% (di cui 3,9% territoriale); nelle imprese fra 50 e 199 addetti, si passa al 38,5% (di cui 6,6% territoriale); in quelle fra 10 e 49 dipendenti, si scende fino al 17,5% (con una quota di territoriale all’8,7%)”.
L’indagine evidenzia, anche, un forte divario territoriale che penalizza il Mezzogiorno. “La percentuale di imprese con almeno 10 dipendenti coperte dalla contrattazione collettiva integrativa per ripartizione geografica dimostra, infatti, che si passa dal 26,8% del Nord-est, al 23,5% del Nord-ovest, al 19,8% del Centro, al 13,1% delle Isole, per finire all’11,6% del Sud”.
Dallo studio della Fondazione Di Vittorio emerge anche un altro elemento fondamentale: “Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro è applicato nel 99,4% delle imprese e ha coperto, nel 2015, l’88,4% del totale delle retribuzioni di fatto. Percentuale che sale addirittura al 93,5% per gli operai.
“Quando, dalle affermazioni accademiche o di pura propaganda politica, si passa ai dati reali, emerge una realtà profondamente diversa dalla narrazione alla quale siamo sottoposti da tempo. La ricerca condotta dalla Fondazione Di Vittorio rende giustizia di tanti luoghi comuni, secondo i quali la moderna contrattazione dovrebbe derubricare la funzione del contratto nazionale a vantaggio di quella più strettamente aziendale”. Così il segretario confederale della Cgil, Franco Martini, commenta lo studio della Fondazione del sindacato, dal quale emerge che la contrattazione integrativa di 2° livello riguarda solo il 21,2% delle imprese con almeno 10 dipendenti e che il contratto nazionale copre l’88,4% del totale delle retribuzioni di fatto.
Per Il dirigente sindacale, “il sindacato non ha mai negato la necessità di implementare il secondo livello di contrattazione, perché più vicino alle peculiarità delle aziende e dei territori, ma da tempo andiamo ripetendo che questa condizione riguarda una stretta minoranza delle imprese, appunto poco più del 20%, come conferma la ricerca”.
“Senza una funzione centrale del contratto collettivo nazionale - sottolinea Martini - il mondo del lavoro sarebbe spaccato in due, con una minoranza in grado di avere tutele anche avanzate è una grande maggioranza in condizioni marginali. Per questo Cgil, Cisl e Uil unitariamente hanno avanzato una proposta di riforma del modello contrattuale fondata sulla centralità del CCNL e sullo sviluppo di un secondo livello contrattuale sia aziendale, che territoriale. E al tempo stesso sostengono le categorie impegnate nel rinnovo dei contratti scaduti da molti anni”.
“Anche da qui - conclude Martini - viene la conferma del ruolo importante del contratto nazionale. Il ritardo dei rinnovi ha posto il valore del salario orario nel nostro Paese ai livelli più bassi dei paesi europei, con evidenti conseguenze negative nel rilancio della domanda interna. Il tema dei rinnovi contrattuali è questione strategica per il rilancio dell'economia, come la stessa ricerca conferma”. 
CARTA DEI DIRITTI - giovedì 9 giugno 2016

Filctem: Carta dei Diritti 

Cicero: Continuare l' impegno


Care compagne e cari compagni 

Vi ringrazio per il grande risultato raggiunto nelle assemblee a sostegno della Carta dei diritti universali. E’ questo un impegno che dovrà continuare a vederci protagonisti in tutti i luoghi di lavoro per diffondere la proposta di iniziativa di legge popolare e i suoi contenuti, cercando il consenso e il sostegno non solo dei nostri iscritti, ma di tutti coloro che ritengono sia necessario affermare un equilibrio diverso fra impresa e lavoro, fra dignità delle persone e competitività. Tutto ciò implica avere una visione strategica della società a cui vogliamo guardare e al futuro dei tanti giovani, oggi esclusi dal mondo dei diritti. Questa seconda fase , seguendo l’orientamento assunto dal direttivo nazionale della Cgil, dovrà vederci ancora una volta protagonisti nella raccolta delle firme per sostenere l’iniziativa di legge popolare sulla Carta dei diritti universali e sui tre quesiti referendari. Come Filctem riteniamo essenziale che attorno a queste importanti iniziative ci sia il coinvolgimento e il contributo di tutta l’organizzazione sia nei luoghi di lavoro sia nel territorio.
Questo impegno, da assumere come vincolante e centrale rispetto agli obiettivi della Filctem, cade in concomitanza con l’attività della categoria sui rinnovi dei contratti nazionali e integrativi di alcune importanti realtà, sulla gestione delle continue ristrutturazioni aziendali , sul sostegno alle iniziative per la vertenza Eni, sulla gestione delle riorganizzazioni e dei bandi sulle gare di appalto del gas acqua, sulla certificazione delle transazioni Enel, sui rinnovi delle Rsu di significative realtà e delle elezioni dei consigli direttivi dei fondi previdenziali e sanitari.
Per questo il successo delle iniziative e del loro risultato dipenderà in parte dalla condivisione e sinergia con cui affronteremo l’insieme delle iniziative politico-organizzativo che la Filctem e la Cgil hanno promosso.
In tal senso come Filctem Lombardia caratterizzeremo la riunione già programmata per la prossima settimana dei segretari generali e organizzativi territoriali della Filctem Lombardia , per promuovere e sostenere le iniziative a sostegno della Carta dei diritti universali.

 
UNIONCHIMICA CONFAPI - giovedì 9 giugno 2016

Trattativa rinnovo CCNL Unionchimica Confapi


Le Segreterie Nazionali di Filctem-Femca-Uiltec esprimono la propria insoddisfazione per l'andamento del negoziato del rinnovo del CCNL industria chimica, materie plastiche e gomma, abrasivi, ceramica, vetro soprattutto in seguito alla comunicazione delle controparti del 27/05/2016 nella quale si informava in maniera unilaterale il rinvio a data da destinarsi dell'incontro previsto per il 1/06/2016, per il rinnovo del CCNL.

Filctem- Femca- Uiltec Trovano assolutamente ingiustificabile e dilatorio l'atteggiamento di Unionchimica CONFAPI nei confronti della trattativa dall'inizio dell'apertura del tavolo ad oggi.

A distanza di sei mesi dalla presentazione delle proposte sindacali di rinnovo, nei fatti si è svolto, dopo l'apertura del tavolo, un solo incontro con le delegazioni trattanti nel quale organizzazione padronale si è rifiutata di affrontare i punti politici della piattaforma rivendicativa, eludendo i temi relativi al salario, mercato del lavoro, diritti e tutele, adducendo al tavolo la responsabilità di ciò alle nostre Confederazioni CGIL-CISL-UIL, per il merito della trattativa confederale sul Nuovo Modello di Relazioni Industriali e sulla bilateralità.

A 5 mesi dalla scadenza del CCNL, Unionchimica si è resa disponibili ad affrontare solo temi tecnici rispetto alla piattaforma.

Filctem- Femca- Uiltec ribadiscono congiuntamente alle nostre confederazioni che i temi che riguardano i tavoli confederali sono in discussione per i rinnovi dei futuri CCNL.

Il negoziato confederale ha argomenti, problematiche e percorsi diversi che non influiscono sui rinnovi contrattuali aperti.
Per quanto riguarda i temi del Salario, della Bilateralità e della Sanità Integrativa le nostre Organizzazioni sono nella piena legittimità ed autonomia di formulare, come già proposto in piattaforma, proposte condivise con le confederazioni.

 Pertanto non è più giustificabile l' attendismo che le organizzazioni sindacali considerano come una tattica dilatoria per prendere tempo e non entrare nel vivo della trattativa per il rinnovo del CCNL che circa 50.000 lavoratori attendono e sollecitano pertanto a concordare in tempi brevissimi una nuova data di incontro sia di segreteria sia di delegazioni trattanti per affrontare i temi sopra citati e iniziare un vero confronto del CCNL scaduto il 31/12/15.

 
ENERGIA - giovedì 9 giugno 2016

ENERGIA: Acquirente unico, per la Cgil non basta la proroga, mantenere mercato tutelato


 
ACQUA - mercoledì 8 giugno 2016

​Acqua bene pubblico: Il Referendum dimenticato.

L' Allarme lanciato dalla Cgil

Il decreto Madia, se il testo sarà confermato, smantellerà di fatto l'esito della consultazione popolare del 2011. 
“Il decreto Madia è stato costruito come se il referendum sull'acqua non ci fosse mai stato. Non bastasse questo, contravviene anche al principio scritto nella legge delega da cui è scaturito. Quel testo non va bene, contiene diversi profili di incostituzionalità”. A lanciare l'allarme sul destino dell'acqua pubblica – messo a repentaglio dal decreto delegato sui servizi pubblici locali – è il responsabile dei settori pubblici per la Cgil Michele Gentile. Il provvedimento è ancora in itinere, per ora siamo alla prima stesura del testo. Ma ha già ricevuto due parziali bocciature: la prima dalla Conferenza unificata Stato-Regioni-Comuni; la seconda dal Consiglio di Stato, secondo cui il governo deve valutare la coerenza con gli esiti referendari. Che nel linguaggio paludato della corte significa “pensateci bene”.
Se ne parlerà giovedì prossimo, 9 giugno, in un dibattito promosso dalla Cgil a partire dalle 15.30 presso la sede nazionale di Corso d’Italia a Roma. Dopo l'introduzione del segretario confederale Fabrizio Solari ne discuteranno Aldo Reschigna, coordinatore vicario della commissione Affari istituzionali nella Conferenza delle Regioni; Maurizio Montalto, presidente dell'azienda Acqua Bene Comune – Abc Napoli; Paolo Carsetti del Forum italiano dei movimenti per l’acqua pubblica; il coordinatore dell'area politiche economiche e sviluppo della Cgil Riccardo Sanna. Concluderà i lavori il segretario generale della Cgil Susanna Camusso.
Un'iniziativa pensata per ricordare la battaglia referendaria del 2011 condivisa dalla Cgil secondo cui per l'acqua va fatto un discorso a parte. E che fa venire in mente un parallelismo con i quesiti a sostegno della Carta dei diritti: come allora si fece ricorso alla volontà popolare per contrastare il decreto Ronchi e la sua linea liberista, così oggi, in tema di lavoro, il sindacato guidato da Susanna Camusso vuole riaccreditare lo strumento del referendum per arginare una politica che ritiene sbagliata nella stagione in cui si assiste al ritorno del liberismo e dell'idea di privatizzazione dei beni e servizi pubblici.
“Secondo la legge delega – precisa Gentile – per quanto riguarda l'acqua bisogna trovare una norma coerente con la disciplina europea che abbia come riferimento l'esito del referendum del 2011, eppure il decreto delegato non ne parla. Non solo non si tiene conto della consultazione popolare che vieta l'obbligo di privatizzare i servizi idrici, ma per quanto riguarda una delle tre forme previste dalla disciplina europea, quella in house, pone così tanti vincoli da renderla del tutto svantaggiosa rispetto alla privatizzazione. Esclude poi la possibilità che ci possano essere aziende speciali nei servizi a rete e privilegia dal punto di vista dei finanziamenti chi privatizza”. Ma soprattutto il testo non è chiaro sul divieto di remunerare il capitale investito.
Si attende a questo punto il parere del Parlamento. Ma in ogni caso – come per il Jobs Act – non sarà vincolante, essendo questo un decreto delegato. Alla fine tornerà tutto nelle mani del Consiglio dei ministri per il via libera finale: la delega scadrà ad agosto e realisticamente entro fine luglio potrebbe arrivare la stesura definitiva. “Se fosse quella attuale – conclude Gentile – è evidente che conterrebbe qualche profilo di incostituzionalità, oltre a non rispettare la sentenza della Consulta in cui è dichiarata incostituzionale la norma che obbliga le privatizzazioni. Un fatto abbastanza paradossale, visto che parliamo di una legge delega scritta proprio dall'esecutivo”.


 
SINDACATO EUROPEO - mercoledì 8 giugno 2016


Congresso Europeo delle categorie Metalmeccaniche,

 Chimiche, Energetiche e Tessili: IndustriAll Europe


si terrà dal 7 al 9 giugno 2016 a Madrid il secondo Congresso di IndustriAll Europe, il sindacato europeo delle categorie metalmeccaniche, chimiche, energetiche e tessili.
Rappresenta circa 8 milioni di lavoratori di circa 200 sindacati europei e che alla presenza di circa 750 delegati più gli ospiti istituzionali si accinge a formare il nuovo gruppo dirigente. Sara chiamato a definire gli obiettivi del sindacalismo europeo dell'industria: assicurare investimenti per il futuro manifatturiero (Industry 4.0), lo sviluppo sostenibile e il lavoro per tutti; rafforzare la solidarietà, la politica sociale e la contrattazione collettiva; sviluppare un effettivo "contropotere" nei confronti delle multinazionali.
L’Europa si trova ancora in una situazione economica disastrosa, dopo otto anni di inizio della crisi. Fino alla primavera del 2013 l'Unione Europea è stata in una profonda recessione. Quello che era iniziata come una crisi finanziaria transatlantica dopo il piano iniziale di salvataggio delle banche si è trasformata in una crisi delle finanze pubbliche che ha quindi infettato l'economia reale. Oggi la maggior parte dei paesi non hanno ancora superato la crisi da un punto di vista economico: tale crisi ha lasciato cicatrici sociali profonde, che sono state ulteriormente aggravate dagli attacchi ai sistemi di sicurezza sociale, ai sistemi di contrattazione collettiva, dai tagli salariali e dalla politica di austerità. L'esclusione sociale è in aumento e la disoccupazione è più alta di quanto non lo sia mai stato. Quasi 25 milioni di persone da Helsinki ad Atene sono senza lavoro. L’industria ha perso 3,8 milioni di posti di lavoro e la sua quota PIL è scesa dal 20% a meno del 16%. Ma è anche una crisi politica, con sempre crescente insoddisfazione da parte degli elettori ad un progetto europeo che impone austerità e smonta il modello sociale europeo. L'economia europea sta parzialmente recuperando, ma questo recupero è lento e geograficamente irregolare. A questo proposito, i criteri di bilancio di Maastricht relativi a tutte le misure di austerità stanno pesando sui sistemi nazionali di protezione sociale.
Bisognerà evitare la stagnazione a lungo termine e creare le basi per una crescita sostenibile ed economica che promuova l'occupazione e questo richiederà un ampio programma di investimenti e posti di lavoro.
Per IndustriALL Europa un rilancio industriale dell'Europa , oltre a dover rinunciare ad un corso economico liberale incentrato unicamente sulla concorrenza, deve essere costruito sui suoi punti di forza principali: la sua forza lavoro altamente qualificata, un modello sociale a sostegno della partecipazione, un dialogo sociale e uno sviluppo delle competenze e dell’ equilibrio di genere.



 
FONDO SANITARIO - mercoledì 8 giugno 2016

Lavanderie industriali, fondo integrativo sanitario Fasiil ai nastri di partenza 


È ai nastri di partenza il fondo integrativo Fasiil, l’assistenza sanitaria integrativa nell’ambito del welfare contrattuale per le lavanderie industriali. E' quanto si apprende da una nota. Con Fasiil le parti sociali, spiegano, "hanno voluto mettere in campo un importante intervento di welfare a sostegno della salute dei lavoratori e delle loro famiglie. Si realizza così il progetto contrattuale del Fondo Sanitario, un percorso che ha impegnato le parti in un lungo periodo di lavoro. il Fondo di assistenza sanitaria integrativa del Servizio Sanitario Nazionale per i lavoratori del sistema industriale integrato di beni e servizi tessili e medici affini è costituito tra la parte datoriale Assosistema e Femca Cisl, Filctem Cgil e Uiltec Uil- si rivolge ad una platea di 750 aziende e 25.000 iscritti, dal 1 giugno 2016 ufficialmente operativo è disponibile all’indirizzo www.fasiil.it. Gli iscritti hanno a disposizione un Network di Strutture Sanitarie convenzionate. Il Fondo ha l’obiettivo di rimborsare ai lavoratori iscritti, nei limiti previsti dai piani sanitari, le spese per visite specialistiche, grandi interventi chirurgici, diagnostica e terapia di alta specializzazione, prevenzione, pacchetto maternità, protezione neonato, odontoiatria e ticket". Il Fondo sanitario si aggiunge alla previdenza complementare integrativa, già in essere attraverso il Fondo paritetico Previmoda

 
MATERNITÀ - lunedì 6 giugno 2016

Bonus famiglia regionale


Per donne in gravidanza e in condizione di disagio economico ISEE non superiore a € 20.000. Bonus massimo di 1.800 euro.



A partire dall’1 giugno è possibile presentare domanda per il “Bonus famiglia” regionale. Il Bonus Famiglia consiste in un assegno mensile di 150 euro per un massimo di sei mesi, più 900 euro dopo la nascita.
Possono presentare domanda le donne in stato di gravidanza che, al momento di presentare la domanda, siano in possesso dei seguenti requisiti:
- residenza in Lombardia per entrambi i genitori di cui almeno uno residente da cinque anni continuativi;

ISEE uguale o inferiore a € 20.000,00;
- condizioni di vulnerabilità socio/economica o situazione di disagio della/del richiedente (ad esempio presenza di sfratto, eventuali rate mutuo insolute, morosità nel paga- mento del canone di locazione, ecc.).
La domanda deve essere presentata durante il periodo di gravidanza, non sono accolte le domande presentata dopo la nascita del figlio. Fanno però eccezione le mamme che abbiano partorito tra il 1° maggio e il 1° giugno 2016, cioè nel periodo tra la data indicata dalla delibera regionale (1° maggio) e la data di pubblicazione effettiva del bando; per le mamme che si trovino in questa condizione la domanda va presentata entro il 17 giugno; per tutti gli altri casi la domanda va presentata durante la gravidanza, senza  scadenza ma l’assegno di 150 euro mensili viene percepito solo per i mesi residui di gravidanza.
La domanda va presentata unicamente on line allegando la seguente documentazione:
- attestazione ISEE in corso di validità (non superiore a € 20.000);
- fotocopia non autenticata di un documento di identità;
- certificato medico con la data presunta del parto (oppure sentenza di adozione/decreto di collocamento in famiglia) in data non anteriore all’1° maggio;
- scheda sulle condizioni di vulnerabilità socioeconomica rilasciata dal Comune di residenza (Servizi Sociali)

 
2 GIUGNO - giovedì 2 giugno 2016

2 Giugno a Milano: Manifestazione Nazionale con Camusso.

La Repubblica delle donne e del lavoro

Iniziativa di celebrazione a 70 anni dalla Costituente e dal suffragio universale.




 Camusso: “Conciliare il principio di uguaglianza con la difesa delle differenze è la sfida che ci aspetta, sia sul fronte dell'occupazione che su quello della previdenza, Abbiamo ancora molto da fare per applicare il grande lavoro che fecero i padri costituenti, affinché quella democrazia e quell'idea di uguaglianza tra i cittadini che la nostra Costituzione prevede venga compiutamente realizzata”. Sono queste le parole con cui, il primo giugno, il segretario generale della Cgil Susanna Camusso ha aperto il suo intervento all'iniziativa “La Costituente e il voto alle donne, 70 anni tra storia, lavoro e diritti”. 

Per Susanna Camusso, infine, le troppe diseguaglianze che caratterizzano la società italiana “hanno effetti concreti sul terreno occupazionale, retributivo e previdenziale. E questo nonostante qualunque economista sia in grado di dimostrare che l'occupazione femminile è generatrice di una crescita più duratura di quella maschile”. “Conciliare il principio di uguaglianza con la difesa delle differenze - ha concluso - è la grande sfida che ci aspetta, sia sul fronte dell'occupazione che su quello della previdenza. Il principio del riconoscimento del valore del lavoro di qualità è dunque un passaggio fondamentale anche su questo versante del dibattuto pubblico.”

 
CONTRATTO LAVANDERIE INDUSTRIALI - mercoledì 1 giugno 2016

 
LAVANDERIE INDUSTRIALI: ROTTE LE TRATTATIVE PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO DI LAVORO 2016-2018.
FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL, UILTEC-UIL PROCLAMANO LO STATO DI AGITAZIONE IN TUTTO IL SETTORE
 

 

Dopo undici mesi di trattative,  si è interrotto il confronto negoziale per il rinnovo del contratto 2016-2018 per gli oltre 20.000 lavoratori delle lavanderie industriali, scaduto il 30 giugno 2015.
A dirlo è una nota emessa oggi dalle segreterie nazionali Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil che parla apertamente di "posizioni inaccettabili" proposte da Assosistema-Confindustria, l'associazione degli industriali del settore. Al centro dello scontro il peggioramento delle norme contrattuali (malattia, part-time, riduzione orario di lavoro per i neoassunti, ecc.), l'inasprimento delle procedure disciplinari, una proposta economica inaccettabile (60 euro, n.d.r.) con l'allungamento del contratto a quattro anni. I sindacati, nel respingere nel merito le proposte della controparte, hanno subito dichiarato lo stato di agitazione con il blocco di tutte le flessibilità contrattuali e del lavoro straordinario, la realizzazione di una diffusa campagna di assemblee informative in tutti i posti di lavoro.




 
LUCIANO LAMA - martedì 31 maggio 2016

 

IN RICORDO DI LAMA: IL SINDACALISTA CHE PARLAVA AL PAESE



Il 31 maggio di venti anni fa moriva a Roma Luciano Lama, partigiano, sindacalista, politico, segretario generale della Confederazione generale italiana del lavoro al 1970 al 1986.
Ricordarlo a venti anni dalla scomparsa per la Cgil non è soltanto un atto dovuto verso un dirigente cui il sindacato e l’Italia devono molto, ma un’occasione di riflessione sul proprio passato, sul proprio presente e sul proprio futuro. “Un uomo che parlava al paese” lo definisce sulle colonne de «l’Unità» Giorgio Napolitano il giorno seguente alla sua morte.
"Luciano Lama è un padre della CGIL, lo è nell'immaginario collettivo della nostra organizzazione, lo è per il Paese. La sua è una vita straordinariamente intensa, di grandi conquiste, ma anche segnata, come la storia del Paese, da grandi drammi. È Lama che dirige la CGIL negli anni del terrorismo. Che guida la mobilitazione del sindacato in difesa della democrazia. Che traccia con nettezza i confini, non permettendo mai di smarrirsi". Con queste parole, il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha ricordato Luciano Lama a 20 anni dalla sua scomparsa.
"Difficile riassumere in poche righe, perché, come più volte si è osservato, la strada sindacale di Lama coincide, intreccia, caratterizza la storia del nostro Paese", ha detto Camusso, aggiungendo: "Lama, i padri della Cgil, vedono la Repubblica fondata sul lavoro come fondamento e responsabilità per il movimento sindacale; responsabilità che propone alla Cgil, allora come oggi, il dovere di non fermarsi mai alla tutela di chi un lavoro già lo ha, ma di affrontare la disoccupazione, come oggi la precarietà, il lavoro nero, lo sfruttamento, spesso, ai limiti della schiavitù".
"Al momento della sua scomparsa- ricorda Camusso - la CGIL produsse un manifesto con una sua citazione, con la quale mi piace ricordarlo anche oggi: 'Abbiamo sempre cercato di parlare ai lavoratori come a degli uomini, di parlare al loro cervello e al loro cuore, alla loro coscienza. In questo modo il sindacato è diventato scuola di giustizia, ma anche di democrazia, di libertà, ha contribuito ad elevare le virtù civili dei lavoratori e del popolo'.


 
CONTRATTO ELETTRICI - martedì 31 maggio 2016

RINNOVO CONTRATTO SETTORE ELETTRICO 

Una retromarcia incomprensibile ... e pericolosa


La storia dei negoziati contrattuali, non è mai stata semplice. I Datori di lavoro hanno sempre ricercato, durante i rinnovi, di trarne il massimo vantaggio possibile; il Sindacato, di contro, ha voluto aumentare le tutele e i diritti, difendendo al meglio il potere d'acquisto dei salari.
Nulla di nuovo, si dirà; e invece questa volta qualcosa di nuovo, sorprendentemente nuovo, sta accadendo. Perché se è vero che ogni trattativa ha caratteri anche duri e ruvidi, è altrettanto vero che, nella correttezza delle reciproche posizioni, è necessaria una linea di coerenza.

Il Sindacato ha presentato una piattaforma, condivisa convintamente dalla stragrande maggioranza dei Lavoratori. Assoelettrica/Utilitalia hanno provato a proporre una riscrittura completa del Contratto per indebolirne la parte normativa.Dopo un braccio di ferro durato un paio di mesi, il Sindacato Elettrico ha proposto una strada, utile a chiudere velocemente il Contratto.si metta mano al testo contrattuale solo su pochi argomenti (principio che riguarda sia le Imprese che il Sindacato) per poi affrontare a livello aziendale le difficoltà prodotte dalla situazione di crisi.

Intervenire sugli assetti contrattuali potenziando la contrattazione aziendale ed ampliandone gli spazi negoziali, come da noi proposto, vuol dire affidare al Sindacato, sia nazionale che aziendale, un ruolo più ampio su temi specificatamente attinenti alle diversità aziendali e vuol dire, altresì, far avanzare le relazioni in senso realmente partecipativo.
La ragione è sempre la stessa: i sacrifici si fanno se sono utili ad uscire da una crisi; ci pare di poter dire che in questi durissimi anni, le Segreterie Nazionali non hanno mai fatto mancare un apporto responsabile nei momenti difficili e a volte drammatici, in ogni singola Azienda.
Quello che sta accadendo nella trattativa è gravissimo.
La Delegazione datoriale, dopo aver accettato questa nostra impostazione, è tornata improvvisamente indietro, riproponendo, con parole diverse, la loro impostazione iniziale.

TUTTO QUESTO È INACCETTABILE E INCOERENTE!

Nei momenti difficili il senso di responsabilità deve prevalere e atteggiamenti simili, non possono essere accettati dal Sindacato elettrico!
Quello che è accaduto durante l'incontro di venerdì 27 maggio è stato molto grave. Ci sono state nuovamente proposte modifiche pesanti (un po' su tutti gli argomenti "sensibili"), che non registriamo, durante le normali trattative, all’interno delle singole Aziende.
Tutto questo non ha senso; il Sindacato del Settore elettrico non è abituato a simili comportamenti !
Per questo abbiamo dato un ultimatum alle Aziende con l'obiettivo di chiudere il Contratto in tempi stretti: nel prossimo incontro, che avverrà il 17 giugno p.v., abbiamo chiesto alla Delegazione aziendale di tornare al tavolo con una proposta concreta e ultimativa, per definire il perimetro del confronto ed avviare il negoziato con il coinvolgimento della Delegazione Trattante.
Sarà l'ultimo banco di prova prima di iniziare una dura fase vertenziale in ogni singola azienda.
Se serve dimostrare quanta forza hanno i Lavoratori Elettrici, noi siamo pronti!

 
ASSEGNI AL NUCLEO FAMIGLIARE - martedì 31 maggio 2016

Corresponsione dell'assegno per il nucleo familiare. 
Nuovi livelli reddituali per il periodo 1° luglio 2016 -30 giugno 2017 ai fini della corresponsione dell'assegno per il nucleo familiare 




La legge n. 153/88 stabilisce che i livelli di reddito familiare ai fini della corresponsione dell'assegno per il nucleo familiare sono rivalutati annualmente, con effetto dal 1° luglio di ciascun anno, l' INPS, con la circolare n. 92 del 27 maggio 2016, comunica che restano fermi per l’anno 2016 i livelli reddituali contenuti nelle tabelle relative all’anno 2015.
Pertanto, in applicazione del predetto articolo, restano fermi per l’anno 2016 i livelli reddituali contenuti nelle tabelle relative all’anno 2015 , nonché i corrispondenti importi mensili della prestazione, da applicare dal 1° luglio 2016 al 30 giugno 2017, alle diverse tipologie di nuclei familiari.


 
CONFERENZA INTERNAZIONALE DEL LAVORO - lunedì 30 maggio 2016


GINEVRA DA OGGI LA CONFERENZA INTERNAZIONALE DEL LAVORO DELL' AGENZIA DELLE NAZIONI UNITE 


La 105ma sessione della Conferenza Internazionale del Lavoro (ILC) si apre oggi a Ginevra. Vi partecipano più di 6.000 rappresentanti dei tre Gruppi (Governi, imprenditori e lavoratori, provenienti da 185 Stati), che costituiscono l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (International Labour Organisation, ILO), l'agenzia delle Nazioni Unite con competenza in materia di lavoro. Molti e rilevanti i temi in agenda. Tra gli altri, da segnalare: il Rapporto del Direttore Generale  Guy Ryder sulla realizzazione dell'Agenda 2030 per la fine della povertà; il lavoro dignitoso nelle catene mondiali di fornitura; l'occupazione e il lavoro dignitoso per la pace e la resilienza, in relazione alla revisione della Raccomandazione n.71 sul lavoro e l'occupazione nella transizione dalla guerra alla pace; la valutazione dell'impatto della Dichiarazione dell' ILO sulla giustizia sociale e la globalizzazione giusta; l'applicazione della normativa internazionale del lavoro e l'attuazione del programma dell' ILO nel biennio 2014­ - 2016.
Il Rapporto del Direttore Generale, presentato nella sessione plenaria di apertura, quest'anno affronta un tema strategico per l'ILO ed il suo futuro: la realizzazione dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile per la fine della povertà. Individua tre specifici obiettivi: informare i costituenti sulle implicazioni riguardanti il lavoro dignitoso nell'ambito dell'Agenda 2030 e le sfide che presenta; sostenere il pieno e attivo coinvolgimento dei costituenti nell'attuazione dell'Agenda 2030 e, allo stesso tempo, chiedere loro come l'ILO può sostenerli nella maniera più efficace.

Per mercoledì 8 giugno è previsto poi l'appuntamento annuale del Summit “World of Work”, che sarà dedicato al tema del lavoro dignitoso dei giovani. Mercoledì 8 giugno si celebrerà la Giornata mondiale contro il lavoro minorile. In quegli stessi giorni prenderanno la parola in plenaria importanti ospiti come il Presidente della Commissione europea, Sig. J.C. Junker, il Presidente della Svizzera e numerosi Ministri del Lavoro.


 
TESSILE - venerdì 27 maggio 2016

Zucchi: Buffon esce



L’assemblea degli azionisti di Zucchi ha approvato il bilancio dell’esercizio 2015, chiuso con una perdita netta di 19,53 milioni di euro. Inoltre, l’assemblea ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione che resterà in carica fino all’approvazione del bilancio del 2018. Infine, i soci hanno deliberato un aumento di capitale di 10 milioni di euro riservato a GB Holding ovvero ad una società di nuova costituzione controllata da Astrance Capital in esecuzione dell’accordo di ristrutturazione del debito sottoscritto con le banche.
Nell' assemblea degli azionisti è diventato anche definitiva l'uscita di Buffon, capitano della Nazionale e della Juventus.
L'aumento di capitale,avviene, in adempimento dell'accordo di ristrutturazione con le banche dello scorso dicembre: GB Holding e Astrance "hanno assunto impegni irrevocabili finalizzati alla sottoscrizione e al pagamento di tutte le azioni rivenienti dall'aumento", ricorda Giovanni Sartini della Segreteria della Filctem Lombardia in una nota, dichiarando che " i nuovi amministratori devono adottare tutte le iniziative utili per salvaguardare i lavoratori e rilanciare la società".
Il richiamo di merito va alla crisi lavorativa in cui versa la Zucchi Spa che coinvolge 288 dipendenti tra le sedi di Rescaldina e Cuggiono e che potrebbe coinvolgere 650 lavoratori tra sito produttivi e indotto.
 Sartini ha dichiarato che «va sostenuto ogni possibile percorso che sia in grado di risanare i debiti, garantire il mantenimento dei livelli occupazionali e rilanciare la capacità produttiva del gruppo, evitando l’ennesima chiusura di una storica azienda del territorio"

 
CONTRATTAZIONE - giovedì 26 maggio 2016

Ccnl Uniontessile-Confapi, avviata la trattativa per il rinnovo del contratto.


Aperte oggi (giovedì 26 maggio) a Roma le trattative tra Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e Uniontessile Confapi per il rinnovo del contratto 2016-2019 per gli addetti delle piccole e medie imprese dei settori tessile, abbigliamento, moda, calzature, pelli e cuoio, penne, spazzole e pennelli, occhiali, giocattoli (circa 120 mila i lavoratori ai quali si applica il contratto), scaduto il 31 marzo 2016. Questo settore, a partire dal 2013, ha visto l'unificazione di tutti i contratti del comparto moda (per ultimo la confluenza del contratto tessili vari, torcitori e filatura serica), ed è oggi una delle eccellenze del manifatturiero italiano nel mondo. È riuscito, infatti, a difendere la propria leadership per la sua capacità di inserirsi nei mercati più dinamici, avendo saputo interpretare i cambiamenti politici, sociali, di gusto, che hanno segnato gli ultimi anni e prendere decisioni strategiche lungimiranti.

Il confronto si è aperto in un clima positivo di relazioni fra le parti, “un'opportunità da cogliere – hanno ribadito tutti -  per affrontare le necessità del settore, continuare a perseguire gli obiettivi di sviluppo, innovare i processi, migliorare le condizioni e difendere la buona occupazione anche attraverso il coinvolgimento e la partecipazione dei lavoratori”. Le parti hanno convenuto di concludere la trattativa in tempi ragionevolmente brevi, e si sono riconvocate per il 15 giugno.

La richiesta economica dei sindacati è di 100 euro medi (terzo livello super) sui minimi tabellari. Inoltre i sindacati hanno sottolineato la necessità, attraverso il quadro normativo del Ccnl, di intervenire a sostegno della contrattazione di secondo livello, prevedendo nello stesso tempo l’aumento dell’elemento di garanzia contributiva da 220 euro a 350 euro per le aziende che non concretizzino una contrattazione integrativa. Le parti infine hanno convenuto di continuare il confronto, con due incontri tecnici nel mese di giugno, per affrontare i temi delle relazioni industriali e della partecipazione.

 
CIG STRAORDINARIA - giovedì 26 maggio 2016


Ministero del Lavoro: Criteri per l’accesso ad un ulteriore periodo di integrazione salariale straordinaria



Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale del 24 maggio 2016, il Decreto con la definizione dei criteri per l’accesso ad un ulteriore periodo di integrazione salariale straordinaria da concedersi qualora, all’esito di un programma di crisi aziendale, l’impresa cessi l’attività produttiva e proponga concrete prospettive di rapida cessione dell’azienda stessa e il conseguente riassorbimento del personale.
Il trattamento di integrazione salariale straordinaria può essere prorogato sino ad un limite massimo complessivo di 12 mesi per le cessazioni di attività intervenute nell’anno 2016, di 9 mesi per le cessazioni di attività che interverranno nell’anno 2017 e di 6 mesi per quelle nell’anno 2018.
La proroga del trattamento di integrazione salariale straordinaria può essere autorizzata quando ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni:

-sia stipulato specifico accordo presso il Ministero del lavoro e delle  politiche  sociali  con  la  presenza  del  Ministero  dello sviluppo economico 

-la presentazione di un programma di crisi aziendale, al cui esito, per l’aggravarsi delle condizioni  iniziali, sia in difficoltà a portare a termine il piano di risanamento originariamente predisposto, l’impresa si determini a cessare l’attività produttiva contestualmente, si evidenzino concrete e rapide prospettive di cessione dell’azienda 

- sia presentato un piano di sospensioni dei lavoratori ricollegabili nell’entità e nei tempi alla cessione aziendale e ai nuovi interventi programmati, inoltre  venga presentato un piano per il conseguente riassorbimento occupazionale del personale.
 
MAPEI - mercoledì 25 maggio 2016

PRESIDIO DAVANTI ALLA MAPEI PER LA RACCOLTA DI FIRME A SOSTEGNO DELLA CARTA DEI DIRITTI E REFERENDUM. 
LA FILCTEM IMPEGNATA IN TUTTI I LUOGHI DI LAVORO.



Oltre centocinquanta firme raccolte dalla Filctem CGIL, questa mattina, al presidio davanti alla MAPEI di Milano, iniziativa particolarmente simbolica trattandosi dell'azienda dell'ex presidente di Confindustria Giorgio Squinzi.
Presenti Emilio Miceli, segretario generale nazionale della Filctem e Alberto Motta, segretario generale della categoria milanese.
"È il momento decisivo. È ora di accelerare con la raccolta firme nei luoghi lavoro, - dice Emilio Miceli, soddisfatto per il buon riscontro ottenuto davanti a MAPEI - . Serve una Mobilitazione straordinaria e ciò chiama in causa l'autonoma responsabilità delle categorie".
La Filctem prosegue il proprio impegno nelle prossime settimane con presidi ad hoc e raccolte firme in tutte le. Aziende del territorio.


 
Dimissioni - giovedì 19 maggio 2016

Dimissioni online
La procedura telematica per le dimissioni e le risoluzioni consensuali 


Dal 12 marzo 2016 le dimissioni volontarie e le risoluzioni consensuali dei rapporti di lavoro possono essere date solo con procedura telematica. Le dimissioni rassegnate con modalità diverse sono inefficaci.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nella circolare n. 12 dello scorso 4 marzo, indica sperimentalmente la procedura telematica da seguire (art. 26 D.lgs 151/2015).

Una norma prevista per contrastare il fenomeno delle dimissioni in bianco, che presuppone una nostra capacità di risposta per tutelare i lavoratori.

Il lavoratore potrà:

  • accedere direttamente al sistema informatico predisposto dall'Inps;

  • consegnare il modulo compilato secondo le nuove modalità alle nostre sedi sindacali 

Le Camere del lavoro sono già attrezzate per essere in grado di fornire l'assistenza necessaria al lavoratore che intende dimettersi

La norma interessa la risoluzione di tutti i rapporti di lavoro privato di tipo subordinato. Sono esclusi i lavoratori pubblici, il lavoro domestico, i lavoratori marittimi e i casi di risoluzione a seguito di conciliazione stragiudiziale. Sono esentate anche le lavoratrici in gravidanza o durante i primi tre anni di vita del bambino, le cui dimissioni “dovranno essere convalidate presso la Dtl competente”.

Il decreto stabilisce che sono abilitati alla trasmissione telematica delle dimissioni del lavoratore:

  • i patronati;

  • le organizzazioni sindacali, gli enti bilaterali, le commissioni di certificazione.

Compilazione telematica e trasmissione del modulo: il lavoratore, con la compilazione del modulo, manifesta la volontà di dimissione/risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

  • il lavoratore che trasmette direttamente deve munirsi di un PIN INPS, da richiedere all’istituto, e successivamente registrarsi sul portale ufficiale www.lavoro.org.it, e procedere alla compilazione;

Sul portale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sarà a disposizione un video che illustra i passaggi da seguire.

Revoca delle dimissioni/risoluzioni: la data di trasmissione (marca temporale) consente al sistema di controllare il termine dei 7 giorni, previsto dalla norma, per esercitare la revoca delle dimissioni/risoluzioni del rapporto di lavoro.

Sanzioni: il datore di lavoro che altera i moduli di dimissione/risoluzione compilati dal lavoratore con modalità diverse da quelle telematiche sarà sanzionato con multe comprese tra i 5.000 e i 30.000 euro dalle Direzioni territoriali del lavoro.



 
PELLI E CUOIO - mercoledì 4 dicembre 2013

 
Home  |  Contratti Settori  |  Notizie  |  Seminario Convegni  |  Comunicati
FILCTEM CGIL Lombardia - Via Palmanova 22 Milano Tel 024676291 - CF 97419560152   |  Privacy  |  Termini di Utilizzo